Classic Boat Archive / 2006 – Ferretti 360 (19,96 m) TEST

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Benvenuti nella sezione speciale Classic Boat Archive, in cui Barche a Motore apre per voi il suo archivio cartaceo dove sono custodite centinaia e centinaia di barche che abbiamo testato, presentato e recensito in più di 35 anni di storia della rivista. Dati tecnici, schede originali delle barche, motorizzazioni e prestazioni comprese. Insomma, un database (in costante aggiornamento) che contiene tutto quello che vi serve sapere sulle Classic Boat.


Ferretti 360

Nel 2006 Barche a Motore dedica la “superprova” al Ferretti 360, un flying bridge che propone nuove espressioni di stile e abitabilità.

Tratto da Barche a Motore 2006, n. 1, febbraio, pag. 94-102.

Il Ferretti 360 in navigazione.

 

PREGI:

  • Ottimo il layout e l’abitabilità del ponte principale
  • Cabina armatoriale ampia e confortevole
  • La carena consente una navigazione comoda

DIFETTI:

  • Da correggere la posizione delle gallocce nell’area tecnica di prua
  • Migliorabile il design di alcuni arredi
  • Eccessivo l’uso di tessuti sulle paratie

Ferretti Yachts è da sempre noto per i suoi flying bridge. Il suo riconoscimento deriva dall’importanza del brand in tutti i mercati del mondo ma anche da una consolidata tradizione di qualità e di stile. In una delicata fase del mercato, ancora favorevole, ma proprio per questo esposto all’incremento della concorrenza, il cantiere propone nuovi modelli caratterizzati da un evidente rinnovamento delle forme e dei layout, una rivoluzione di stile e di abitabilità che trova consensi nella concretezza e nella semplicità delle soluzioni adottate. L’Altura 690, primo esemplare di una serie certamente destinata a crescere, e il Ferretti 630, una delle barche più interessanti delle prossime stagioni, sono i migliori esempi dell’evoluzione della specie. Ed è proprio quest’ultima l’imbarcazione che abbiamo scelto per la nostra superprova.

Progetto: ◊◊◊◊

I designer dello Studio Zuccon International Project e gli ingegneri della Divisione Engineering della Ferretti Group hanno rispettivamente immaginato e reso possibile la realizzazione di una tuga completamente circondata da un’interminabile finestra, capace di trasformare il salone in una terrazza affacciata sul mare. Lo stesso tema aveva già spinto gli architetti a disegnare su precedenti modelli ardite e suggestive vetrate lungo le murate, in corrispondenza delle cabine armatoriali; il successo riscosso da questa innovazione ha indotto i progettisti a replicarla anche su questo modello. Ma il 630 si pone in evidenza per la proposta di nuove abitudini di vita, attraverso un inconsueto layout del ponte principale: la cucina è stata spostata a poppa allo scopo di valorizzare la sua funzione e quella del pozzetto attiguo. L’arredamento del fly, apparentemente tradizionale, in realtà offre soluzioni che accrescono la comodità e la convivialità di quest’area. Una larghezza di costruzione tra le più ampie della categoria concede inoltre grande spazio ai locali sottocoperta e in particolare alla suite dell’armatore, che sarebbe davvero riduttivo definire semplicemente cabina. Il look e il comfort non devono però distogliere l’attenzione dagli aspetti tecnici. Interessante è infatti la qualità della nuova carena, che risulta più morbida sul mosso rispetto a quella utilizzata in passato su modelli di analoga misura. Altri elementi importanti sono: la paratia anticollisione di prua, la porta stagna che dalla timoneria consente l’accesso diretto al passavanti e l’impianto di esaurimento acque, completo di sistemi d’emergenza.

In altro a sinistra, i due tavoli del pozzetto che si possono unire per formare una grande zona pranzo ben servita dalle panche poste a coronamento. In basso a sinistra, il posto di guida del fly con plancia a scomparsa. A destra, la finestra basculante di poppa che mette in comunicazione la cucina con il pozzetto.

 

Costruzione: ◊◊◊◊

Le resine vinilestere impiegate per le stratificazioni esterne offrono superfici a specchio e maggiore resistenza all’osmosi. La laminazione è effettuata in modo tradizionale, con tecniche mae nuali, ma, mentre la carena è resinata a pieno, le murate e gran parte della coperta sono costruite in sandwich per risultare più leggere e ugualmente solide.

Coperta: ◊◊◊◊

Dal disegno di coperta emerge l’attenzione che il progettista ha voluto dedicare a coloro che non sono abituati a navigare frequentemente e che, salendo per la prima volta a bordo di una imbarcazione, necessitano di essere protetti e accompagnati durante gli spostamenti. I passavanti sono realizzati in maniera esemplare: una falchetta alta dona una piacevole sensazione di sicurezza, mentre la battagliola che la sormonta offre un solido appiglio. Nondimeno il piano calpestabile del passaggio trova una maggiore larghezza insinuandosi nella base della tuga. Di sera i passaggi sono illuminati da faretti incastonati nell’aggetto del ponte superiore. Come consuetudine sui motoryacht di Ferretti, l’accesso al flying bridge avviene mediante due scale, una interna e l’altra di poppa. Nel pozzetto hanno trovato posto due panche davanti alle quali si uniscono due tavoli in teak. Contribuisce a rendere ancora più piacevole quest’area il mobile di servizio posto a ridosso della vetrata e provvisto di ice maker. A poppa le bitte e i verricelli di tonneggio sono elegantemente nascosti da portelli, mentre la zona d’ormeggio di prua è decisamente più tecnica. In coperta sono state disegnate due aree prendisole, entrambe molto ampie: quella sul ponte di prua misura circa tre metri di larghezza, l’altra si trova sul fly, davanti alla timoneria, ed è protetta da un frangivento che ne permette l’impiego anche nella stagione primaverile. Sul ponte superiore è stata creata una dinette con tavolo e mobile cucina completamente attrezzato. Una parte del divano può essere utilizzata per sedersi fronte marcia, ribaltando lo schienale. La postazione di guida del fly è comoda e dispone di una plancia a scomparsa che protegge gli strumenti di navigazione. Il rollbar, oltre a sostenere i fanali e le antenne degli impianti di comunicazione, raccoglie gli archi di un grande tendalino parasole che si sviluppa verso proravia per offrire una protezione quasi totale sul flying bridge.

