Tra tradizione e diporto: 4 piccoli-grandi cult di inizio 2000

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Benvenuti  all’interno della rubrica Classic Boat, la “custode” storica e culturale della testata, un luogo dedicato all’approfondimento delle figure, delle barche e degli sviluppi progettuali che hanno segnato l’evoluzione della nautica a motore. In questo articolo, per aiutarvi a navigare al meglio un panorama vastissimo quale quello del mondo classico, ci concentreremo su quattro specifici scafi, quattro declinazioni di un approccio tradizionale declinato in un mondo ormai profondamente mutato… Parliamo dell’evoluzione della classica barca da pesca mediterranea in cruiser, e farci da esempio saranno Apreamare, Sciallino e Menorquin…

Tra tradizione e diporto: 4 piccoli-grandi cult di inizio 2000

Come raccontare quattro scafi ormai classici sapendone contestualizzare al meglio performance, comfort e fruibilità? Come renderne al meglio l’idea, vista l’età, senza inquinarne la descrizione con il senno di poi? La risposta più onesta è anche la più banale: agendo direttamente sulle fonti. Nel nostro caso questo significa recuperare quegli stessi articoli con cui vi vennero introdotte allora queste barche, o le recensioni che ne abbiamo stilato negli anni a venire, analizzandoli come usato d’eccezione. Con il 2026, infatti, Barche a Motore ha avviato un vastissimo progetto di digitalizzazione dei suoi archivi, rendendovi così accessibili, settimana dopo settimana, tutte le sue prove e recensioni originali dal 1990 in poi. Si tratta di un’operazione vastissima che abbiamo denominato Classic Boat Archive, accessibile gratuitamente e a tutti (qui) e che, in questo specifico caso, ci offrirà uno spaccato unico sulla storia recente della nautica a motore, offrendovi così, e nel dettaglio, il momento storico in cui è nata una specifica barca… Ecco quindi quattro rappresentanti di una reinterpretazione della tradizione, quattro barche diverse per risposte alla stessa domanda: come far convivere il fascino della origini con le esigenze di chi, ormai, la vive per il piacere della vacanza in mare…

Apreamare Smeraldo 11

Apreamare Smeraldo 12 | | 1997, 12.2 m

Ammiraglia del cantiere nel 1997, lo Smeraldo 12 rappresenta una decisiva evoluzione del gozzo sorrentino verso le sue forme più contemporanee, portando verso un “diporto moderno” tutto il fascino delle tradizionali barche in legno, apportando loro nuovi canoni di sicurezza e tutto il comfort degli scafi di concezione più moderna. La carena a V profonda e variabile (dai 47 gradi di prua agli 11 di poppa), permette così a questo 12.2 metri di sollevarsi sull’acqua al pari di una carena planante, mentre il baglio generoso regala un’abitabilità interna allora fuori dal comune per la categoria. È negli interni, però, che si misurava la vera ambizione del progetto: cabina armatoriale con toilette privata, cabina ospiti con due letti singoli e un soffitto di ben 2,11 metri, cui andavano aggiungersi cucina completa di forno e frigorifero da 120 litri. Il tutto rifinito in ciliegio e mogano da mastri d’ascia capaci di rendere ogni esemplare un pezzo pressoché unico. Anche il pozzetto sopraelevato, con divano poppiero a nascondere il vano trasformabile in cabina marinaio e mobile bar con frigorifero, raccontava la stessa filosofia, per una barca che, complessivamente, guardava alla vivibilità prima di tutto, senza però rinunciare alla sua genealogia e offrendo prestazioni sorprendenti per un gozzo, con 32 nodi quali velocità di punta.  Per approfondire oltre potete trovare QUI la prova completa, tratta dal numero di Barche a Motore del Febbraio 1997 (pp. 69-73).

