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L’elica è forse la componente più sottovalutata del nostro sistema di propulsione. Si cerca il motore più potente, si sceglie il tipo di propulsione, ma quasi mai si pensa a individuare i parametri migliori per la nostra elica. Eppure, stiamo parlando di un dispositivo che macina migliaia di giri al minuto, dove anche una piccola variazione, talvolta addirittura difficile da individuare ad occhio nudo, può cambiare radicalmente le prestazioni della nostra barca.
Tutto quello che devi sapere sull’elica per andare più veloce – VIDEO
L’elica è lo strumento che converte la potenza del motore in spinta. La sua rivoluzione inizia nel 1845, quando, in un’epoca di macchine a vapore, il piroscafo Rattler rimorchiò la sorella Alecto, che spingeva in direzione opposta propulsa da ruote a pale, dimostrando empiricamente la sua efficacia. Da lì in avanti il mondo è cambiato, e la nautica ha fatto altrettanto, ma ancora oggi, in un mondo di fuoribordo potentissimi e moderne trasmissioni IPS, l’elica rimane il dispositivo ultimo cui fare affidamento per guadagnare velocità in mare.
Se è vero che certe invenzioni sono talmente valide che non si riescono a superare, è importante capire come funzionano per sfruttarle al meglio. Nell’ultima puntata del video podcast di Barche a Motore in collaborazione con Suzuki “Ti Spiego la Barca”, abbiamo analizzato le caratteristiche principali di un’elica, per capire come influenzano la navigazione di tutti i giorni.
Fra tutte, tre parametri fondamentali sono riportati su ogni elica: numero delle pale, diametro e passo.
Quante pale deve avere l’elica perfetta?
Il numero delle pale è forse il più evidente. Quello che è meno intuitivo è che meno pale abbiamo, più l’elica, in teoria, è efficiente. Addirittura, una singola, grande, pala che gira molto lentamente sarebbe l’ideale. Inutile dire che sarebbe anche impossibile da bilanciare. Quindi ci vogliono almeno due pale ma, anche così, la superficie che sviluppa l’elica sarebbe troppo poca per ottenere una spinta adeguata, a meno di grandi diametri. Ecco perché le eliche più diffuse hanno 3 o 4 pale.
Qual è il diametro migliore?
Il diametro può essere una dimensione altrettanto ovvia: si riferisce al diametro del cerchio che disegna l’elica nella sua rotazione. Più è grande, più è efficiente. È generalmente espresso in pollici (1 pollice = 2,54 cm). Aumentare anche di un solo pollice questa grandezza produce molta spinta in più, ma richiede altrettanto sforzo al motore: se siamo già al limite, è possibile perdere anche 450 giri. Viceversa, se non riusciamo a prendere tutti i giri, scendere di diametro può farceli guadagnare.
Che passo scegliere?
Il passo può essere la dimensione più criptica da afferrare, e la definizione testuale non aiuta: è la distanza lineare (nel senso della spinta) che l’elica percorrerebbe avvitandosi in un giro completo. Per comprenderla, immaginiamo di avvitare una vite nel legno: quanto affonda in un giro completo di cacciavite? Ecco, quello è il suo passo. Ovviamente, nell’acqua, che è un mezzo cedevole, le cose cambiano un po’, ma il concetto è quello. Un passo corto è ottimo per trasmettere subito coppia e accelerare, ma poi plafona, un po’ come una marcia corta in auto. Al contrario, un passo lungo è ottimo per la crociera sostenuta, come la marcia alta in auto, ma potremmo faticare di più a raggiungere tali velocità.
La vera difficoltà sta proprio nel trovare l’equilibrio migliore per il nostro utilizzo fra tutti questi parametri, dato che l’uno incide sull’altro.
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