Regala o regalati un abbonamento a Barche a Motore cartaceo + digitale e a soli 39 euro l’anno hai la rivista a casa e in più la leggi su PC, smartphone e tablet. Con un mare di vantaggi.
È caos tra i tanti armatori italiani che battono bandiera estera. La legge “Valorizzazione mare” entrata vigore il 10 maggio e di cui abbiamo già illustrato le principali novità per il diporto ha infatti finito per mettere di fatto molti di loro “fuorilegge”, senza però fornire strumenti operativi o chiarimenti adeguati per consentirgli di mettersi in regola.
A creare il problema è l’articolo “26-ter” del provvedimento, che introduce l’obbligo di una certificazione di “idoneità alla navigabilità” per le unità battenti bandiera straniera presenti nelle acque italiane e appartenenti a cittadini italiani residenti in Italia. I Paesi che non la prevedono sono numerosi: tra questi Francia, Germania, Malta, Regno Unito, Paesi Bassi, in alcuni casi la Slovenia e soprattutto la Polonia (almeno per barche fino a 15 metri), bandiera sotto la quale si sono rifugiati negli ultimi anni molti armatori in cerca di una burocrazia più semplice e meno opprimente di quella nazionale. Una scelta che può piacere o meno, ma del tutto legittima. E che, tuttavia, una parte del settore ha sempre guardato con ostilità, fino a spingere per una norma che appare chiaramente orientata a contrastare il fenomeno del “flagging out”.
L’attestato che non esiste
Ma come può mettersi in regola oggi un armatore italiano con una barca straniera priva di questo certificato? La legge prevede un attestato finalizzato “a verificare l’assenza di rischi per l’ambiente marino e per la sicurezza della navigazione” da rilasciare tramite uno degli organismi tecnici notificati e con validità di 5 anni. Si tratta di otto enti indipendenti (Anccp, Ans, Enave, Istituto Giordano, Quality&Security, Rina, Scs, Udicer Nautitest) accreditati in ambito europeo e già incaricati tra l’altro di svolgere le valutazioni di conformità previste dall’UE. Tutto risolto quindi? Affatto. Perché allo stato attuale questi organismi non sono in grado di rilasciare alcun attestato di questo tipo. Mancano infatti le istruzioni operative indispensabili per applicare concretamente la norma e coordinare l’attività degli enti coinvolti: quali controlli effettuare, su quali unità, in quali condizioni (barca a secco o in acqua?), con quali criteri tecnici e quale documentazione rilasciare. Quali certificati esteri? Non solo. Restano del tutto indefiniti anche i criteri per riconoscere eventuali certificazioni estere già esistenti: sono valide senza limiti temporali? Un certificato emesso 10 anni fa è ancora utilizzabile? Deve avere una scadenza? Serve una traduzione ufficiale?
Perché un documento scritto in polacco, greco, turco o tedesco in caso di controllo rischia di essere difficilmente interpretabile dalle autorità italiane. In altre parole servono con urgenza istruzioni ministeriali chiare. Ma in fretta. La stagione nautica è già iniziata e lasciare migliaia di imbarcazioni nell’incertezza normativa, impossibilitate di fatto a navigare o persino stazionare nelle nostre acque, è una situazione difficilmente sostenibile, a prescindere dalla bandiera alzata a poppa. Nel frattempo i rappresentanti degli organismi notificati si sono già incontrati e stanno predisponendo una serie di linee guida da sottoporre al ministero.
“Se aspettiamo loro – commenta uno dei dirigenti coinvolti– rischiamo di perdere un anno”.
E, visti i precedenti recenti sul titolo professionale di skipper, la patente D1 e altri dossier de diporto, è difficile dargli torto. Sanzioni incerte, ma rischio elevato. Ma cosa rischia, concretamente, chi decide comunque di salpare con bandiera straniera senza il certificato richiesto? Stabilire il quadro sanzionatorio non è semplice. La norma è formalmente in vigore ed è quindi potenzialmente contestabile dalle forze dell’ordine. Tuttavia mancano proprio quelle condizioni operative indispensabili per renderla applicabile in modo uniforme, e questo potrebbe offrire margini per contestare eventuali verbali.
Le sanzioni
Quanto alle sanzioni, si può ritenere applicabile quella prevista genericamente per le violazioni al Codice del Diporto: da 276 a 1.377 euro. Ma il riferimento normativo alla “prevenzioni di danni ambientali” apre anche a un’ipotesi ben più pesante: l’applicazione dell’aggravante prevista dall’articolo 55-bis per il “pericolo di danno ambientale”, che comporta un aumento delle sanzioni da un terzo alla metà oltre alla possibile revoca della patente nautica e, nei casi più gravi, perfino il sequestro dell’unità.
La norma si estende fino alla ZEP
C’è poi un ulteriore elemento che rende il quadro ancora più critico. La norma non si applica solo alle unità che navigano o stazionano nelle acque territoriali o interne, ma anche a quelle presenti nella Zona di Protezione Ecologica: un’area dedicata alla tutela della biodiversità e dell’ambiente marino che può estendersi fino a 200 miglia dalla costa e che oggi presenta confini frammentati e poco intuitivi nel Tirreno Centrale, nel Mar Ligure e nel Mediterraneo nord-occidentale. Il risultato è una norma che, più che garantire chiarezza e sicurezza rischia di trasformarsi nell’ennesimo labirinto burocratico per il diportista. Con il sospetto, per molti armatori, che dietro la bandiera della tutela ambientale si nasconda soprattutto una logica di repressione preventiva e difesa corporativa.
