D-Marin acquisisce il Marina di Olbia: nasce il “triangolo d’oro” del Mediterraneo

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Il Marina di Olbia entra dalla prossima estate nel network di marine premium D-Marin
Il Marina di Olbia entra nel network di marine premium D-Marin

L’Italia del turismo nautico fa sempre più gola. Lo raccontano i numeri delle società di charter che continuano a viaggiare a doppia cifra in termini di crescita di fatturato e clienti l’anno, lo testimoniano i grossi gruppi industriali come D-Marin che, proprio pochi giorni fa, ha finalizzato l’acquisto di un nuovo porto turistico in Sardegna. Il settimo, per la precisione, nel Belpaese. Il Marina di Olbia, insieme al Marina di Olbia Yacht Service (MOYS) e al Molo Brin, già dalla prossima estate risponderà al network internazionale di marine premium.

Un’operazione strategica che tocca le rotte del diporto d’élite, inserendosi in quello che D-Marin definisce il “Triangolo d’Oro” del Mediterraneo. Unendo la Costa Azzurra (con Camille Rayon) e le splendide tappe liguri e toscane del gruppo (Marina degli Aregai, Marina di San Lorenzo, Marina di Varazze, Porto Mirabello e Marina Livorno), la Sardegna diventa il fulcro di un ecosistema nautico senza interruzioni.

 

D-Marin e il Marina di Olbia

Non è un caso che la scelta sia caduta su Olbia, polo attrattivo perfettamente collegato via mare e cielo. La Sardegna rappresenta una delle mete più desiderate del turismo nautico globale, grazie a un mix unico di biodiversità marina, coste mozzafiato e infrastrutture esclusive. Il porto turistico ha una capacità massima di 270 yacht fino ai 150 metri per un pescaggio massimo di 5,2 metri. Inoltre – e questo è un vero record per la costa settentrionale della Regione – la banchina di 200 metri di lunghezza può servire anche sette yacht in contemporanea.

“Olbia e Molo Brin rappresentano due delle principali porte d’ingresso del Mediterraneo per il mondo dello yachting”, ha commentato Oliver Dörschuck, CEO di D-Marin, sottolineando come l’obiettivo sia valorizzare queste mete attraverso digitalizzazione e servizi d’eccellenza.

Da qui, armatori ed equipaggi hanno un accesso privilegiato verso i santuari del diporto: la Costa Smeralda, l’Arcipelago della Maddalena, Tavolara e la vicina Corsica.

L’Italia, nodo strategico per il turismo nautico

L’operazione di D-Marin – che oggi gestisce ben 27 marine in nove Paesi con oltre 14.000 posti barca – conferma l’Italia come uno dei mercati più cruciali e profittevoli per la Blue Economy. Ma perché tutti vogliono investire sulle nostre coste? Innanzitutto per l’impatto economico del diporto: secondo i dati più recenti, il settore sta vivendo un momento di straordinaria salute, guidato da trend molto chiari: l’esplosione del mercato dei catamarani, il consolidamento del segmento di lusso e una forte spinta internazionale (con oltre il 70% di clienti stranieri, guidati dal mercato americano ed europeo).

Il tutto per un valore che supera i 13 miliardi di euro con oltre 160.000 occupati. Il boom del charter, dove le prenotazioni per la stagione attuale segnano incrementi a doppia cifra (fino a +10% di presenze e +30% di fatturato rispetto al periodo precedente per i principali gruppi specializzati), trova sponda nella produzione industriale. Qui, secondo Superyacht Global Order Book, l’Italia detiene il 52% degli ordini mondiali di imbarcazioni sopra i 24 metri, il che rende i porti italiani al centro delle rotte dei grandi armatori.

A farla da padrona è la Sardegna: l’isola ha sviluppato un modello turistico incentrato su approdi di altissimo livello e sulla tutela ambientale delle sue coste, soprattutto fra la Gallura e la Costa Smeralda dove si concentrano il 43,5% dei porti totali dell’isola, il 66% dei posti barca dedicati a maxi yacht, un distretto industriale che conta oltre il 50% di imprese “sarde” attive nella filiera e divise tra cantieri di manutenzione, rimessaggio e agenzie di servizi di lusso.

Una veduta della spiaggia del Pevero, in Sardegna.

Tecnologia e mobilità “Seamless”: il futuro è adesso

Il vero asso nella manica che D-Marin porta in Sardegna è la rivoluzione digitale dell’esperienza a bordo. Gli ospiti di Olbia avranno infatti accesso immediato a standard tecnologici rivoluzionari per il settore come l’applicazione per gestire i posti barca da remoto, prenotare e rinnovare gli ormeggi in pochi click; oppure come gli “Smart Pedestal & Sensor”, colonnine intelligenti e sensori gratuiti a bordo per il monitoraggio in tempo reale e in totale sicurezza della propria imbarcazione. Inoltre gli armatori con contratto annuale potranno aderire al Programma “Happy Berth Days”, ovvero la possibilità di usufruire di soggiorni inclusi nelle altre marine del Gruppo, navigando liberamente e con gli stessi standard premium tra la Costa Azzurra, la Liguria, la Toscana e la Sardegna.

L’acquisizione di Marina di Olbia è il manifesto di come il turismo nautico moderno stia cambiando: non più solo un “parcheggio” sicuro per la barca, ma una rete integrata di destinazioni esclusive, connesse dalla tecnologia e guidate dalla sostenibilità e dall’eccellenza del servizio. L’Italia, ancora una volta, si conferma il palcoscenico perfetto per questo futuro.

 

 

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