Classic Boat Archive / 2005 – Carnevali 145 (14,50 m) TEST

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Benvenuti nella sezione speciale Classic Boat Archive, in cui Barche a Motore apre per voi il suo archivio cartaceo dove sono custodite centinaia e centinaia di barche che abbiamo testato, presentato e recensito in più di 35 anni di storia della rivista. Dati tecnici, schede originali delle barche, motorizzazioni e prestazioni comprese. Insomma, un database (in costante aggiornamento) che contiene tutto quello che vi serve sapere sulle Classic Boat.


Carnevali 145

Nel 2005 il cantiere ravennate presenta il suo nuovo modello, il Carnevali 145, un piccolo e vero yacht con fly bridge e soluzioni interne raffinate, progettato dallo Studio Ceccarelli.

Tratto da Barche a Motore 2005, n. 3, marzo, pag. 110-118.

Il Carnevali 145 in navigazione.

 

PREGI:

  • Costruzione solida e curata nei dettagli d’arredo
  • Possibilità di allestire una piccola cabina per il marinaio
  • Buone doti della carena in navigazione in manovra

DIFETTI:

  • Manca un impianto fisso di protezione antincendio
  • Posizione seduta interna pilota un po’ scarificata
  • Falchetta molto bassa e poco utile come puntapiedi

Era il 1992 quando Angelo Carnevali varò il primo piccolo yacht di 36 piedi con il proprio marchio. Da quella data in cantiere ravennate ha saputo affermarsi sul mercato proponendo imbarcazioni dal gusto raffinato e molto curate nei dettagli. La struttura produttiva vanta una sede (quella storica, risalente agli anni ’60) di cinquemila metri quadrati coperti e un’area esterna, con metratura doppia, equipaggiata con gru e travel lift. La produzione, ormai arrivata a 35 unità all’anno, è stata razionalizzata e decentrata in un’altra sede a Fano, ove viene allestita la linea custom di 62 e 72 piedi e i modelli 130 e 145. Nella sede di Marina di Ravenna viene prodotto solo il modello 160. Questa scelta consente di sfruttare al meglio le maestranze locali e di svolgere un’attenta attività di customer care, con rimessaggio e assistenza al cliente davvero professionali.

I dettagli azzeccati del Carnevali 145.

 

Progetto: ◊◊◊◊◊

Il nuovo Carnevali 145, progettato dallo Studio Ceccarelli, presentato in anteprima assoluta allo scorso Salone di Genova, prosegue il successo del predecessore 140. Un’attenta rivisitazione degli spazi e il sapiente tocco artistico dell’architetto e professore Massimo Musio Sale (Max Design) ha conferito a questo esemplare una nuova veste. Più lunga di mezzo metro e più larga di una manciata di centimetri rispetto al suo precursore, il 145 vanta una nuova coperta in cui le sovrastrutture sono avanzate leggermente verso prua a tutto vantaggio degli spazi vivibili. Il nuovo fly è dunque molto ampio e diviso in due aree separate; quella del prendisole e pilotaggio, e una di convivio con divano, tavolo e mobile attrezzato. Il pozzetto presenta il doppio accesso alla plancetta ed è completamente al riparo dal sole grazie al ponte superiore che si allunga molto verso la poppa. La sovrastruttura, totalmente rivista nelle proporzioni, vanta una doppia superficie vetrata sui fianchi, che la snellisce e rende molto luminosa la zona living e la dinette. Gli interni proposti per questa imbarcazione prevedono tre cabine doppie, di cui l’armatoriale a prua e le due cabine per gli ospiti, a letti gemelli, sistemate a centro barca. I bagni disponibili sono due; quello armatoriale è ensuite. A richiesta è possibile far allestire anche la cabina del marinaio, che viene ricavata al di sotto della seduta in pozzetto.

In alto a sinistra la dinette sul fly con tavolino regolabile in altezza. In basso a sinistra, il grande prendisole sulla tuga di prua, dotato di cuscineria fornita di serie. A destra, il cruscotto del fly.

