Italia VS Spagna: due barche da crociera “classiche” a confronto (15 metri) TEST e VIDEO

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Prendiamo due 48 piedi dallo stile classico, due barche da crociera, due simboli del Mediterraneo. Da una parte uno degli ultimi nati del cantiere sorrentino Apreamare, dall’altra un grande classico delle isole Baleari, in Spagna, il Menorquin del cantiere Sasga.

Apreamare 48 Cabin

Se c’è un cantiere che ha riscritto più volte il concetto di gozzo, trasformandolo da icona classica a simbolo di eleganza e velocità, quello è Apreamare. La nuova ammiraglia della gamma Gozzo, il 48 Cabin, non fa differenza. Il disegno di Marco Casali la rende immediatamente riconoscibile: prua verticale, poppa tonda raccordata alla grande plancetta (movimentabile, funziona anche da tender-lift), murate alte e capo di banda in legno, oltre alla tuga che firma la sovrastruttura. Le ampie finestrature laterali introducono un contrasto bicolore molto attuale, senza snaturare l’estetica del gozzo sorrentino.

Cosa vuol dire? Semplice, slanciano il profilo ed allo stesso tempo riescono ad alleggerire l’impressione di “grandezza”.
Lungo 14,70 m fuori tutto per 4,70 m di baglio ha un pozzetto ampio, preceduto a poppa dalla plancetta. Tra pozzetto e spiaggetta, un grande prendisole cela la cabina marinaio; lo schienale ribaltabile serve il tavolo apribile, creando una zona pranzo all’aperto sotto l’hard top (con tendalino montabile su pali in carbonio). Le vetrate scorrevoli collegano questo ambiente al salone: cucina generosa a sinistra e divano a C a dritta. Sottocoperta, a prua la cabina armatoriale con bagno privato; sull’altro lato, un secondo bagno per gli ospiti. A poppa, due ambienti configurabili con due cabine gemelle, o un salottino privato collegato all’armatoriale per ottenere una vera suite, o una cabina più grande.

COME NAVIGA

Prima di andare dritti alle impressioni raccolte durante la nostra prova, facciamo due rapide considerazioni su questo scafo. Sotto la linea di galleggiamento, l’opera viva è una V profonda a geometria variabile (architettura navale di Umberto Tagliavini), abbinata a trasmissioni IPS; per i tradizionalisti resta disponibile la linea d’asse. È un gozzo da crociera, quindi, ma con caratteristiche che lo rendono anche performante rispetto alla “categoria” di barca a cui appartiene. Se da una parte la linea d’asse soddisfa chi mette la semplicità al centro e, ovviamente, costi ridotti sotto vari punti di vista, gli IPS sanno anche dargli quella spinta in più oltre all’efficienza nei consumi. Noi l’abbiamo testato nella seconda versione: vediamo come si comporta.

In prova, con due Volvo Penta IPS 700, il 48 Cabin ha toccato 31,5 nodi di massima. La velocità di crociera veloce ideale è intorno ai 24 nodi, con consumi sotto i sei litri per miglio e una risposta morbida anche sulle onde: non è una barca “sportiva” da manovre estreme, ma un cruiser pensato per famiglia e amici. La percezione strutturale è solida: nessun pannello che vibra, niente scricchiolii tipici degli arredi in navigazione. Volendo aumentare l’autonomia per un numero maggiore di miglia basta scendere di giri. Ad una velocità da gozzo “classico” potrete godervi il mare in tutto relax.

Guarda qui il video completo:


Sasga Menorquin48

Il nuovo 48 FB di Sasga Yachts ha linee classiche, di cui è facile innamorarsi, costruzione solida e tanto spazio sia sopra che sottocoperta: una volta a bordo fa subito immaginare lunghe navigazioni. Navigare tanto, ma in sicurezza. Tutti i Menorquin sono omologati categoria CE: A. Insomma, con una barca del genere potete andare ovunque in ogni condizione. Questo modello attinge a piene mani da quello che è stato sviluppato con il 54, declinando su dimensioni più contenute gli stessi concetti. Lungo poco più di 15 metri per quasi cinque di larghezza è una barca che trasmette una solidità ed una sensazione di “casa” davvero fuori dal comune. Il merito va dato alla scelta e alla qualità della lavorazione dei legni masselli, della vetroresina e degli allestimenti studiati per chi in mare ci passa settimane intere. Un ruolo fondamentale in termini di vivibilità di bordo lo giocano, logicamente, gli interni. In questo senso ci sono tre cabine, con quella armatoriale a prua, e la possibilità di scegliere tra la configurazione con la cucina sul lower deck o sul ponte principale. Il notevole baglio della barca consente di avere due cabine a poppa che, per volumi, assomigliano alla cabina principale di prua. Questo è fondamentale in una lunga navigazione con due coppie di ospiti oppure con una famiglia più numerosa. Il salone è uno degli ambienti più importanti ed è stato valorizzato molto, in particolare nella versione senza flybridge, per essere un ambiente vissuto. Per garantire privacy a bordo anche lo spazio fuori è stato ottimizzato grazie ai due pozzetti sia a prua che a poppa che sono, però, messi in comunicazione da due passavanti laterali ben protetti e senza gradini.

COME NAVIGA

Se avete fretta, qui siete nel posto sbagliato. Il Menorquin 48 è una di quelle barche per chi tende a godersi più la navigazione del viaggio. Abbiamo avuto solo una sfortuna durante il test: incontrare mare piatto. Sì, perché quando parlate con gli armatori di queste barche, sono i primi a raccontarvi delle giornate in mare dove, ad aver lasciato il porto, ci sono solo loro e, forse, qualche velista spericolato. Del resto è una questione di sicurezza: non tutti possono permettersi di affrontare in tranquillità il mare formato. Questione di qualità costruttiva e del retaggio di “scafo da lavoro” che hanno i Menorquin. In sala macchine, nel corso della prova, ci sono due Volvo Penta D6 da 440 Cv ciascuno con trasmissione in linea d’assi. Assoluto il comfort di navigazione per navigare tanto, godendosi il piacere del viaggio. Il regime di trasferimento veloce? 18 nodi con un consumo di 7,6 litri miglio. Scendete sotto i 10 nodi e scoprirete una nuova dimensione.

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