Smeraldo 12

Apreamare Smeraldo 11 | 2000, 11.0 m

Ispirato, come anche il precedente e l’intera gamma, ai gozzi sorrentini, lo Smeraldo 11 propone una simile filosofia rispetto al precedente, interpretandola però su una lunghezza appena più contenuta. Le linee tradizionali e inconfondibili del genere sono quindi intatte, ancora forti di quella loro poppa arrotondata, del cavallino poco pronunciato e del costante bordo libero lungo tutta la fiancata. Fu, insomma, un progetto che rifiutava la scorciatoia facile data dall’esasperazione stilistica, restando fedele all’equilibrio visivo della tradizione, trovando proprio in questa misura il proprio punto di forza. La sua importanza, nel panorama del passaggio di secolo, fu quindi nell’aver dimostrato che la fedeltà all’eredità culturale poteva convivere con un’imbarcazione pienamente godibile in chiave weekender, senza bisogno di stravolgere o scimmiottare le proporzioni classiche per renderla contemporanea. Lo Smeraldo 11, insomma, confermò la coerenza di linguaggio dell’intera gamma del cantiere, segnalando una forte capacità di interpretazione della propria estetica e tradizione su lunghezze diverse, senza perdere identità. Per approfondire oltre potete trovare QUI la prova completa, tratta dal numero 1 di Barche a Motore 2000 (pp. 92-97).

Apreamare Smeraldo 11

Sciallino 34 Fly | 2001, 11.3 m

Introdotto a cavallo tra 1999 e 2000, con il suo 34 Fly Sciallino propone un 11 metri totalmente nuovo, aggiornando la sua gamma verso un livello di strutturazione degli spazi mai raggiunto prima. Chiave, qui, anche l’introduzione del flying bridge, vero salto di concept verso la crociera. La carena semidislocante, testata nella vasca navale dell’Università di Genova, venne progettata anche in funzione di mantenere la prua slanciata e il cavallino pronunciato dei gozzi liguri tradizionali, però sensibilmente alleggerendo le sezioni poppiere, a garanzia di maggiore portanza. A bordo, poi, la vera innovazione fu data  dalla distribuzione dei volumi su livelli, con la zona notte al ponte inferiore e il living, luminoso e ampio per il segmento, su quello principale, arricchito da grandi finestrature e da una timoneria pensata per favorire al meglio la visibilità in manovra. Gli interni, interamente in legno e senza alcun controstampo a tradire la vetroresina, fecero subito il loro effetto, restituendo a inizio secolo  quella calda atmosfera degli interni tradizionali, rifacendosi per conseguenza alle imbarcazioni e alle ebanisterie artigianali di un tempo. Contemporaneamente, l’autonomia di oltre 500 miglia a velocità di crociera raccontava invece una vocazione ben differente e, ovviamente, più che dichiaratamente crocieristica. Per approfondire oltre potete trovare QUI la prova completa, tratta dal numero 8 di Barche a Motore 2001 (pp. 52-59).

Sciallino 34 Fly

Menorquin 110 | 2000, 11.3 m

Se le precedenti Apreamare e lo Sciallino restano ancorati alla tradizione nostrana, con il Menorquin 110 ci spostiamo invece verso altri lidi, esplorando uno stesso principio di traduzione, guardando però alle coste spagnole. Qui, infatti, il cantiere reinterpreta il fascino dei tradizionali scafi menoequini in chiave robusta e dislocante, oltre che profondamente crocieristica. La caratteristica che più lo distingue, e che ne racconta l’identità progettuale, è qui la prua molto alta e sottile, che tende a svasare salendo verso la falchetta, tratto appunto distintivo del tipico llaut menorchino, pensato per essere marino in qualsiasi contesto meteo. Rispetto ai “cugini” italiani, il Menorquin 110 punta infatti più alla marinità dello scafo che alla ricerca della prestazione, risultando in un’eccellente imbarcazione classica dislocante, pensata per tranquille crociere a lungo raggio e ideale per quegli appassionati che all’ebbrezza della velocità preferiscono la sicurezza e il comfort della navigazione. Al pari, del resto, anche gli interni, d’eccezione e studiati per un saper accogliere comodamente tra le due e le quattro persone. Per approfondire oltre potete trovare QUI la prova completa, tratta dal numero 3 di Barche a Motore 2000 (pp. 96-101).

Il Menorquin 110 in navigazione.

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