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Un tributo alle aziende e alle persone che hanno fatto grande Barche a Motore in questi 35 anni permettendogli di nascere, crescere, diventare grande sino a questo storico anniversario. In questi articoli le grandi eccellenze della nautica si raccontano e svelano i loro progetti, dando un importante contributo alla conoscenza di questo mondo, che permette a tutti noi di andare per mare, in ogni forma e contesto.
Quando nel 2016 Gaspare Chiarelli decide di sponsorizzare con la sua azienda Ambeco la barca di Ambrogio Beccaria, ancora non sapeva di aver scoperto un talento che da lì a 10 anni avrebbe vinto la Mini Transat (primo italiano) la Transat Jacques Vabre e la Transat CIC.
La lezione del mare in azienda
Il racconto di come l’azienda di logistica ambientale Ambeco (oggi Cormet) ha scoperto e poi sfruttato l’andar per mare nei suoi processi aziendali. Tutto per un unico motivo: la passione del suo titolare Gaspare Chiarelli.
La passione per la nautica di Gaspare Chiarelli nasce nel 2012 “quando un amico mi invitò a passare un weekend in barca per il suo compleanno, su una barca noleggiata a Sanremo con cui abbiamo raggiunto la Costa Azzurra. Avevo 26 anni e stavo conseguendo la patente nautica, e quella esperienza mi cambiò completamente la prospettiva: avevo scoperto la passione per il mare”. Oggi, a distanza di oltre un decennio, la sua Ambeco (ora confluita in Cormet ma ancora presente come brand) è cresciuta, trasformandosi da piccola impresa con una ventina di dipendenti in una realtà importante con circa 100 tra collaboratori e dipendenti e un fatturato di 15 milioni di euro. E nel frattempo la nautica è entrata prepotentemente nella sua vita privata e in quella lavorativa, offrendogli preziosi insegnamenti e nuove prospettive.
Il coaching aziendale
Grazie ad alcune sponsorship nella vela, come quella che ha legato per diversi anni il nome di Ambeco a quello di Ambrogio Beccaria, e in altre discipline sportive, come per il campione del mondo di Kick Boxing Giorgio Petrosyan, Gaspare scopre la galassia del coaching aziendale. “Durante queste esperienze ho avuto modo di vedere in prima persona questo che per me è un nuovo strumento di lavoro, e rapportandolo alle difficoltà che incontravo nel quotidiano, non tanto sulla parte operativa, quanto più su quella “relazionale”, ho deciso di avviare l’AmbecoAcademy, un centro permanente di selezione, ascolto, sviluppo delle competenze e del talento delle persone in azienda”. Oggi Ambeco – grazie alla collaborazione con il coach aziendale Giovanni Tavaglione – non solo utilizza internamente questi strumenti, ma li offre ad altre aziende grazie a progetti di Academy e Coaching dedicati. “Abbiamo fatto una pubblicazione sull’arte di fare domande, basata sulla nostra esperienza di centinaia di colloqui svolti, e anche sull’arte del feedback, che è importante almeno quanto le domande”.
Gaspare Chiarelli, 40 anni, è presidente di Cormet, azienda che opera nell’ambito della logistica ambientale specializzata in raccolta e smaltimento dei rifiuti speciali. Da oltre 10 anni è un velista “ossessionato”.
Il futuro dei porti turistici
L’esperienza di Chiarelli come armatore lo ha portato a identificare una grave lacuna nel sistema portuale italiano. Non tutti i porti e non tutti i marina sono infatti attrezzati a dovere per la quantità e le tipologie di rifiuti prodotti dalle barche, che giocoforza sono costretti a ricevere ogni anno. La soluzione che propone Gaspare è sistemica: “Un porto moderno è come se fosse una piccola città, quindi dovrebbe avere un servizio di raccolta rifiuti adeguato, e con la mia azienda stiamo sviluppando un progetto di consulenza proprio per i porti turistici. La nostra esperienza permette di stilare una sorta di elenco best practice sulla gestione dei rifiuti, fornendo allo stesso tempo anche soluzioni pratiche per individuare e gestire le aree dedicate, la tipologia di contenitori e il sistema di raccolta e smaltimento”. Non solo rifiuti solidi, ma anche reflui: “Ci vuole anche un sistema e delle attrezzature adatte ad accogliere le acque nere, come ad esempio una zona del porto dedicata, dove poter accostare con la barca e con un adeguato sistema di aspirazione vuotare il serbatoio: una sorta di rifornimento al contrario. Senza escludere la possibilità di poter conferire rifiuti potenzialmente pericolosi come batterie, oli esausti e materiali di scarto come residui di vernici. Certo, i porti devono migliorare, ma anche il diportista si deve comportare come si comporta nel suo comune di residenza quindi quando è in barca deve fare la raccolta differenziata, ma anche avere il modo di smaltirla correttamente a terra”. Il modello Cormet prevede tre fasi fondamentali. Si parte con un’analisi dettagliata dei flussi di rifiuti del porto, identificando picchi stagionali, tipologie di materiali e criticità logistiche. Successivamente c’è la fase di progettazione delle aree e dei sistemi dedicati alla gestione dei rifiuti, con soluzioni specifiche per ogni tipologia di porto. Infine c’è la fase d’implementazione e formazione del personale.
Formazione specializzata
Oltre alle infrastrutture, Cormet offre formazione specializzata per il personale portuale ed è in grado di realizzare anche campagne di sensibilizzazione per i diportisti. Dopo quasi un decennio di legame con il mare, Gaspare ha maturato una filosofia aziendale precisa: “Andare in barca mi ha insegnato tantissimo perché, come nel nostro lavoro, se una persona sbaglia in una catena di controllo, a bordo come in azienda, poi l’errore ricade su tutto il gruppo. Allo stesso tempo è impossibile raggiungere un obiettivo senza il lavoro di ogni componente della squadra”. Il team building in barca è diventato parte integrante della strategia aziendale: “Sono convinto che sia un’esperienza che offre strumenti incredibili a qualsiasi team che si trova a dover lavorare insieme”. Oggi Cormet gestisce quattro impianti di raccolta rifiuti nella zona sud di Milano, servendo centinaia di imprese. Ma l’ambizione è più ampia: portare nella nautica italiana quella cultura della sostenibilità e dell’efficienza che ha fatto crescere l’azienda. Una storia di impegno sportivo e per l’ambiente che dimostra come passione personale e visione imprenditoriale possano navigare insieme verso nuovi orizzonti.
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