4 commenti su “DDL “Valorizzazione mare”: ora è legge. È caos per le barche con bandiera estera”
giovanni zizzi
Buongiorno, io ho bandiera slovena e la mia agenzia in Slovenia sta’ provvedendo a fornirmi il documento di idoneità alla navigazione che è obbligatorio in Slovenia per tute le barche a partire da 3 MT. Me lo daranno in originale o in fotocopia autenticata . Perché avete scritto sull’articolo anche la Slovenia in alcuni casi , quali casi. Saluti Giovanni Zizzi
ha ragione il lettore. In effetti i pochi casi, in realtà, sono quelli esenti dalle ispezioni visto che in Slovenia sono previste per le unità immatricolate, ovvero quelle che superano i 3 metri o, se inferiori, con motore di oltre 3,7 kW. E il rinnovo è ogni 5 anni. Un sistema simile all’Italia, anzi, più rigido. Grazie per la puntualizzazione.
Ciao. Anche io ho l’immatricolazione slovena da quest’anno per il mio first 31.7, con navigazione oltre 12. Mi dici qualcosa di più su questo certificato… Tipo… Come hai fatto a richiederlo? A chi hai indirizzato la tuchurdta6e cosa hai scritto… Qualsiasi informazione. Ciao. Roberto Lezzi cel 3477522310 an********@***il.com
La Slovenia emette un libretto di navigazione che contempla diverse opzioni, ma sempre con verifiche tecniche al massimo quinquennali. Infatti, sul piano normativo sloveno si parla esplicitamente di idoneità tecnica dell’imbarcazione quale presupposto per concedere l’immatricolazione, di cui il libretto fa attestazione. Non dovrebbero esserci problemi di interpretazione… il libretto sloveno va considerato come attestazione di idoneità tecnica alla navigazione. https://nauticopirano.com/legge-risorsa-mare-cosa-cambia/storie-di-mare/
Le barche a motore, le sue storie, dal piccolo open ai motoryacht. Iscriviti ora alla nostra newsletter gratuita e ricevere ogni settimana le migliori news selezionate dalla redazione. Inserisci la tua mail qui sotto, accetta la Privacy Policy e clicca sul bottone “iscrivimi”.
Presentato inizialmente per il mercato giapponese, dove gli ordini sono stati aperti nel marzo 2024 attraverso la rete Toyota Marine, il Lexus LY 680 rappresenta l’evoluzione del LY 650 ed è ora disponibile anche a livello internazionale. La produzione è affidata al taiwanese Horizon Group, specializzato in superyacht, che ha integrato le proprie competenze costruttive
Si è appena aggiudicato l’IBEX 2026 Innovation Award nella categoria Deck Equipment and Hardware ed è un faro di illuminazione destinato a fare la felicità di molti diportisti. Grazie alla tecnologia wireless Scanstrut SystemOne, infatti, il nuovo corpo illuminante risolve uno dei problemi più comuni delle tradizionali luci di navigazione ad asta: la corrosione dei
Velocità e lusso non sono due mondi così tanto distanti. A dimostrarlo Brabus AB110, il progetto nato dalla collaborazione fra AB Yachts, brand di Next Yacht Group, e la celebre design house tedesca BRABUS. Un sodalizio che unisce la filosofia stilistica “One Second Wow” al know-how ingegneristico e aerospaziale di AB Yachts nel campo delle
Non tutti vivono il mare allo stesso modo. C’è chi vuole sapere subito quali sono le novità dal mondo della nautica, chi preferisce guardare una prova o un video direttamente dal proprio smartphone e chi ama andare indietro nel tempo per riscoprire barche, personaggi e storie che hanno fatto la storia della nautica. Per questo
Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
Funzionale
Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici.L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
4 commenti su “DDL “Valorizzazione mare”: ora è legge. È caos per le barche con bandiera estera”
Buongiorno, io ho bandiera slovena e la mia agenzia in Slovenia sta’ provvedendo a fornirmi il documento di idoneità alla navigazione che è obbligatorio in Slovenia per tute le barche a partire da 3 MT. Me lo daranno in originale o in fotocopia autenticata . Perché avete scritto sull’articolo anche la Slovenia in alcuni casi , quali casi. Saluti Giovanni Zizzi
Buongiorno,
ha ragione il lettore. In effetti i pochi casi, in realtà, sono quelli esenti dalle ispezioni visto che in Slovenia sono previste per le unità immatricolate, ovvero quelle che superano i 3 metri o, se inferiori, con motore di oltre 3,7 kW. E il rinnovo è ogni 5 anni. Un sistema simile all’Italia, anzi, più rigido. Grazie per la puntualizzazione.
Ciao. Anche io ho l’immatricolazione slovena da quest’anno per il mio first 31.7, con navigazione oltre 12. Mi dici qualcosa di più su questo certificato… Tipo… Come hai fatto a richiederlo? A chi hai indirizzato la tuchurdta6e cosa hai scritto… Qualsiasi informazione. Ciao. Roberto Lezzi cel 3477522310
an********@***il.com
La Slovenia emette un libretto di navigazione che contempla diverse opzioni, ma sempre con verifiche tecniche al massimo quinquennali. Infatti, sul piano normativo sloveno si parla esplicitamente di idoneità tecnica dell’imbarcazione quale presupposto per concedere l’immatricolazione, di cui il libretto fa attestazione. Non dovrebbero esserci problemi di interpretazione… il libretto sloveno va considerato come attestazione di idoneità tecnica alla navigazione.
https://nauticopirano.com/legge-risorsa-mare-cosa-cambia/storie-di-mare/