Perché una barca così non l’avevate ancora vista: Franchini Mia 63 è arrivata

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Franchini Mia 63

Franchini Mia 63

Franchini Mia 63

Per le cose belle ci vuole sempre un po’ di tempo. Era dal Cannes Yachting Festival 2019 che non vedevamo l’ora che il Franchini Mia 63, la barca progettata da Massimo Franchini e costruita dal cantiere navale Franchini, andasse in acqua. Basta guardare la prua, inedita nel mondo della nautica, per capire che si ha a che fare con una barca a motore speciale. E con un pedigree del genere e un progetto molto interessante le orecchie della stampa e, soprattutto, del pubblico si sono subito drizzate.

Varata Franchini Mia 63

Franchini MIA 63 è stata battezzata con la classica bottiglia di champagne da Mia Franchini, figlia di Massimo e musa del progetto. “Mia 63, oltre i confini, oltre l’orizzonte del XXI secolo” è questo il motto che ha accompagnato la creazione di questa barca. E Mia con le sue linee va altro. Le linee, come spesso diciamo, da sole non bastano. Ed ecco un progetto ingegneristico all’avanguardia con una barca che dai primi test risulta perfettamente bilanciata sulla sua linea di galleggiamento. Accesi i due motori Volvo IPS 900 di 745 cavalli, che si controllano con un joystick di ultima generazione, Mia è pronta a navigare.

I primi test del Mia 63

Dai test iniziali la barca inizia a planare a circa 15 nodi. Con a bordo 16 persone ha impiegato appena 19 secondi per toccare la velocità di 27.2 nodi a 2.350 giri, con un consumo istantaneo di 90 litri orari per motore. A 22 nodi a 2.000 giri il consumo scende a 69 litri per motore. Su una barca di 63 piedi con a bordo 16 persone, un consumo complessivo di nemmeno 140 litri ora orari a velocità di crociera è un risultato che senza dubbio non passa inosservato.

Franchini Mia 63

Per le lunghe crociere

E in questo Franchini Mia 63 rivela anche la sua vocazione per la crociera di lungo raggio. In una livrea di motoryacht sportivo Mia 63 cela una carena stabile, progettata dallo studio Naos di Roberto Prever, che mantiene l’assetto longitudinale perfettamente orizzontale anche nella fase di ingresso in planata, senza cabrare, e fa prevedere di non necessitare dello stabilizzatore di rollio, oggi particolarmente di moda.

Un ritorno in grande stile (e fedele al segno che ha lasciato negli anni) per un cantiere storico come Franchini, che dal 1946 ha fatto appassionare decine e decine di diportisti.

 

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