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Andrea Losno, un trentenne di Alassio (SV), è diventato armatore di un bellissimo ed elegante Cranchi Endurance 31 del 1987 a bordo del quale naviga per piacere e offre uscite giornaliere ai turisti che amano le coste liguri e il fascino intramontabile dei motoscafi “vintage”.
Perché un Cranchi Endurance 31 del 1987
Per alcuni amanti del mare le barche a motore costruite negli anni Ottanta hanno un fascino intramontabile. A partire dalle linee eleganti e ricercate, ma non solo. Ne apprezzano la costruzione solida, le qualità marine e la filosofia ancora votata alla navigazione pura. Le barche costruite in questo decennio sono nate infatti in un periodo di transizione tra la fine della nautica classica e l’inizio di quella tecnologica. Erano anni in cui la maggior parte dei cantieri avevano piccoli capannoni dove si lavorava con metodi artigianali e le barche venivano costruite in vetroresina piena e stratificata a mano. Insomma le imbarcazioni di quel periodo erano mezzi non ancora avveniristici, ma costruiti bene e soprattutto con un’anima.
Non stupisce, dunque, che ancora oggi queste barche a motore siano molto ricercate nel mercato dell’usato e che se ne possa innamorare anche un ragazzo che quando venivano varate era ancora un bambino.
Mettere insieme passione e spirito imprenditoriale
Proprio come è successo ad Andrea Losno, un trentenne di Alassio (SV) che si divide tra il lavoro nell’agenzia immobiliare di famiglia e la sua grande passione per il mare e le barche. Da un paio d’anni Andrea è infatti diventato armatore di uno splendido Endurance 31, motoscafo dalle linee slanciate e sportive varato nel 1987 dal celebre cantiere Cranchi. Un mezzo che ha cercato a lungo e che ha finalmente trovato a Napoli, già restaurato ad arte e perfettamente conservato.
Ora Andrea lo utilizza nell’ambito del progetto “SeDiciBarca”, con il quale offre crociere giornaliere nelle acque antistanti Alassio, uscite lungo costa ed eventi speciali, come shooting fotografici e feste di matrimonio, in cui mette a disposizione il suo gioiello “vintage”.
Andrea Losno, il trentenne dietro questo progetto
Andrea, come è nata la tua passione per il mare e le barche?
“Vivo il mare e la navigazione fin da quando ero piccolo, visto che sono originario di Alassio e che i miei genitori sono stati armatori di diversi gozzi Sciallino, un cantiere ligure molto rinomato e che ha la propria sede a meno di 10 chilometri dalla nostra casa. Hanno avuto nell’ordine, dapprima il modello di 23 piedi, e poi a crescere il 27 piedi, il 33 e il 34 piedi. Io ho cominciato a pilotarli da quando avevo 8-10 anni e nel tempo mi sono appassionato sempre di più alla navigazione, fino a prendere la patente nautica una volta raggiunta la maggiore età. Con papà, mamma e mio fratello abbiamo fatto tantissime navigazioni a bordo di quei gozzi: dalla Toscana e il suo Arcipelago, a tutta la Liguria naturalmente, fino alla Costa Azzurra, comprese le isole Porquerolles”.
Dai tuoi genitori hai quindi ereditato anche lo spirito marinaresco, giusto?
“Assolutamente sì. Continuo ancora a navigare nello stile appreso da mio padre e ogni volta che metto la prua fuori dal porto affronto il mare con grande rispetto e umiltà, sapendo che nel ‘grande blu’ non si finisce mai di imparare. Oggi navigando lungo costa si vede di tutto, gente improvvisata e assolutamente inconsapevole, talvolta anche incivile e arrogante. Di fronte a queste scene, sento di appartenere alla vecchia scuola di chi naviga con criterio”.
E come ti è venuta l’idea di prendere un motoscafo degli Anni 80?
“Dopo tanta navigazione con i gozzi, mi piaceva l’idea di avere un mezzo più veloce e versatile. Così con un budget tra i 20.000 e i 30.000 euro ho subito puntato a un bel motoscafo degli Anni 80 dalle linee eleganti, ispirate ai vecchi modelli Riva, vere icone di stile. Un mezzo con cui navigare per piacere, ma anche in qualche modo da mettere a reddito per ripagarmi le spese di ormeggio e manutenzione, e magari avere un’entrata extra rispetto al mio lavoro di agente immobiliare”.
È semplice trovare una barca a motore di quel periodo?
“Insomma, non è complicato, ma nemmeno tanto banale. Oggi queste barche, per così dire ‘vintage’, sono tornate di moda e il prezzo per i modelli ben conservati è piuttosto alto. Se invece si prende un mezzo da restaurare, in questo caso il costo dei lavori lievita parecchio e non sempre è conveniente, oltre al fatto che è sempre più difficile trovare maestranze competenti, per non parlare dei pezzi di ricambio dei propulsori, etc. Di base sono acquisti che in genere si fanno per passione, quindi tutte le difficoltà a poco a poco si superano. E la soddisfazione di possedere un mezzo con una storia e linee classiche è tantissima”.
