Classic Boat Archive | 2005 – Azimut 40 (12,5 m) TEST

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Benvenuti nella sezione speciale Classic Boat Archive, in cui Barche a Motore apre per voi il suo archivio cartaceo dove sono custodite centinaia e centinaia di barche che abbiamo testato, presentato e recensito in più di 35 anni di storia della rivista. Dati tecnici, schede originali delle barche, motorizzazioni e prestazioni comprese. Insomma, un database (in costante aggiornamento) che contiene tutto quello che vi serve sapere sulle Classic Boat.


Azimut 40

Nel 2005 l’Azimut 40, sobrio ed elegante, conquista subito gli appassionati, assicurando comfort in navigazione e una grande abilità interna. Noi c’eravamo e l’abbiamo provato. Ecco i risultati del nostro test.

Tratto da Barche a Motore 2005, n. 1, febbraio, pag. 90-97.

 

PREGI:

  • Massima abitabilità e funzionalità
  • Fly molto ampio e ben strutturato
  • L’usato avrà un alto valore

DIFETTI:

  • Spazio limitato nella sala macchine
  • Scarsa altezza in timoneria
  • Migliorabili alcune finiture di falegnameria

Creare una barca capace di conquistare il mercato mondiale e, attraverso una produzione di grande serie, renderla accessibile a un vasto numero di armatori. Con questo obiettivo è stato progettato il nuovo Azimut 40, un flying bridge destinato a diventare uno dei modelli di maggiore successo di tutta la gamma. Azimut costruisce imbarcazioni da 39 a 116 piedi che hanno come denominatore comune un’ottima abitabilità, una dote che permette di utilizzarle come una vera “casa al mare”. Le velocità massime e di crociera si aggirano intorno ai 30 nodi, in armonia con la vocazione turistica di queste barche. Non a caso l’attività dello studio di progettazione è soprattutto rivolta al miglioramento del comfort e della gestione dell’imbarcazione, piuttosto che alla ricerca della pura velocità. Il cantiere è altresì orientato alla riduzione dei costi attraverso l’industrializzazione dei processi di produzione. Parallelamente, l’ufficio di sviluppo e ricerca sta effettuando, in collaborazione con alcune Università italiane, nuovi studi sulla resistenza dei materiali e sulle sollecitazioni subite degli scafi, allo scopo di verificare gli standard di costruzione imposti dai “Registri” e approfondire la conoscenza sulle caratteristiche di progetto delle imbarcazioni da diporto. In questo clima di sviluppo è nato il nuovo Azimut 40, la “world boat” oggetto del nostro test.

 

Progetto: ◊◊◊◊

Il design degli esterni dell’Azimut 40 è stato curato, ancora una volta, da Stefano Righini, a cui va il merito di aver saputo individuare un perfetto equilibrio tra le dimensioni e le forme. Per favorire l’abitabilità interna è stato aumentato il baglio dello scafo, mentre per accrescere la versatilità del fly si sono ricercate nuove soluzioni d’arredamento e poco importa se dall’esterno sono parzialmente visibili gli schienali del lunghissimo divano del ponte superiore. I passavanti sono ampi e piani, sino alla zona di manovra di prua, e risultano quindi più comodi e sicuri. La linea è alleggerita dalle finestrature lucidate a specchio, inserite anche come elemento di decoro del rollbar. Rigoroso il disegno dei compartimenti interni che hanno tutti la stessa identica altezza. Per rispondere all’esigenza di utilizzare la barca come dimora al mare sono stati creati ambienti ampi e comodi, senza dimenticare l’importanza di una grande cucina. L’impiego di motori con V-drive integrato ha permesso di spostarli più a poppa e di aumentare lo spazio a disposizione dei locali abitabili. La carena asseconda sia le necessità di abitabilità, sia l’aumento del peso provocato dalla crescente quantità di accessori e impianti. La prora arrotondata nelle sezioni sopra al galleggiamento offre spazio alla cabina armatoriale. La V resta profonda sino a metà scafo (21°) per poi scendere a 14° a poppa, in modo da aumentare il sostentamento.

