Classic Boat Archive | 2009 – Portofino 11 (11.4 m) TEST

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Portofino 11

Nel 2009 Portofino Marine lancia questo flying bridge di undici metri, ideale per intraprendere le prime crociere a lungo raggio o per andare a pesca con gli amici.

Tratto da Barche a Motore 2009, n. 9, settembre, pag. 136-141.

Il Portofino 11 nella versione Coupè.

PREGI:

  • Abile sfruttamento degli spazi interni e di coperta
  • Agibilità della coperta da poppa a prua estrema
  • Impiantistica di facile ispezione

DIFETTI:

  • Ergonomia della postazione di guida
  • Cuccetta ospiti superiore un po’ sacrificata
  • Doccetta esterna dentro al pozzetto

 

Con un look più moderno rispetto ai suoi predecessori, il nuovo 11 Metri Fly di Portofino Marine offre tanto spazio a bordo, molta versatilità di utilizzo e una carena progettata per adottare le trasmissioni IPS. Disponibile sia con il flybridge che in versione coupè, è un natante di 9,48 m, ma con una lunghezza fuoritutto di 11,47. Le due cabine doppie e il confortevole quadrato rendono questa barca adatta alla crociera a medio-lungo raggio, mentre la conformazione della coperta la rende ideale anche per la pesca sportiva. Il tutto per una barca non troppo impegnativa, di facile gestione e dalle buone doti marine.

Progetto: â—Šâ—Šâ—Šâ—Š

Il nuovo Portofino 11 Metri è proposto con trasmissioni IPS. La sua carena è infatti caratterizzata da una V di poppa di 18°, cioè meno accentuata rispetto a quelle degli altri modelli di Portofino Marine, proprio per ottenere il miglior rendimento da questo tipo di trasmissione. Più attuale anche il design esterno. Il suo profilo mostra finestrature laterali molto più ampie e più basse rispetto agli altri modelli della gamma, per offrire sia una maggiore luminosità al quadrato sia una più ampia vista sul mare a chi sta seduto in dinette. Sono spariti falchetta e bottazzo in teak, mentre le murate sono caratterizzate al centro da un inserto parallelo al galleggiamento, che slancia le linee svolgendo al contempo la funzione di protezione, proprio come un “paraurti” che, se danneggiato, può essere facilmente sostituito.

Costruzione: â—Šâ—Šâ—Šâ—Š

Lo scafo è realizzato in laminato pieno e la sua struttura di rinforzo è costituita da una rete di madieri e longheroni in poliuretano espanso a cellula chiusa, opportunamente resinati allo scafo: Per le zone più soggette a sollecitazioni, come quella dove appoggiano i motori, sono stati preferiti rinforzi in legno massello. Per la coperta è stata adottata la tecnica a sandwich con anima in Airex, in modo da aumentare la rigidità del manufatto, contenendone il peso. Nella specifica della laminazione gli strati più esterni di fibra, mat, stuoie e tessuti biassiali vengono impregnati di resina vinilestere che, insieme al gelcoat neopentilico, assicura la migliore protezione contro i fenomeni dell’osmosi.

L’ampio uso di teak e noce tanganika rende gli interni caldi e accoglienti. Dall’alto a sinistra in senso orario: il bel quadrato con dinette per 4 persone e cucina a scomparsa; La cabina armatoriale di prua è davvero spaziosa; La timoneria sugli esemplari successivi al primo è modificata per essere più comoda ed ergonomica; La seconda cabina con cuccette sovrapposte.

 

Coperta: â—Šâ—Šâ—Šâ—Š

Fra le novità peculiari di questa barca rispetto ai modelli precedenti del cantiere, si notano le bitte d’ormeggio poppiere fissate sulla falchetta, ad angolo tra lo specchio e le murate, e non più all’interno del pozzetto che, insieme agli occhi di cubia, permettono di velocizzare le operazioni d’ormeggio. Il pozzetto, ben protetto dalla sovrastruttura del fly, è occupato da un divanetto a quattro posti, che si presta all’allestimento di una dinette. I passavanti sono di corrette dimensioni, hanno un efficace antisdrucciolo a punta di diamante e sono serviti da mancorrenti fissati alla sovrastruttura. Ampia e particolarmente agevole si è rivelata la zona al vertice di prua, che è riservata alle manovre d’ormeggio e all’ancora. Dal pozzetto una semplice ma pratica scala a pioli, con gradini in teak e struttura in acciaio inox con mancorrenti su entrambi i lati, permette di raggiungere facilmente il fly. Qui, in zona poppiera trova posto la timoneria con divanetto a tutta larghezza, per pilota e copilota. A ridosso del parabrezza c’è un divanetto, sfruttabile anche come prendisole. La spiaggetta poppiera in teak come il pozzetto, ha dimensioni tali da ospitare con agio un piccolo tender e ben si presta alla preparazione delle varie attività acquatiche. Peccato che la doccetta sia stata posta all’interno del pozzetto.

La coperta del portofino 11 (a sinistra) è ampia e ben progettata. A destra, la timoneria del fly.

 

Interni: â—Šâ—Šâ—Šâ—Š

Come vuole la tradizione Portofino Marine gli interni si presentano caldi e accoglienti, grazie all’impiego del teak per il calpestio e del noce tanganika per i mobili. Il ponte principale ospita una confortevole dinette a C, sul lato di dritta, in grado di ospitare fino a quattro persone sedute a tavola. Di fronte trova posto una piccola cucina a scomparsa con lavello, due fornelli a gas, frigo e stipetti. Peccato che il piano di lavoro sia davvero minimo. Sempre su questo lato è sistemata la timoneria. Alla guida questa postazione si è rivelata scomoda, ma va detto che la barca in prova era la prima unità e che per gli esemplari successivi il cantiere ha gia provveduto a ridisegnarla in modo da renderla più ergonomica e confortevole. Per la notte l’armatore può contare su una cabina prodiera con letto matrimoniale dalle dimensioni veramente grandi, mentre agli ospiti è riservata una cabina con cuccette sovrapposte, che verrà leggermente modificata, per una maggiore agibilità e cuccette più larghe. L’unico locale toilette di bordo ha accesso dal disimpegno notte. Numerose le ispezioni alle sentine.

Grazie agli ampi spazi, gli ospiti possono godersi la navigazione in compagnia del timoniere.

 

Impiantistica: â—Šâ—Šâ—Šâ—Š

Apprezzabile la facilità di ispezione e di intervento su ogni singola utenza, motori compresi. Una buona autonomia di navigazione è garantita da una riserva di carburante di 730 litri. Più che corretta anche la riserva di acqua dolce di 350 litri.

Motorizzazione: â—Šâ—Šâ—Šâ—Š

L’unità in prova aveva la dotazione standard: due Volvo Penta D4 da 260 cv con IPS 350. In alternativa 2×300 cv D4 con IPS 400.

I dati del nostro test.

 

Prestazioni: â—Šâ—Šâ—Šâ—Š

Con 520 cv e circa un metro d’onda, la barca è entrata in planata in 4 secondi e ha raggiunto rapidamente la punta massima di 3400 giri e 32 nodi. Il cantiere dichiara che con mare calmo si possono raggiungere 33,8 nodi. Il buon assetto dello scafo offre un buon range di velocità di crociera da 21,5 a 27-30 nodi. La risposta ai comandi si è rivelata rapida e la tenuta di rotta precisa nonostante le condizioni del mare. Morbido inoltre l’impatto con l’onda e corretto il comportamento. In virata stretta lo scafo denota poi una buona stabilità laterale.

di Elena Gaggini e Claudio Russo


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