Come e dove hai trovato il tuo Endurance 31?
“Dopo una lunga ricerca, anche piuttosto costosa tra viaggi e trasferte, alla fine l’ho trovato nel 2023 nel Golfo di Napoli. Ho ritenuto fosse la barca ideale dopo avere visionato altri modelli simili, perché era proprio come me la immaginavo. Lo scafo era in ottime condizioni, anche se con quella giusta patina di passato. L’Endurance 31 è un motoscafo di 9 metri e 30 bellissimo, slanciato e scattante che all’epoca del varo, nel 1983, era l’ammiraglia dei Cantieri Cranchi. Questo modello in particolare è del 1987 e apparteneva a un signore che qualche anno prima l’aveva trovato praticamente abbandonato in un terreno e l’aveva restaurato a dovere, visto che era titolare di un rimessaggio dove fare i lavori e poteva contare su qualche operaio specializzato per le operazioni di refitting. In particolare ha aggiunto il finto teak nel pozzetto, ha allargato la plancetta di poppa, ha rinnovato tutta la cuscineria prendisole e l’impianto elettrico. Dopo un paio di anni di lavori, ci navigava lui stesso nel Golfo di Napoli e isole con la famiglia. La vendeva per rientrare un po’ delle spese dei lavori di restauro”.
Si può sapere quanto l’hai pagata?
“Una volta terminata la visita alla barca e anche la prova di navigazione, ha deciso di acquistarla al prezzo di 30.000 euro, compreso il trasporto via terra. Si trovano modelli di quegli anni anche a prezzi più bassi, ma ho preferito un mezzo ben conservato e già restaurato pagandolo un po’ di più. Dopodiché l’ho messa su un camion e l’ho portata in Liguria ormeggiandola nel Marina di Alassio. Qui ho eseguito solo un bel tagliando al motore e stop. Era già pronta a navigare!”.
L’Endurance 31 che ha preso Andrea Losno
Raccontaci del progetto “SeDiciBarca”…
“È nato prima ancora di trovare la barca con l’idea di utilizzare questo motoscafo sportivo e dalle linee classiche per uscite giornaliere, day charter ed eventi speciali, tipo shooting fotografici, feste di matrimonio, set cinematografici, etc. Un modo di ripagarmi le spese di acquisto, ma anche di manutenzione e di ormeggio. La zona di navigazione è quella di Alassio che è bellissima, in particolare le acque tra Capo Mele e isola Gallinara. Abbiamo la fortuna di avere questo isolotto dove non si può sbarcare, ma che è al centro di uno scenario meraviglioso da vivere in barca, fare immersioni, bagni e snorkeling. Lavoro principalmente con turisti stranieri. Mi sono messo in contatto con una serie di hotel della zona che si fanno carico di pubblicizzare le escursioni, proporle ai propri ospiti e gestire la parte dei documenti. Infine ho il mio profilo Instagram”.
Endurance 31 senza roll-bar
Quali sono i “feedback” del tuo profilo social?
“Quando posto le foto della barca e delle uscite ricevo tantissimi complimenti da parte di appassionati che commentano, esprimono entusiasmo e chiedono informazioni. In tanti mi contattano anche con l’idea di replicare pari pari la mia avventura, attratti solo dall’idea di business. Sottovalutano però che il mio progetto è frutto di un percorso di vita, di un lungo apprendistato con il mare e la navigazione, di una passione condivisa e alimentata dal mio territorio e dai miei genitori. Una cosa che mi ha fatto particolarmente piacere è che proprio Guido Cranchi, titolare del cantiere omonimo, mi ha contattato facendomi i complimenti, invitandomi al Salone di Genova e chiedendomi il permesso di ricondividere i miei post. Addirittura mi ha proposto di vendergli la barca. Lui e il suo team mi hanno anche aiutato a ricostruire tutta la storia di questo modello e mi hanno dato il certificato di omologazione che negli anni era andato perso”.
C’è un’uscita a bordo del tuo Endurance 31 particolarmente speciale che vuoi condividere?
“Ce ne sarebbero tanti. Un momento davvero speciale l’ho vissuto la scorsa estate. La barca era stata noleggiata per una proposta di matrimonio e al momento dello scambio dell’anello è arrivato un branco di delfini a suggellare la scena. Una sincronia perfetta che ha lasciato tutti senza fiato…”.
Esatto, il modello che ho io è stato varato a febbraio 1987 (anche i motori sono originali, costruiti da Volvo Penta nel 1986) ed è quello senza roll-bar.
Grazie per l’apprezzamento!
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2 commenti su “Barche mitiche anni Ottanta: “Ho preso un Cranchi 31 Endurance””
Veramente una barca bellissima…..senza roll bar complimenti
Esatto, il modello che ho io è stato varato a febbraio 1987 (anche i motori sono originali, costruiti da Volvo Penta nel 1986) ed è quello senza roll-bar.
Grazie per l’apprezzamento!