L’ampio pozzetto con il tavolo estraibile a scomparsa e tanto spazio per pranzare all’aperto.

 

Costruzione: ◊◊◊◊

Sarà costruita in speciali catene di montaggio che permetteranno, a regime, la produzione di circa cento esemplari l’anno. Un numero molto elevato ma in sintonia con le richieste del mercato che ha già mostrato enorme interesse per questa nuova imbarcazione. Le pelli esterne della carena vengono realizzate con resina vinilestere, mentre i successivi strati e la coperta sono laminati con un prodotto isoftalico. Le murate e le sovrastrutture sono in sandwich con anima di Pvc. Lo scafo dell’Azimut 40 è garantito per cinque anni contro l’osmosi e la barca è certificata dal RINa che applica i più severi standard di classificazione.

Coperta: ◊◊◊◊

L’elemento di maggiore importanza è il flying bridge che si propone con un allestimento diverso rispetto a tutti gli altri modelli. La zona prendisole dell’Azimut 40 si unisce senza soluzione di continuità con il divano posto a poppavia, dando origine a una seduta della lunghezza complessiva di quasi sette metri. Al centro del salotto si trova un tavolo da pranzo con portabottiglie. La poltrona di pilotaggio è anatomica e scorre orizzontalmente per ricercare la più comoda posizione di guida. L’efficace frangivento di Lexan è montato su un robusto telaio d’acciaio che può essere utilizzato anche come tientibene. Gli spostamenti sono favoriti da corrimano inseriti nelle strutture di sostegno del fly e da passavanti ampi (30 cm) e in piano, che si estendono sino alla zona di manovra di prua. La scala di accesso al ponte superiore, che ha gradini profondi e alzate ben calibrate, si avvita leggermente in modo da condurre al centro del fly. Il pozzetto di poppa è arredato con un divano e un tavolo a scomparsa attorno al quale possono essere disposte sedie pieghevoli fornite come optional. Sul ponte di prua i materassi del prendisole sono provvisti di comodi cuscini poggiatesta. Lungo le fiancate, le finestrature lucidate a specchio lasciano filtrare molta luce ma impediscono a sguardi indiscreti di scrutare all’interno, così come l’ampia porta scorrevole di poppa, che mette in comunicazione il salotto con il grande pozzetto.

In alto a sinistra, l’efficace frangivento. In alto a destra, l’ergonomica postazione di guida del fly. In basso a sinistra, le splendide finestrature a specchio che lasciano filtrare la luce e donano privacy. In basso a destra, lo specchio di poppa, appositamente modellato per dare più spazio al pozzetto.

 

Interni:

Probabilmente, l’Azimut 40 possiede la migliore abitabilità interna della categoria. Un successo che trae origine dalle forme dello scafo e dall’abilità dell’architetto Carlo Galeazzi, che ha posto la sua firma anche su questo nuovo modello di Azimut. Ogni spazio è stato studiato millimetricamente, come dimostra l’identica altezza di tutti i locali. Il salone sfrutta la notevole larghezza dell’imbarcazione per proporre due divani contrapposti, uno dei quali trasformabile in letto. L’arredamento è elegante e al tempo stesso semplice, ricco di imbottiture che utilizzano il contrasto cromatico per dare movimento all’ambiente. Curiosi tavolini che servono da supporto per le abatjour sono inseriti tra i sofà. La timoneria è servita da un comodo divano di pilotaggio a due posti con schienale reclinabile. Comandi e strumenti sono sistemati in modo ergonomico ma l’altezza nel posto di governo è limitata a poco più di un metro e mezzo. La cucina si sviluppa su una lunghezza di oltre due metri ed è provvista di un forno combinato, piastre di vetroceramica con ferma pentole e un frigo/freezer da 130 litri. I locali più piccoli, come il disimpegno che conduce alle cabine e i due bagni, sono resi più ariosi dalla luce che filtra attraverso vetri traslucidi situati sotto al parabrezza. Le toilette sono arredate in modo identico ma quella armatoriale dispone di una superficie maggiore. In entrambe il box doccia ha un diametro di 80 cm ed è chiuso da un plexiglas scorrevole; un elegante lavello di vetro nero e il carabottino di teak donano eleganza anche ai servizi. La cabina armatoriale è ampia ed è arredata con due capienti armadi e una cassettiera nella base dal letto. La cabina ospiti ha un’altezza parzialmente limitata ma risulta comunque confortevole. Le due cuccette possono essere unite per formare un ampio letto matrimoniale, semplicemente facendole scorrere su un’apposita guida. L’armadio e alcuni stipi completano l’allestimento della cabina.

