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I due manager italiani che si sono comprati il Cantiere del Pardo

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cantiere del pardo

Gigi Servidati (sinistra) e Fabio Planamente (destra)

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cantiere del pardo

Gigi Servidati (sinistra) e Fabio Planamente (destra)

“Ci siamo comprati il Pardo”. Da appassionati a manager, fino a diventare azionisti di maggioranza di uno dei cantieri più prestigiosi d’Italia e non solo.

È un’operazione finanziaria che ha fatto scalpore. Con un “management buyout”, i due manager Fabio Planamente, 46 anni, e Gigi Servidati, 60 anni, hanno fatto della passione la loro professione, diventando azionisti di maggioranza (52%) del Cantiere del Pardo, la storica azienda nato nel 1974 e produtttrice delle barche a vela Grand Soleil e, soprattutto, dei “Pardo”, il nuovo brand di barche a motore che in soli due anni è diventato un top player del segmento Med Boat, modelli che privilegiano gli spazi all’aperto e le prestazioni.

L’aumento di capitale versato dalla loro holding è di 5 milioni di euro. Fino al giorno prima dell’acquisizione Fabio Planamente, che ora è amministratore delegato, era general manager, mentre Gigi Servidati, ora presidente del consiglio di amministrazione, era direttore commerciale e marketing del Cantiere del Pardo. Una grande storia di successo “made in Italy”, dove due appassionati hanno costruito una carriera nel mondo che amano fino ad arrivare a possedere la maggioranza di uno dei cantieri più prestigiosi del mondo. Per questo ci siamo fatti raccontare la loro storia.

Barche pardo 50 yacht

Il Pardo 50 di Pardo Yachts

Come si è creata l’opportunità di acquisire la maggioranza del Cantiere del Pardo?

Planamente: la famiglia Trevisani, che deteneva la maggioranza, ha deciso di cedere una parte della sua quota per concentrarsi nella ristrutturazione della loro azienda principale, Trevi, società quotata in borsa. Da qui si è creata l’opportunità per me e Gigi di acquisire la maggioranza del 52%, supportati da un’istituzione finanziaria.

Cosa cambia per il Cantiere del Pardo?

Planamente: molto. Ora l’azienda ha un patrimonio di sei milioni e mezzo di euro che garantisce un avvenire tranquillo a una realtà che è cresciuta vertiginosamente negli ultimi 5 anni, passando da 2,5 a 30 milioni di euro di fatturato del 2017-2018. Con l’obiettivo, è di raggiungere i 45 milioni entro un paio di anni.

Ottimi risultati oggi e obiettivi ambiziosi. Come pensate di raggiungerli?

Servidati: I risultati ottenuti, oltre alle novità nel settore della vela, sono figli del succes- so della nuova gamma di barche a motore, i “Pardo”, nati due anni fa. Il boom di queste nuove imbarcazioni ci fa stimare un fatturato 2018-2019 di 37 milioni di euro. Oggi abbiamo due modelli, un 43 e un 50 piedi, quest’anno arriverà un 38 piedi. Abbiamo riversato nei “Pardo” tutte le nostre migliori caratteristiche e conoscenze delle nostre barche a vela che ci hanno reso famosi nel mondo. Così sono nate barche con altissima qualità, estetica curata, costruzione solida e tecnologica, carene con un comportamento molto marino e dolce sull’onda, in grado di navigare in sicurezza e con grande stabilità anche con mare formato. E poi pesi leggeri così da ridurre, senza perdere prestazioni, la potenza dei motori. Con grandi vantaggi per i consumi.

Cosa sa fare uno che non sa fare l’altro?

Planamente: Gigi è più saggio di me. Sa capire le persone, come io non so fare, ed è un grande creativo.

ServidatiSe non ci fosse stato Fabio questa acquisizione non ci sarebbe stata. Lui con i “numeri” è bravissimo, io meno. Mentre sul prodotto, siamo “bravini” tutti e due.

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