Dal primo Magnum al Riva Ferrari: la stirpe nobile delle barche veloci | Classic Boat

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Magum 27 Sport

Benvenuti  all’interno della rubrica Classic Boat, la “custode” storica e culturale della testata, un luogo dedicato all’approfondimento delle figure, delle barche e degli sviluppi progettuali che hanno segnato l’evoluzione della nautica a motore. In questo articolo, per aiutarvi a navigare al meglio un panorama vastissimo quale quello del mondo classico, approfondiremo 5 scafi d’eccezione, non solo veri e propri bolidi, ma Classic Boat di indubbio pregio che hanno fatto la storia della nautica a motore.

Classic Boat | Dal primo Magnum al Riva Ferrari: la stirpe nobile delle barche veloci

Veloci, slanciate, potentissime. E, ben più spesso, semplicemente brillanti. Ci sono barche che non appartengono soltanto a un cantiere, ma che più specificatamente vanno ad inserirsi in una genealogia tecnica e culturale ben precisa, a prescindere dal marchio. Le cinque che vedremo –il Magnum 27, il Cigarette 38, l’Italcraft Drago, l’Itama 38 ed il Riva Ferrari 32– calcano questo principio, iscrivendosi, in primis in una stessa storia e tradizione: quella dell’offshore, poi tradotto in diporto veloce.

Tutto nasce, come spesso è, con gli anni ‘60, con il piccolo e violento Magnum 27, il primo diretto discendente della scuola di Hunt e Aronow, uno scafo da corsa, puro, ma che inaugura l’idea del day-cruiser capace di affrontare il mare ad altissime velocità. Da qui, il passo è breve, l’offshore si allunga, si fa icona e diventa metro di paragone per l’intero segmento: nasce il Cigarette 38, eterno cult, cui l’Italia presenta risposte serie grazie al geniale Renato Sonny Levi, che dà vita all’Italcraft Drago, un prodigio mediterraneo. Uno spirito che l’Itama 38 distillerà poi con eleganza, avvicinandoci ad una clientela tanto attratta dalla potenza quanto dalla classe, dallo status. Un cerchio, in questo articolo, chiuso dal Riva Ferrari 32, che sposa a quelle logiche lo spirito del suo tempo (1990s), facendosi il manifesto estetico di un periodo e di un’esplorazione tecnica, tendenzialmente, irripetibile.

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Riva Ferrari 32

Magnum 27: il primo di sempre

Con il Magnum 27 ci avviciniamo al punto d’origine dell’intera stirpe, il primo vero Magnum, una creatura brillante, nata dal genio combinato di Ray Hunt, Jim Wynne e Don Aronow, che qui fanno della carena a V profonda non più un esperimento, ma un manifesto. Lungo poco più di otto metri, spinto da potenze impressionanti e forte di una V con 24° di deadrise e lunghi pattini longitudinali, è uno scafo dal pedigree puro, nato principalmente per correre. Non per niente, si presterà al diporto solo dopo aver dimostrato il suo valore, in primis, vincendo il Mondiale Offshore (Maltese Magnum).

La linea è essenziale, ascetica quasi, la prua affilata, le murate tese, il parabrezza quasi inesistente. Concessioni frivole, pochissime. Il Magnum 27 è un primogenito, parla una lingua ancora tutta sua, pura deriva di quanto necessario all’alta velocità e alla buona tenuta del mare. Con due V8 benzina entrofuoribordo il 27 supera agevolmente i 45 nodi, con crociere intorno ai 35–40, conserva in mare formato una compostezza che molti scafi moderni ancora rincorrono. È una di quelle barche rare in cui la forma non segue lo stile, ma la funzione, dettando uno stile per pura conseguenza.
Scopri di più sul Magnum 27 e sul cantiere, leggi QUI il nostro articolo di approfondimento

Magnum 27
Il Maltese Magnum di Don Aronow, il primo Magnum 27

Cigarette 38: cult dell’eterna estate americana

Corse e inseguimenti sull’acqua a velocità folli, gare offshore brutali e tanto cinema. I Cigarette sono un’emblema dello stile Hollywoodiano anni ‘80, missili per lanciarsi sull’acqua avvolti nelle livree e colorazioni più improbabili. E il 38 Top Gun non è certo da meno, apoteosi del genere,  veloce oltre 60 nodi, e dominatore tanto della scena offshore, quanto dell’eterna estate americana.