Nelle foto a sinistra, la grande cabina armatoriale. A destra, la cucina, circondata da vetrate su tre lati.

 

Interni: ◊◊◊◊◊

La scelta di porre la cucina al confine tra il pozzetto e il salone interno è semplice e geniale: in questa maniera l’angolo cottura viene a trovarsi esattamente al centro della zona pranzo interna e di quella nel pozzetto stesso. L’arredamento della cucina è stato poi realizzato in modo da isolarla completamente, grazie a una paratia verticale scorrevole e a una porta di chiusura, entrambe di legno e opalina. Questo nuovo layout ha permesso di dedicare più spazio ai divani e al tavolo da pranzo, riuniti in un’unica ampia zona conviviale che comprende anche la timoneria. La grande finestratura che corre su entrambe le fiancate regala l’emozione di un’eccezionale panoramica sul paesaggio circostante da qualsiasi parte del salone. Sottocoperta si sviluppa la zona notte dell’imbarcazione in cui sono state ricavate tre cabine con due posti letto ciascuna e altrettanti bagni. L’architetto ha preferito favorire l’ampiezza e la comodità dei vani, piuttosto che creare una cabina in più. Sorprendono per le loro dimensioni anche i bagni, dotati di bidet e vano doccia separato. L’armatoriale si affaccia con due splendide vetrate su entrambe le murate e tra i suoi arredi si segnalano la zona vanity, una rilassante chaise-longue e il vano armadi. La Vip di prua è meno ampia ma altrettanto confortevole e risulta più silenziosa in navigazione. La doppia ospiti è organizzata con due letti gemelli e un bagno avente accesso anche dal corridoio. Completa l’allestimento la cabina del marinaio con due letti sovrapposti e bagno privato, accessibile dal pozzetto di poppa.

A destra, il living e la zona pranzo. A destra, uno dei bagni.

 

Impiantistica: ◊◊◊◊◊

L’equipaggiamento di serie del Ferretti 360 è completo e le uniche dotazioni accessorie importanti da aggiungere sono l’elica di prua (ed eventualmente anche quella di poppa) e l’estensione dell’impianto di condizionamento ai locali sottocoperta. A poppa è previsto uno spazio apposito per la terza stazione di governo e in sala macchine c’è posto anche per il dissalatore. Come ormai è consuetudine per tutti i modelli, il cantiere offre la possibilità di installare lo stabilizzatore giroscopico della Mitsubishi. Si tratta di un impianto antirollio, derivato dai sistemi di controllo dell’orbita dei satelliti, che viene impiegato per controllare l’an-golo di sbandamento dello scafo, in modo da accrescere il comfort dei passeggeri. L’utilizzo delle migliori tecnologie è una delle tante armi vincenti della Ferretti Yachts, che offre anche l’opportunità di monitorare tutti i servizi di bordo attraverso un sistema computerizzato “touch screen” della Naviop. Tra gli impianti di serie si segnala la presenza di tre diversi sistemi di esaurimento acque di sentina: mediante pompe elettriche, con pompe manuali e attraverso le prese di forza dei motori. L’impianto idrico è dotato, tra l’altro, di monitoraggio dei serbatoi e di allarmi che indicano il riempimento delle casse.

I dati della barca e l’analisi della carena.

 

Motorizzazione: ◊◊◊◊◊

Il cantiere ha scelto di motorizzare l’imbarcazione con due diverse unità turbodiesel prodotte dalla Man. Entrambe sono dotate della più avanzata tecnologia di alimentazione diretta common rail e hanno nuove teste singole a 4 valvole per cilindro. Si può scegliere tra il 10 cilindri a V da 18 litri, capace di erogare 1100 cavalli, e il più potente V12 da 21930 cc, tarato a 1224 cavalli, ma potenzialmente in grado di fornirne sino a 1360 con una diversa mappatura elettronica; al momento però non è stato previsto sul Ferretti 630 l’impiego di quest’ultima versione.

Le prestazioni misurate durante la “superprova”.

 

Prestazioni: ◊◊◊◊

La prova è stata effettuata con i due motori da 1224 cv e in dislocamento leggero. I risultati registrati sono ovviamente migliori rispetto alle prestazioni dichiarate dal cantiere e riferite all’imbarcazione a pieno carico. La velocità massima è risultata più alta di 1,7 nodi e i consumi inferiori del 15% circa. L’imbarcazione ha dimostrato un ottimo comportamento sul mosso, superando con minimo beccheggio e notevole dolcezza le onde lunghe di mare morto da oltre un metro di altezza incontrate nel corso del test. I rilevamenti fonometrici hanno messo in evidenza la silenziosità di tutti i vani e in particolare del salone. Rapida nel cambio di rotta, denuncia invece un raggio di virata ampio. L’accelerazione è frenata dal controllo elettronico dei motori che elimina ogni fumosità allo scarico.

di Maurizio Bulleri


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