 

Costruzione: ◊◊◊◊

Come tutte le imbarcazioni Carnevali, anche il 145 vanta una struttura piuttosto robusta, attentamente studiata per non incidere troppo sul dislocamento. La superficie esterna prevede un gelcoat di tipo neopentilico-isoftalico che protegge le prime pelli interne dall’osmosi e garantisce una buona resistenza all’invecchiamento dai raggi UV. La laminazione dello scafo, delle fiancate e della coperta avviene con la tecnica del sandwich, mentre la parte centrale della chiglia e del fondo è in stratificato semplice monolitico. Le strutture sia longitudinali sia trasversali, sono in laminato di vetroresina e sono state opportunamente dimensionate per ottenere una carena particolarmente resistente all’impatto sull’onda e all’accidentale urto con corpi sommersi. Il tessuto utilizzato per tutti i componenti è vetro di tipo “E” con legante in polvere e viene stratificato manualmente.

Il layout della barca e le altezze interne.

 

Coperta: ◊◊◊◊

Ben studiato il fly bridge, che si presenta spazioso e facilmente agibile grazie alla scala in vetroresina con gradini rivestiti di teak. Gli spazi del nuovo Carnevali 145 sono stati dunque rivisitati rispetto il suo predecessore per offrire un maggiore comfort e soluzioni più consone alle esigenze della clientela. Il ponte superiore si è quindi allungato sino a coprire e riparare completamente il pozzetto. La nuova configurazione prevede un comodo divano fronte marcia a ridosso del rollbar con tavolo ellittico e un mobile attrezzabile con lavello, frigorifero e barbecue. Verso prua si trova la seconda stazione di comando, completa di tutta la strumentazione necessaria, e un ampio prendisole. Il parabrezza risulta leggermente basso rispetto alla seduta. Il ponte principale vanta un gradevole pozzetto con divanetto sulla poppa, ai lati del quale si trovano due cancelletti di sicurezza per l’accesso alla plancetta di poppa. Lungo le fiancate della parte poppiera vi sono due vani per l’ormeggio, in cui sono fissati le bitte, con relativo passacavo, e il verricello elettrico di tonneggio. In questi alloggi inoltre, sono ricavati due pratici lavelli controstampati nella vetroresina con doccetta incorporata. A estrema poppa, con accesso dalla plancetta, sono stati integrati due capienti gavoni in cui si possono agevolmente riporre tre parabordi ciascuno. Sulla tuga di prua troviamo il consueto prendisole con cuscineria di serie facilmente raggiungibile grazie a camminamenti laterali ben dimensionati e corredati di mancorrente in acciaio fissato alla sovrastruttura del fly. Abbiamo notato però che la falchetta è molto bassa e, in caso di superfici bagnate, non offre un’adeguata barriera nel caso si dovesse scivolare con un piede.

A sinistra, la cabina armatoriale e una delle due cabine gemelle per gli ospiti. A destra, una veduta della zona living.

 

Interni: ◊◊◊◊

La zona living del Carnevali 145 è molto accogliente e luminosa, grazie alle ampie vetrate laterali e alle tappezzerie, cuscinerie comprese, dalle tonalità chiare. Il tavolo della dinette è di tipo apribile grazie a un inserto centrale. La cucina è disposta sulla sinistra, integrata in un mobile abilmente sagomato con gli elettrodomestici nascosti sotto un piano apribile. Gli spazi per fare cambusa non sono molti, anche se il frigorifero è di ben 240 litri e ha il comparto freezer separato. La postazione di comando, leggermente rialzata rispetto al calpestio del salone, si presenta ergonomicamente ben distribuita, con la strumentazione visibile e a portata di mano. Il cruscotto risulta invece un po’ alto rispetto alla superficie vetrata. La zona notte è distribuita con la classica configurazione di questo segmento di imbarcazioni: la cabina armatoriale a prua con bagno ensuite e le due cabine ospiti a letti paralleli. L’unico bagno che serve queste cabine ha l’accesso sia dal corridoio centrale, sia dalla cabina di dritta. Nonostante molti componenti d’arredo siano realizzati da controstampi in vetroresina, gli interni sono rivestiti e impreziositi con abbondante impiego di legno ed essenza di ciliegio. Le pareti, i cielini, il divano e alcune imbottiture delle cabine hanno il rivestimento in pelle Natan, mentre i camminamenti sono in moquette. Nei bagni troviamo invece dei preziosi lavelli cristallo su basi di marmo verde. Il cantiere offre di serie gli asciugamani con il logo Carnevali e alcuni gadget quali polo, T-shirt, cappellini e portachiavi.