Le linee sono quelle, iconiche, slanciate come da ricetta del genere e sempre caratterizzate da livree accattivanti, sempre diverse. La prua, che sembra non finire mai, occupa oltre mezza lunghezza dello scafo, lasciando ben poco spazio a timoneria, dinette e il prendisole. Sottocoperta, invece, il cantiere non si nega a nessuno, offrendo tutti i volumi per godere dello scafo come fosse un  qualsiasi weekender: ecco allora un locale unico, open space, con cuccetta matrimoniale prodiera e sedute lungo le murate. Cambia il design nei vari modelli, ma non varia di molto il layout, con il triangolo prodiero pensato per la notte e le murate dedite ad ospitare sedute per gli ospiti.
Scopri di più sul Cigarette 38, leggi QUI il nostro articolo di approfondimento

Cigarette 38’ Top Gun
Cigarette 38’ Top Gun (1989)

Italcraft Drago: la barca dei record

Quell’ dell’Italcraft Drago è uno di quei nomi che, in certe cerchie, non ha bisogno di aggettivi; basta pronunciarlo, e il resto lo fa la memoria collettiva. Nato a inizio anni ’70 su tavolo da disegno di Renato “Sonny” Levi, è il primo vero fast cruiser di serie (al mondo) capace di sfondare la barriera dei 50 nodi con motori diesel e eliche di superficie. Un miracolo raggiunto grazie al genio del maestro Levi, che qui brevetta un innovativo sistema di trasmissione step‑drive. Lungo circa 13 metri, stretto e affilato (baglio massimo 2,62 m), con immersione contenuta e deadrise importante, il Drago è fu una vera e propria rivelazione.

Dentro, però, la macchina da guerra cede spazio alla necessità del quotidiano, con interni che, per quanto spartani rispetto agli standard odierni, offrono volumi adatti alla crociera sportiva, coerentemente con l’idea di “barca‑strumento” che dominava quegli anni. Oggi lo si guarda come si guarda un prototipo aeronautico sopravvissuto al proprio tempo: una Classic Boat sportiva in cui il design non è esercizio estetico, ma la conseguenza diretta della velocità e del mare per cui è stata pensata.
Scopri di più sul Cigarette 38, leggi QUI il nostro articolo di approfondimento

Italcraft Drago
Italcraft Drago

Itama 38: fast, all’italiana

Li chiamavano play-run-cruiser, ma per molti l’Itama 38 è, più semplicemente, La barca aperta veloce per antonomasia. Se non altro, in Mediterraneo… Nato a fine anni ’70 nei Cantieri Navali di Roma, l’Itama 38 è un 11,6 metri filante e longilineo, concepito per correre oltre i 40 nodi senza perdere minimamente di compostezza. Qualità in cui eccelle grazie a una V profonda progressiva che taglia il moto ondoso senza subirlo. Conseguentemente, le linee sono essenziali, tirate, quasi un sol gesto di matita: murate pulite, parabrezza avvolgente, cavallino di prua appena accennato… un’estetica sportiva, non esattamente sobria,  ma mai urlata, mai esagerata.

Sotto coperta, invece, una cabina luminosa e ben rifinita offre da 2 a 4 posti letto, a seconda che si scelga la versione Special o Standard, con lacche chiare e legni sobri che disegnano un ambiente marino eppure domestico. È una barca nata per andare, più che per stare: 1.300 litri di carburante, doppia motorizzazione importante e un equilibrio raro tra prestazione, comfort ed eleganza severa. Una combinazione che solo alcune barche possiedono.
Scopri di più sul Cigarette 38, leggi QUI il nostro articolo di approfondimento

Itama 38

Riva Ferrari 32: la rossa dei mari

Maranello, anni ‘90. Enzo Ferrari è mancato da poco, ma una delle sue ultime aspirazioni era quella di realizzare una supercar dei mari. La casa automobilistica si confronta così con Riva, che subito coglie la bontà dell’idea. Il progetto verrà curato da Gino Gervasoni in persona, allora capo dei Cantieri Riva. La sinergia è stretta, il lavoro certosino. Nasce così uno degli scafi più emblematici degli anni ’90, una bestia rara, certamente non sobria, eppure eccellente.

Da un lato, Ferrari sviluppa il fronte relativo l’ingegnerizzazione, con studi sui materiali, sull’aerodinamica e sullo stile. Dall’altro, Riva, lo storico cantiere, che processa ora tutti gli input in arrivo dall’Emilia-Romagna, adattandoli alle peculiarità della progettazione e costruzione navale. Nasce così uno scafo eccezionale, capace di sposare al meglio le filosofie di ambedue le realtà: è il Riva Ferrari 32, forte di una coppia di BPM Vulcano V8 da 390 cavalli per 55 nodi di velocità massima a manetta tutta abbassata. Fondamentalmente, un weekender da corsa.
Scopri di più sul Cigarette 38, leggi QUI il nostro articolo di approfondimento

Riva Ferrari 32
Riva Ferrari 32

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