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Quando si decide di acquistare una barca, uno dei dilemmi amletici che tormenta ogni diportista riguarda ciò che spinge lo scafo: meglio la praticità del fuoribordo o la solidità dell’entrobordo? La sfida tra queste due architetture non riguarda solo la posizione del propulsore – se “dentro” o “fuori” dallo scafo – ma coinvolge l’intera dinamica di navigazione, i consumi e la gestione degli spazi a bordo.
Fuoribordo VS Entrobordo: qual è meglio?
Spesso facciamo confusione parlando solo di “motori”, ma dal punto di vista tecnico sarebbe più corretto parlare di sistema di propulsione. Un sistema complesso dove motore, trasmissione ed elica devono collaborare perfettamente per garantire le prestazioni desiderate. Abbiamo parlato di come questi componenti interagiscono tra loro e di molto di più in questa panoramica:
Il Fuoribordo
Il motore fuoribordo ha vissuto una vera e propria scalata al mercato, passando da soluzione economica per piccoli scafi a sistema d’eccellenza per imbarcazioni che sfiorano i 70 piedi. Il suo successo risiede nella compattezza e nella manovrabilità. Avendo il piede poppiero orientabile, elimina la necessità del timone e permette di dirigere direttamente la spinta, facilitando le manovre a bassa velocità. Inoltre, la possibilità di regolare la posizione delle eliche nell’acqua tramite il trim consente una gestione ottimale dell’assetto, senza la necessità di ulteriori sistemi di controllo come flap o interceptor (comunque consigliati sugli scafi più grandi). Di contro, l’alimentazione è quasi esclusivamente a benzina, il che può incidere sui consumi nelle lunghe tratte.
L’entrobordo rappresenta la tradizione e la stabilità. Spostare il motore all’interno dello scafo permette di abbassare il baricentro e, soprattutto, di utilizzare motorizzazioni diesel, decisamente più efficienti e parsimoniose per chi macina molte miglia a velocità di crociera costante. Sebbene occupi spazio interno, questa soluzione libera completamente lo specchio di poppa, offrendo un’estetica pulita e una plancetta bagno senza ingombri, ideale per il contatto diretto con il mare. Che si tratti della classica ed affidabile linea d’asse o dei moderni e tecnologici sistemi IPS, l’entrobordo resta il punto di riferimento per il long range.
Motori Entrobordo D4-320 Volvo Penta
Il Verdetto
Qual è dunque il vincitore? Come spesso accade in mare, non esiste una risposta univoca. Tutto dipende dalle vostre necessità e dal tipo di scafo. Se cercate velocità, reattività e facilità di gestione su scafi medi o piccoli, il fuoribordo è imbattibile. Se invece puntate al comfort, alla navigazione d’altura e a un utilizzo intenso della barca come “casa” galleggiante, l’entrobordo offre ancora quel mix di efficienza e spazio in coperta che fa la differenza. La scelta perfetta è quella che meglio si adatta al vostro stile di vita a bordo.
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