In alto a sinistra, uno dei due bagni. In basso a sinistra, la cucina. A destra, la consolle interna, ergonomica e ben studiata.

 

Impiantistica: ◊◊◊◊

La sala motori è accessibile sia dal locale ausiliario sotto al pozzetto, sia spagliolando la dinette per agevolare ispezioni più complete. All’interno sono alloggiati i due propulsori con relativo invertitore e due dei quattro serbatoi del gasolio. Per un buon equilibrio dei pesi, infatti, gli altri due serbatoi del carburante sono posizionati a poppavia del vano motori. In questo vano sono concentrati inoltre la maggior parte degli impianti di bordo. Qui troviamo i gruppi batterie, composti cia-cuno di due batterie di 200 A, dedicati all’avviamento motori e ai servizi. Il generatore di serie da 3,5 kW è un po’ sottodimensionato, poiché è appena sufficiente a dar corrente ai fuochi elettrici e al boiler. Il sistema idrosanitario è completo, ben fatto e si compone di un autoclave con vaso di espansione, boiler elettrico, mandate con valvole di intercettazione (in tutti i bagni e in cucina), serbatoio di accumulo acque grigie e vaschetta con espulsione automatica. L’impianto di sentina si affida a tre pompe elettriche che, a nostro giudizio, ci sembrano insufficienti se si verificasse una falla di una certa importanza. In caso di incendio inoltre non è previsto alcun impianto fisso a bordo; in dotazione vi sono solo cinque estintori manuali da un chilogrammo ciascuno.

I dati della barca e l’analisi della carena.

 

Motorizzazione: ◊◊◊◊

I propulsori installati sono i recenti Catepillar C9 con una potenza di 375 kW, vale a dire poco più di 500 cavalli. L’architettura è a 6 cilindri in linea con quattro valvole per cilindro e una cubatura totale di 8,8 litri. La gestione elettronica, la sovralimentazione con turbocompressore e l’aftercooler, rendono questo motore moderno e affidabile. L’invertitore accoppiato è uno ZF modello 285A con rapporto di riduzione 2:1 e uscita in linea d’asse angolata.

Le prestazioni misurate durante il nostro test.

 

Prestazioni: ◊◊◊◊

La prova in mare del Carnevali 145 ci ha dato impressioni più che favorevoli. La planata si raggiunge in pochissimi secondi, quasi avesse degli entrofuoribordo, mentre per conquistare il massimo regime dei propulsori con partenza da fermo, ci vuole circa mezzo minuto. Lo scafo riesce a stare in planata minima a 12 nodi con i motori a 1500 giri al minuto, mentre una buona media di crociera si ottiene a 2200 giri con una velocità di circa 25 nodi. Durante i passaggi trasversali sulla scia di un’imbarcazione che ci precedeva abbiamo riscontrato una discreta tenuta di rotta e una buona stabilità laterale. L’assetto risulta leggermente appoppato sino a 22 nodi; oltre tale velocità la carena si spiana sull’acqua assumendo una posizione corretta. Lo scafo si è dimostrato anche manovriero sia in navigazione sia in fase di ormeggio.

Nel 2005 il Carnevali 145 veniva venduto a partire da 630.000 euro.

di Matteo Vandoni


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