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Pronti a fare il pieno d’idrogeno? Forse non tutti, ma qualcuno presto potrebbe esserlo! Dall’accordo tra Gruppo MED e TESYA Group è nato H1. Di che si tratta? Di un tender ad idrogeno, completamente Made in Italy, pensato per navigare con un’autonomia fino a 50 miglia e capace di toccare i 25-30 nodi di massima.
H1, la barca a idrogeno tutta italiana
Con il nostro Luca Sordelli eravamo saliti a bordo del BGH, barca appoggio per la Coppa America sviluppata da Bluegame per American Magic. Oggi vediamo un passaggio ulteriore. Sì, perché da quel mezzo avveniristico, ma poco “fruibile” dal pubblico dei diportisti, oggi ne viene fuori una barca a motore pensata come tender che è al 100% mossa dall’idrogeno e che nasce esplicitamente come tender.
Tommaso Spadolini
Quando parliamo di America’s Cup è giusto ricordare come questo evento, cioè la regata più antica del mondo, sia anche un banco di prova per innovazioni tecnologiche di vario genere anche tra le barche appoggio. Proprio da questo ambiente così fertile esce fuori un mezzo pensato per navigare in maniera ecosostenibile, anche in aree marine protette.
Che barca è H1
Con i suoi 12 metri di lunghezza e 3,2 metri di larghezza, l’imbarcazione ospita fino a 16 passeggeri e prevede tempi massimi di costruzione e consegna in otto mesi a partire dall’ordine degli armatori. A spingerla c’è un sistema propulsivo a celle a combustibile alimentato a idrogeno verde compresso integrato da TESYA. Questa tecnologia è già stata usata su due delle chase boat proprio all’America’s Cup. In particolare sono due motori elettrici da 220 kW e quattro serbatoi di idrogeno per un totale di 32 kg di carburante, che permettono a questo mezzo un’autonomia superiore alle 50 miglia nautiche a velocità di crociera (20-22 nodi), con una punta massima compresa tra 25 e 35 nodi.
Il design è di Tommaso Spadolini che ha puntato a coniugare tra la funzionalità militare e il design di lusso. Particolare attenzione è stata riservata agli aspetti normativi e alla sicurezza: il sistema di ventilazione, ad esempio, è specificamente dimensionato per i requisiti di sicurezza e progettato secondo criteri tecnici rigorosi, in conformità con la classificazione ATEX.
I protagonisti
Dietro tutto c’è il Gruppo MED – che ha tra i propri brand ad esempio la Valiant – e la Marine Division di Tesya Group, azienda internazionale specializzata in soluzioni e servizi integrati per diversi settori, con un focus su generazione di energia e transizione energetica. Il concept del Tender nasce all’interno del Reparto R&D di MED guidato da Ugo Casadio, lo stesso da cui prendono vita anche i battelli del brand MED DEFENSE.
“H1 è un passo pionieristico verso una nautica sostenibile, una sfida che non potevamo non accettare – dichiara Marco Galimberti, CEO di MED –. Il nostro progetto nasce da una visione di armonia tra innovazione e natura. L’idrogeno verde rappresenta oggi l’essenza del progresso, e grazie alla collaborazione con TESYA abbiamo reso concreta questa visione, rispondendo alla crescente domanda di soluzioni ecologiche senza compromettere performance, stile ed esperienza di navigazione. L’ambizione del nostro progetto proseguirà nello studio di prodotto adatto al trasporto di un numero più elevato di passeggeri, un mezzo adatto al trasporto pubblico NetZero.”
Marco Galimberti – CEO del Gruppo MED
Con questa collaborazione puntano a dar vita e diffondere sul mercato italiano e internazionale il primo tender yacht a idrogeno.
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1 commento su “H1, questa è la nuova barca a motore tutta italiana a idrogeno”
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1 commento su “H1, questa è la nuova barca a motore tutta italiana a idrogeno”
Fantastico