Barche elettriche, si fa sul serio. Ecco il primo campionato del mondo: le E1 Series!

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barche e1 series

Credit: Lloyd Images / E1 Series

Ormai ci siamo. Dopo l’annuncio avvenuto a settembre dello scorso anno allo Yacht Club de Monaco ora è arrivato il momento di fare sul serio. La data scelta per svelare lo scafo protagonista del primo mondiale di motonautica a propulsione elettrica non è casuale e anticipa di 24 ore la Giornata mondiale degli oceani. Sì perché in questo caso non c’è solo la componente sportiva.

E1 Series, il campionato del mondo di barche elettriche

L’UIM E1 World Electric Powerboat Series ha come obiettivo anche quello di sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della salvaguardia dell’ambiente e non solo quello marino. E’ la conferma, qualora ce ne fosse bisogno, che lo sport è oggi uno straordinario canale di comunicazione per portare all’attenzione tematiche sociali di grande rilevanza. Una visione questa condivisa da Alejandro Agag e Rodi Basso i veri motori di questa iniziativa.

“Sono felice di annunciare questo importante passo avanti negli sport nautici – ha commentato Alejandro Agag  – crediamo che questa nuova serie riuscirà a coinvolgere non solo un pubblico di sportivi, appassionati di nautica e di nuove tecnologie da tutto il mondo, ma anche di tutti coloro che hanno a cuore la preservazione degli oceani e il futuro del nostro pianeta” ha commentato Agag presidente non esecutivo dell’E1 Series nonché fondatore della Formula E e della Extreme E.

 

“Attualmente l’uso della propulsione elettrica su acqua è ancora in una fase di sviluppo –  ha aggiunto Agag – la mia ambizione, con la Serie E1, è quella di accelerare la diffusione di imbarcazioni elettriche, dimostrando quanto possono essere emozionanti, e al tempo stesso promuovere soluzioni nel campo della propulsione elettrica e a emissioni ridotte per navigare in tutto il mondo”.

Alejandro Agag – Credit: Lloyd Images / E1 Series

 

Al suo fianco nei panni di co-founder e amministratore delegato c’è Rodi Basso ex-ingegnere aerospaziale italiano che ha lavorato con la NASA prima e in Formula 1 con Ferrari (è stato ingegnere di macchina di Rubens Barrichello) e Red Bull in Formula 1, e nel settore hi-tech, con Magneti Marelli e McLaren Applied Technologies (Barche a Motore pubblicherà un’intervista esclusiva a Rodi Basso sul prossimo numero in uscita a fine giugno).

“Il mare per me è una delle più importanti espressioni della natura, è un luogo dove vado sempre per ricaricare le batterie, quindi questo progetto è il modo perfetto per celebrarlo” ha commentato Basso. “Nel corso di questi 20 anni di competizioni in campo automobilistico ho sempre sognato di poter fare delle competizioni automobilistiche una cassa di risonanza per nuove tecnologie e trasferire poi queste soluzioni anche in altri ambiti. Con questo campionato ci proponiamo di accelerare l’adozione della tecnologia elettrica nell’industria nautica introducendo gli enormi progressi tecnologici e le competenze acquisite nelle corse automobilistiche. Produrremo uno spettacolo sportivo avvincente ed emozionante che piacerà a milioni di fan in tutto il mondo”, ha infine aggiunto Basso.

Rodi Basso – Credit: Lloyd Images / E1 Series

Obiettivo non dichiarato è bissare il successo raggiunto dalla Formula E che non solo è riuscita nell’intento di portare il fascino delle corse automobilistiche nel cuore delle città ma è diventata soprattutto per il settore dell’automotive una straordinaria piattaforma di ricerca per sperimentare soluzioni sempre più all’avanguardia sul fronte della propulsione elettrica. Una linea di confine tra l’asfalto e il mare che con l’arrivo dell’E1Series si ridurrà ulteriormente. Anche l’industria nautica sebbene con altre logiche e dinamiche sta vivendo un momento di passaggio epocale con il tema dell’elettrificazione sempre di più al centro delle strategie sia dei cantieri sia dei principali costruttori di motori marini. E una spinta decisiva in questo momento di transizione potrebbe arrivare proprio dal mondiale di motonautica a propulsione elettrica che irrompe sulla scena apportando nuova linfa a una disciplina sportiva finita negli ultimi in un letargo preoccupante.

Racebird le barche elettriche (foiling) da 60 nodi delle E1 Series

Le premesse per dare vita a gare spettacolari ci sono tutte. A iniziare dalle RaceBird. Si chiamano così le barche concepite per correre il mondiale. Progettate da SeaBird Technologies, start up inglese fondata da Sophie Horne, assomigliano agli X-Wing, i caccia protagonisti in Guerre Stellari. Scafi avveniristici che hanno anche un’anima italiana. Per lo sviluppo e l’ingegnerizzazione delle imbarcazioni è stata coinvolta la Victory Marine di Brunello Acampora che per l’occasione si è avvalso dell’esperienza e della competenza di due fuoriclasse del calibro di Luca Ferrari, pilota con un curriculum di tutto rispetto nelle competizioni motonautiche, e di Mario Caponnetto il cui contributo si è rivelato vincente in diverse campagne di Coppa America.

Alejandro Agag - Credit: Lloyd Images / E1 Series

Da sinistra Alejandro Agag, Sophie Horne e Rodi Basso – Credit: Lloyd Images / E1 Series

Sì, perché l’altra novità è che i RaceBird oltre alla propulsione elettrica saranno dotati di foil che li faranno letteralmente volare sull’acqua. Il progetto prevede 12 squadre, ciascuna con 2 imbarcazioni: una gareggerà in Europa mentre l’altra si troverà a bordo della St Helena, una ex nave Royal Mail Ship ristrutturata che verrà utilizzata come “paddock galleggiante” per le gare fuori dall’Europa. I piloti della serie E1 avranno, idealmente, diversi background: alcuni arriveranno dei campionati di motonautica esistenti mentre altri invece effettueranno una transizione dai veicoli stradali elettrici a quelli marini.

Ogni fine settimana di gara E1 comprenderà test e qualifiche, seguiti da una serie di gare a eliminazione diretta che si concluderanno con una finale. Per eleggere il campione del mondo saranno decisivi i punteggi cumulativi della stagione. Il successo in gara dipenderà non solo dalla velocità dell’imbarcazione in diverse situazioni, ma anche dalla capacità del pilota di dosare l’energia per affrontare le gare. La ricarica sarà infatti illimitata per i test e le qualifiche ogni fine settimana ma per i quarti di finale, le semifinali e la finale la fornitura sarà limitata. Ma ora allacciatevi le cinture di sicurezza e godetevi lo spettacolo.

 

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