Classic Boat Archive | 2005 – Intermare 33 Fly (11,2 m) TEST

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Intermare 33 Fly

Un flying bridge dalle dimensioni contenute ma con tutte le carte in regola per affrontare con agio e sicurezza impegnative crociere a medio e lungo raggio. Nel 2005 lo abbiamo provato in anteprima per voi.

Tratto da Barche a Motore 2005, n. 1, febbraio, pag. 98-103.

L’Intermare 33 Fly in navigazione.

PREGI:

  • Vano impianti ben curato e funzionale
  • Spiaggetta poppiera di generose dimensioni
  • Pratico e sicuro accesso al fly

DIFETTI:

  • Chiusura armadi e stipetti da migliorare
  • Alcuni dettagli e finitura ancora ba mettere a punto
  • Letto ospiti di scarsa lunghezza

Negli ultimi anni il marchio toscano Intermare, diretto dalla famiglia Giusti, ha conosciuto una rapida espansione, affermandosi anche sui mercati internazionali. La sua gamma, inizialmente costituita da piccoli pêche-promenade dotati di affidabili carene, comprende oggi anche interessanti e versatili flying bridge da 30 a 42 piedi, in grado di offrire tutto il comfort necessario per la crociera. Oggetto della nostra prova è l’ultimo nato: l’Intermare 33, un flying bridge di 11,20 m fuoritutto ma che, grazie alla lunghezza scafo di 9,98 metri, rientra nella categoria dei natanti.

Progetto: â—Šâ—Šâ—Šâ—Š

Come i modelli più grandi, l’Intermare 33, più che alla pesca, è destinato al diporto puro. Ma è proprio l’esperienza maturata nella progettazione di esemplari da pesca, che ha portato il cantiere toscano a proporre una barca con tutte le carte in regola per affrontare impegnative navigazioni. La sua carena è caratterizzata da una stellatura prodiera non troppo accentuata, in modo da garantire un passaggio morbido sull’onda. La larghezza al galleggiamento delle sezioni poppiere, di poco inferiore al baglio massimo, conferisce inoltre allo scafo una buona portanza. Le linee dell’Intermare 33, con spigoli non troppo arrotondati, bombature contenute e prese d’aria poste sulla sovrastruttura, ripropongono l’aggressività e la forte personalità del 37. Anche questa volta il cantiere, coadiuvatp dal giovane architetto Michele Cadore, ha saputo trovare il giusto equilibrio tra le priorità tecniche e il dettaglio estetico.

I dati della barca pubblicati nel nostro articolo del febbraio 2005.

 

Costruzione: â—Šâ—Šâ—Šâ—Š

Lo scafo è realizzato in laminato pieno, mentre per la coperta è stata preferita la tecnica del sandwich con anima in Termanto in modo da contenere i pesi e al contempo ottenere un manufatto più rigido e meglio coibentato. Nella specifica della laminazione vengono impiegati mat, stuoie e tessuti multiassiali, impregnati di resina vinilestere, nota per la sua maggiore efficacia contro l’osmosi e per una migliore adesione degli strati di fibra, nei livelli più esterni, e di resina isoftalica per quelli successivi. Le strutture di rinforzo, realizzate in poliuretano espanso ad alta densità sono opportunamente fazzolettate allo scafo. Per aumentare la robustezza del manufatto, le paratie interne in compensato marino stratificato vengono resinate sia allo scafo che alla coperta. I cielini sono controstampati.

In alto a sinistra, la tuga poppiera che offre un ampio prendisole. In basso a sinistra, la spiaggetta poppiera che con una superficie di 4 metri quadrati si presta al ricovero del tender e alle varie attività acquatiche. A destra, la pratica e sicura scala di accesso al fly.

 

Coperta: â—Šâ—Šâ—Šâ—Š

Con una superficie di oltre 4 mq, il pozzetto dell’Intermare 33 si presta all’allestimento di una dinette all’aperto che risulta ben protetta, sia dal sole che dall’umidità della sera, grazie alla presenza della sovrastruttura del fly che si protende quasi fino allo specchio di poppa. Quest’ultimo, sul lato sinistro, mostra un’apertura con cancelletto che consente di passare direttamente alla spiaggetta poppiera, apprezzabile per le sue generose dimensioni che la rendono particolarmente adatta sia come alloggio per il tender, sia per la preparazione alle varie attività acquatiche. Dal pozzetto, tre gradini per parte permettono di raggiungere con agio i larghi passavanti che risultano anche ben protetti da solide battagliole e serviti da tientibene fissati lungo i lati della sovrastruttura. Tutto ciò, unito a un’efficace superficie antisdrucciolo, garantisce la massima sicurezza nel passaggio da poppa fino a prua estrema. Anche la salita al fly è particolarmente agevole grazie a una scala realizzata in controstampo, con ampi gradini rivestiti in teak, servita da un robusto corrimano in acciaio inox. Sul fly il pilota dispone di un cruscotto in grado di ospitare sia gli strumenti di controllo motori sia il rinvio di una strumentazione elettronica completa. Di fianco alla postazione di guida, sul lato di dritta troviamo un grande divano prendisole, dalle forme arrotondate e con schienale imbottito, servito da un pratico portabicchieri e bottiglie in plexiglass, ricavato nell’angolo prodiero. La zona poppiera, priva di ingombri, può essere sfruttata come un’ulteriore superficie prendisole. Gli amanti della tintarella hanno a disposizione anche la tuga prodiera che può essere attrezzata con cuscineria prendisole, prevista tra gli optional. Da segnalare inoltre la presenza nello specchio di poppa di un attacco diretto per l’acqua dolce dalla banchina, in questo modo si può fruire di acqua corrente senza passare dal serbatoio, risparmiando quindi lavoro all’autoclave. Ovviamente questo sistema è dotato di un regolatore di pressione.

