Barche anni ‘90: le prove in mare originali di 5 cruiser eccezionali (13+ m)

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Barche anni ‘90: test originali di 5 cruiser eccezionali (13+ m)
Barche anni ‘90: test originali di 5 cruiser eccezionali (13+ m)

Benvenuti  all’interno della rubrica Classic Boat, la “custode” storica e culturale della testata, un luogo dedicato all’approfondimento delle figure, delle barche e degli sviluppi progettuali che hanno segnato l’evoluzione della nautica a motore. In questo articolo, per aiutarvi a navigare al meglio un panorama vastissimo quale quello del mondo classico, ci concentreremo su cinque specifici scafi, cinque grandi cruiser anni ‘90 oggi diventati emblematici della nautica classica ‘grande’ di fine secolo scorso…

Grandi classici anni ‘90: scopri le prove di cinque ‘cruiser’ eccezionali (13+ m)

Come raccontare cinque scafi compresi tra il 1990 ed il 1999 sapendo evocarne tanto la percezione quanto l’impressione del tempo? Agendo direttamente sulle fonti e, nel nostro caso, recuperando quegli stessi articoli con cui vi vennero introdotti allora. Con il 2026, infatti, Barche a Motore ha avviato un vastissimo progetto di digitalizzazione dei suoi archivi, rendendovi così accessibili, settimana dopo settimana, tutte le sue prove originali dal 1990 in poi. Si tratta di un’operazione vastissima che abbiamo denominato Classic Boat Archive, accessibile a tutti (qui) e che, in questo specifico caso, ci offrirà uno spaccato unico sulla storia recente della nautica a motore, offrendovi così, e nel dettaglio, il momento storico in cui è nata una specifica barca… Ecco quindi le cinque grandi Classic Boat di oggi (13+ metri), un anticipo di quanto potete trovare in autonomia esplorando l’Archivio dedicato…

Sunseeker Predator 63
Sunseeker Predator 63

Sarnico Maxim 40 | 1997; 13 m

Annunciato al Salone di Genova del 1997, Barche a Motore sale a bordo del Sarnico Maxim 40 nell’ottobre del 1998, mettendone ufficialmente alla prova motorizzazione e linee d’acqua. Costruito dai Cantieri di Sarnico secondo alti standard qualitativi, si tratta di un express-cruiser di 13 metri pensato per integrarsi al meglio nella fortunata e omonima serie degli open Maxim, iniziata dal cantiere –con grande successo– appena 5 anni prima. I Cantieri di Sarnico propongono così uno scafo di taglia media ma dagli alti contenuti qualitativi, completa nelle dotazioni e più che ben rifinita nei dettagli e nelle finiture, con spazi generosi e ben sfruttati.

In termini di carena, invece, il Maxim 40 presenta misure piuttosto abbondanti, con un baglio particolarmente pronunciato (3.88 metri) rispetto ai 13 metri di lunghezza fuori tutto. Una scelta progettuale che, se da una parte limita lievemente la performance, dall’altra offre grande guadagno in termini di volumi. Un caratteristica che denota subito quanto siano l’esperienza complessiva e la piacevolezza della vita di bordo ad aver condotto il progetto. Sebbene, da buon express cruiser, a bordo di questo 40 sia l’abitabilità in coperta la grande privilegiata, a bordo trovano qui comunque posto volumi notevoli, con un quadrato arioso e ben disposto con cucina a L e dinette trasformabile in doppia cuccetta. A prua, invece, l’armatoriale –ampia per il range; mentre è invece a poppavia del quadrato che troviamo la cabina ospiti. Guardando infine alle prestazioni, in base alla motorizzazione, velocità di punta tra i 35 e i 38 nodi.
Per approfondire, accedi direttamente all’articolo originale e scopri la prova: puoi trovarlo QUI o su Barche a Motore 1998, n. 9, Ottobre, pag. 134-140..

Il Maxim 40 in navigazione.

Marine Projects Princess 480 | 1995; 15.2 m

È il 1995 quando il cantiere inglese Marine Projects (oggi Princess Yachts) lancia il suo Princess 480, un 15 metri forte di grande abitabilità, ideale per le crociere veloci e a largo raggio. Sviluppato sul disegno del precedente 470, con il 480 ci si confronta con uno scafo che sa fare delle lezioni apprese un tesoro, presentandosi così ricco di miglioramenti. Eccellente poi l’esperienza al timone che, grazie ad un particolare disegno di carena –a V profonda con doppi tunnel– risulta armoniosamente progressiva e confortevole.

Sul fronte vita di bordo il Princess 480 offre una confortevole abitabilità interna, con un grande salone accessibile dal pozzetto, grandi divano e buoni volumi delle aree living. La cucina si trova al piano inferiore, così come anche le due cabine degli ospiti e la grande armatoriale. In quanto a prestazioni, invece, Il Princess 480 veniva motorizzato con due differenti motorizzazioni: 2×430 cv Volvo Penta TAMD 72 e 2×442 cv Caterpillar 3208, per performance che si attestano sui 25 nodi in crociera, 33 spingendo tutto. Bassa, invece, la minima velocità di planata –cosa positiva– che si attesta ad appena 11.5 nodi.
Per approfondire, accedi direttamente all’articolo originale e scopri la prova: puoi trovarlo QUI o su Barche a Motore 1995, n. 6, luglio, pag. 36-41.

