Come va la nautica italiana? Bene, benissimo ma ha un po’ di febbre

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barche Come sta la nautica italiana? In ottima salute secondo la ricerca “La Nautica in cifre”, presentata da Ucina (Unione Nazionale dei Cantieri e delle Industrie Nautiche e Affini). Ma non è oro tutto ciò che luccica. Qualche linea di febbre ce l’ha ancora. Lo stato di salute generale si misura con la crescita economica rispetto all’anno precedente, il dato generale è di un più 10.3% rispetto all’anno precedente, che ha portato il totale del fatturato dell’industria nautica sino a 4.2 miliardi di euro nel 2018. Non sono certo i 6.2 miliardi di euro dell’epoca pre crisi mondiale, (2008) ma non è nemmeno il drammatico punto più basso del 2013, quando il fatturato crollò sino a 2.4 miliardi.
Anche il mercato nazionale cresce più o meno con la stessa intensità, il 10,7% in più risptto al 2017, con valore di 1,48 miliardi di però solo 0,88 miliardi di prodotto nazionale.

Ma se si guardano più a fondo le cifre diffuse durante il convegno al Salone Nautico di Genova sullo stato di salute della nautica italiana, ci si accorge che la crescita del settore della nautica è in buona parte merito dell’esportazione e dei superyacht (fatturato raddoppiato in pochi anni) in cui l’Italia è leader mondiale. Tanto per capirci, un superyacht venduto a 10 milioni di euro equivale ad un centinaio di barche da centomila euro.
Export, qui l’Italia va forte, il fatturato della nautica tricolore verso l’estero è quadruplicato negli ultimi vent’anni. Siamo, nel 2018, al secondo posto nel mondo come volumi economici di esportazione dopo l’Olanda, con più di due miliardi di dollari di prodotti esportati e primo mercato di assorbimento gli Stati Uniti. Anche qui il merito e’ sopratutto dei superyacht.

Ma ci sono dei segnali di allarme in questa ricerca, gli armatori ovvero gli acquirenti di barche sono sempre più anziani. Una ricerca sul mercato tedesco segnala che l’età media degli armatori è di ben 60 anni. E neppure crescono in Italia il numero delle nuove patenti anzi, anno su anno, decrescono. Come se ai giovani interessasse meno andare per mare in barca. E non solo per ragioni economiche.

E la domanda interna come va? Il leasing nautico, uno degli indicatori principali per capire come vanno le vendite di imbarcazioni in Italia, è stabile in termini di volumi nel 2018 rispetto all’anno precedente, con valore medio cresciuto a oltre un milione di euro per contratto. E tende, anno dopo anno, a crescere. Come dire: con il leasing si comprano meno barche, ma di un valore sempre più alto. Tradotto: acquisto di barche in leasing sempre più grandi, soprattutto nel Nord Italia.
E se parliamo di immatricolazioni, nel 2018 il numero è negativo: sono di più le barche che vengono dismesse (cancellate dal registro italiano o che cambiano bandiera) di quelle nuove.

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