In alto a sinistra, una veduta del soggiorno. In alto a destra, la grande cabina armatoriale. Sotto a sinistra, la cabina per gli ospiti. In basso a destra, la cucina, che si trova sul ponte inferiore e ha una lunghezza di oltre due metri.

 

Impiantistica:

Il cantiere effettua un costante controllo sulla qualità delle attrezzature tecniche e ripone molta cura nella realizzazione di tutti gli impianti. Sono inclusi nelle dotazioni di serie il generatore e il caricabatterie. I serbatoi del carburante e quello dell’acqua hanno una buona capacità. Sono anche previste casse per le acque grigie e nere.

 

Motorizzazione:

Il cantiere ha scelto di utilizzare esclusivamente i nuovi motori Cummins QSB 5.9 common rail con controllo elettronico della combustione. Si tratta di un’unità turbodiesel di comprovata affidabilità che è stata recentemente potenziata grazie al nuovo sistema di alimentazione ad alta pressione. I motori sono accoppiati a invertitori V Drive integrati e trasmissioni in linea d’asse tradizionali, con eliche di NiBrAl a quattro pale. Attualmente, la divisione ricerca e sviluppo di Azimut sta lavorando a un progetto di riduzione delle vibrazioni attraverso l’uso sperimentale di alberi di trasmissione ed eliche di carbonio, che dovrebbero consentire una notevole riduzione della rumorosità.

 

Prestazioni:

Abbiamo provato il primo esemplare dell’Azimut 40 mentre erano ancora in corso i test sulle eliche ed è quindi possibile un ulteriore incremento dei valori misurati. Lo scafo corre a 31 nodi di velocità massima e naviga ad andature di crociera comprese tra 22 e 28 nodi, in corrispondenza delle quali abbiamo registrato il migliore rendimento del sistema di propulsione e un’autonomia di circa 240 miglia. Il regresso delle eliche sembra invece aumentare sia a velocità più elevate, sia al di sotto di questi valori. A partire dalla minima velocità di planata (16 nodi a 2200 giri/minuto) l’assetto dello scafo migliora progressivamente per risultare ideale ai regimi di crociera. L’uso dei flap è necessario in condizioni estreme, ma non indispensabile. Il passaggio sull’onda è sufficientemente morbido, ma influenzato ovviamente dalle dimensioni e dal dislocamento dell’unità. Piuttosto rapida la risposta alle manette: l’ingresso in planata è immediato (7 secondi) e in appena 15 secondi si raggiungono i 20 nodi. L’altezza della costruzione è compensata da una larghezza notevole e il rollio risulta contenuto sia alla fonda, sia in navigazione. In velocità, la risposta alla variazione dell’angolo di barra è pronta, ma non eccessivamente immediata, in modo da consentire una guida rilassata, anche se leggermente meno precisa. La rumorosità è assai contenuta e anche alla massima andatura non supera mai gli 80 decibel, sia in dinette, sia sul fly. In porto, in assenza di vento, lo scafo si manovra molto facilmente.

di Maurizio Bulleri


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