A sinistra, la timoneria esterna. A destra, uno dei due passavanti che, grazie alle solide battagliole, permette di passare in sicurezza dal pozzetto fino a prua.

 

Interni: â—Šâ—Šâ—Šâ—Š

Pur trattandosi di un’imbarcazione dalle dimensioni contenute, i suoi interni sono stati concepiti per offrire il comfort necessario a quattro persone anche per lunghe permanenze a bordo. Il ponte principale, che si presenta particolarmente luminoso grazie alla presenza di ampie finestrature, offre una dinette a L in grado di ospitare 4 persone comodamente sedute a tavola e, a richiesta dell’armatore un divano trasformabile in una ulteriore cuccetta doppia. Di fronte, appoggiata alla murata sinistra, è stata sistemata la cucina a scomparsa, il cui disegno verrà perfezionato nelle prossime unità. Oggetto della nostra prova è stato infatti il prototipo che ha mostrato alcuni dettagli e finiture ancora da mettere a punto. Tra queste segnaliamo anche la chiusura di stipetti e armadi che avviene solo per mezzo di una piccola calamita. Una soluzione che riteniamo poco adatta alla navigazione, l’impatto con l’onda, seppure morbido ne favorisce infatti l’apertura, con la spiacevole conseguenza sia di riversare i materiali contenuti sia, nel caso degli armadi dotati di luce automatica all’apertura, di consumare inutilmente le batterie. La postazione di guida rialzata, gode di un’eccellente visibilità e dispone di un cruscotto con tutti gli strumenti posizionati per un’immediata lettura. Destinato alla zona notte, il ponte inferiore dispone della classica cabina armatoriale prodiera e di una cabina ospiti sul lato di dritta, con un letto alla francese disposto per baglio; peccato però che la sua lunghezza vari da 1,93 a 1,60 m. Le cabine sono servite da un unico locale toilette di generose dimensioni e completo di lavabo, wc e doccia. I gradini che portano al ponte inferiore saranno dotati di cerniere in modo da facilitare lo sfruttamento dei volumi sottostanti e l’ispezione alle sentine e agli impianti.

In alto a sinistra, la cabina armatoriale prodiera con letto matrimoniale centrale. In alto a destra, la cabina ospiti con cuccetta doppia disposta per il baglio. In basso a sinistra, la dinette con divano a L è servita da un tavolino con piano allungabile. In basso a sinistra, l’ampio locale toilette con lavabo, wc e doccia che serve le due cabine.

 

Impiantistica: â—Šâ—Šâ—Šâ—Š

L’impiantistica risulta curata e ben distribuita, in modo da facilitare sia le ispezioni ordinarie che eventuali interventi di riparazione. Da apprezzare il locale impianti, a poppavia della cala motori, con accesso dal pozzetto, dove sono raggruppati i principali apparati: impianto acqua dolce, batterie, generatore, timoni, ma anche prese a mare e filtri acqua motori e prefiltri gasolio. La cala motori si presenta invece un po’ sacrificata. Una buona autonomia di navigazione è assicurata da 700 It di carburante.

Motori: â—Šâ—Šâ—Šâ—Š

L’unità che abbiamo provato montava due Yanmar da 260 cv ciascuno, potenza suggerita dal cantiere. In alternativa: 2×280 cv Volvo Penta D6 o 2×320 cv Yanmar.

I dati del nostro test.

 

Prestazioni: â—Šâ—Šâ—Šâ—Š

Nonostante la carena sporca e le eliche dal passo troppo lungo, l’esemplare in prova è entrata in planata in poco più di 4 secondi e, grazie a un’accelerazione progressiva e un assetto costante, ha raggiunto agilmente (12 sec.) la velocità massima di 26,8 nodi a 3600 giri, 200 giri meno che con carena pulita ed eliche dal passo corretto, che dovrebbero portare a 29 nodi. Buone anche le velocità di crociera di 22 e 17,5 nodi, rispettivamente a 3200 e 2800 giri. Interessante il regime minimo di planata a 2200 giri e 10 nodi. Il passaggio sull’onda è risultato particolarmente morbido, così come immediata e precisa la risposta ai comandi e ai repentini cambiamenti di rotta. In virata stretta, anche ai massimi regimi, la barca denota una elevata stabilità laterale.

Nel 2005 l’Intermare 33 Fly costava 243.000 Euro.

di Elena Gaggini


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