Princess 480

Carnevali 50 Fly | 1998; 15.8 m

Siamo nel 1998 quando fa la sua apparizione il Carnevali 50 Fly, un flying bridge elegante, confortevole e sicuro, dotato di ampi spazi vivibili in coperta. Firmato dal rinomato Studio Ceccarelli, ci confrontiamo qui con un progetto a dir poco meticoloso, forte di un’attenta lavorazione artigianale e dell’impiego di attrezzature tecnologicamente avanzate. Nasce così un’ammiraglia contemporaneamente capace di sfiorare i 34 nodi di velocità massima con motorizzazione entrobordo diesel in linea d’asse, ma contemporaneamente forte di quella accelerazione bruciante tipica di uno scafo equipaggiato con propulsori a benzina. La carena a V ad angolo variabile medio profondo conferisce poi grande stabilità in navigazione, anche in presenza di mare formato.

Per rispondere, invece, a tutte le varie esigenze armatoriali, il Carnevali 50 prevede due differenti soluzioni per gli interni. Da una parte, una versione a tre cabine e tre bagni, dall’altra, una a tre cabine e due bagni. In ambedue i casi, il quadrato è invece arredato con due divani contrapposti con tavolo centrale ampliabile e sgabelli, offre un mobile bar funzionale anche da divisorio fra la zona cucina, situata più in basso, e il salone. Altrettanto brillanti, gli esterni, dove è il fly a farla da padrone, senza però oscurare troppo un pozzetto ben spazioso e una grande beach area in teak. Per approfondire, accedi direttamente all’articolo originale e scopri la prova: puoi trovarlo QUI o su Barche a Motore 1998, n. 1, febbraio, pag. 76-84.

Carnevali 50 Fly

CNA Pershing 57 | 1992; 17.9 m

Il 1992 è l’anno del Pershing 57, brillante scafo a firma  Cantieri Navali dell’Adriatico. È in lui che Barche a Motore scopre così un 18 metri forte di grande stabilità di rotta e maneggevolezza in manovra, con interni molto curati sia dal punto di vista estetico, sia per la qualità dei materiali. Long-range cruiser di 18 metri, il Pershing 57 è realizzato in Aramat da CNA e, sebbene si posizioni come fratellino minore del precedente 70 piedi, differisce fin da subito da questo per una serie di azzeccatissime scelte costruttive ed estetiche, che lo rendono più ‘adulto’ dell’altro sin dal primo scafo varato. Con questo 57 CNA ci propone infatti un nuovo concetto di yacht elegante, uno scafo raffinato per la crociera veloce a tutto comfort. Filante e aggressiva, diede un boost non da poco ai fasti dell’Open all’italiana.

I volumi esterni di questa imbarcazione sono garbati e assai proporzionati, con linee slanciate e soluzioni curve piacevoli. La coperta, completamente libera da ostacoli, risulta brillante anche per abitabilità. La carena, invece, una V profonda a prua che si allarga progressivamente verso poppa per aumentare la portanza e due robusti pattini di sostentamento per fiancata, garantisce stabilità e comfort eccellenti, anche a 40 nodi… Sottocoperta due cabine poppiere sono dedicate agli ospiti, mentre a prua una grande matrimoniale fa la padronale. Tra le tre, una notevole e completissima dinette con cucina open-space. Per approfondire, accedi direttamente all’articolo originale e scopri la prova: puoi trovarlo QUI o su Barche a Motore 1992, n. 10, novembre, pag. 62-67.

Il Pershing 57 in navigazione. Le uscite di poppa sono pulite grazie a una carena efficiente e dotata di buona larghezza al galleggiamento. Da notare anche la passerella di poppa, a scomparsa totale.

Sunseeker Predator 63 | 1994; 17.56 m

È il 1994 quando nasce il Predator 63, non solo il primogenito dell’omonima gamma, ma un eccezionale performance-cruiser… Al tempo del suo varo, infatti, il Sunseeker Predator 63 fu, non solo, uno dei più grandi luxury performance yachts del panorama, ma anche uno scafo innovativo su diversi aspetti. Le linee sportive, slanciate e curvilinee, ispirate all’automotive, ne fecero subito un emblema della nuovo design che andava impostandosi, qui accoppiato ad una carena a V profonda eccezionale (30+ kn) e ad un’estetica equilibratissima grazie all’attenzione posta nel design delle sovrastrutture. Qui, tra i primi elementi innovativi, il tetto apribile, una novità anni ‘90, in questo caso già azionabile elettricamente dalla timoneria.

Guardando alla vita di bordo, il layout del 63’ privilegiava, innanzitutto, gli spazi poppieri, introdotti da una plancetta sull’acqua da cui, attraverso brevi scalinate laterali, si accedeva subito, da una parte, al pozzetto e, dall’altra, al grande prendisole che ne impegnava la maggior parte della superficie, affacciandosi sul mare. Qui, altra chicca, era già nascosto un tender-garage, capace di ospitare un rib o un tender lungo fino a 4 metri. Una coppia di motori MAN da 1100 cavalli l’uno forniva potenza a sufficienza per raggiungere facilmente i 30 nodi. Sono comunque stati registrati anche picchi di velocità massima sul limite dei 30 abbondanti. A servire i 2200 cavalli complessivi, oltre 3000 litri di serbatoio garantivano autonomia a sufficienza per weekend fuoriporta e piccole crociere.
Per approfondire, accedi direttamente all’articolo originale e scopri la prova: puoi trovarlo QUI 

Sunseeker Predator 63
Sunseeker Predator 63

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