I 10 incidenti più frequenti in barca (e come evitarli)

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Photo by RNLI/Ian Foster

Chiunque si avvicina per la prima volta al mare sente spesso ripetere da chi ha più esperienza: “La sicurezza viene prima di tutto”. O almeno così dovrebbe essere perché i pericoli in mare ci sono e a volte sono imprevedibili. Ma quali sono le cause più frequenti di incidenti? Ci ha pensato la United States Coast Guard, la Guardia Costiera americana, a stilare una lista dei 10 più tipici e potenzialmente pericolosi incidenti in barca.

Finire la benzina: sembra banale, ma non è così. E rimanere senza carburante può anche non sembrare particolarmente rischioso quando siete sottocosta e c’è bel tempo. Ma le tempeste ci sono anche in Mediterraneo ed è meglio non farsi cogliere impreparati. Com’è possibile che ciò accada? Forse avete sbagliato a calcolare la distanza o avete bruciato più carburante del previsto. O forse avete passato troppo tempo a cercare un posto buono per pescare e alla fine vi siete ritrovati a secco.

Il modo migliore per evitare questo genere di problema è pianificare. Decidete prima di partire dove volete andare e calcolate quanta benzina vi serve per l’andata e raddoppiatela per il ritorno, il tutto a seconda delle miglia che dovete fare. Se avete intenzione di pescare ricordatevi anche di calcolare la benzina per questa attività, facendo attenzione a non consumare quella del ritorno. Se possibile a questo aggiungete un 10-20% di margine di carburante.

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Incagliarsi: dopo esservi incagliati sulle rocce nel migliore dei casi rimediate una visita in cantiere a rifare la prua. Questo solo se vi va bene. Se la vostra barca non è troppo grande potreste anche voler provare a levarla dagli scogli. State attenti che il vostro scafo non abbia falle perché è meglio incagliarsi che affondare!

Per evitare questo genere di incidente è importante essere sempre consapevoli di cosa ci circonda in mare. In caso di dubbi, specialmente di notte, è sempre meglio rallentare.

Cadere fuoribordo: cadere fuoribordo può succedere anche ai marinai più esperti. E non sempre si finisce in acqua in stato di coscienza quindi cercate sempre di indossare un salvagente che vi tenga a galla con il viso verso l’aria.

La situazione può poi essere davvero pericolosa se non si indossa la famosa “cordicella rossa” dell’interruttore di emergenza che quando viene staccata spegne automaticamente la barca. Oppure la sua versione elettronica che spegne il motore se chi la indossa cade in acqua.

Affondare: Ridete pure, ma la ragione più comune è un buco nella barca. E spesso creato intenzionalmente mentre si mette mano col “fai da te” alle prese a mare. I passascafo per le prese a mare in ottone sono i migliori, ma quelli di plastica sono meno cari e più resistenti alla corrosione. Però i raccordi in plastica si rompono se stretti eccessivamente: si spaccano proprio, senza segnali “di avviso”, come le piccole perdite che dovrebbero allarmarci se qualcosa non va. Controllate spesso prese a mare e sentine, oltre che predisporre a bordo una selezione di resistenti cunei circolari in legno da applicare per arginare la via d’acqua.

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Incendio: fortunatamente grazie alla tecnologia a bordo e nelle componenti gli incendi a bordo sono sempre più rari, ma è sempre meglio non rischiare. Cosa può generare un incendio a bordo? Chiaramente la benzina. Bisogna sempre cercare fuoriuscite o perdite di carburante, o una chiazza di acqua di sentina con il colore dell’arcobaleno.

Controllate sempre di aver a bordo degli estintori, classificati per il combustibile o per gli incendi elettrici, e che siano ancora carichi. Fateli ispezionare e sostituire in caso di dubbio.

Guasti: La Guardia Costiera degli Stati Uniti dice che gli incidenti più gravi spesso derivano da guasti meccanici e conseguenti problemi elettrici. Una batteria difettosa non avvia il motore di una barca. E quindi Anche le luci della barca non funzionano, quindi, se è notte, si è bloccati e praticamente invisibili.

Per il crocierista tipo, una buona scelta è senz’altro rappresentata dalle batterie AGM, modelli nei quali l’elettrolito (ovvero la miscela di acqua e acido solforico) è quasi completamente assorbito da elementi in fibra di vetro, rendendole più sicure rispetto a quelle al piombo liquido in caso di rotture. Non hanno bisogno di manutenzione e non producono praticamente fuoriuscite di gas, dannose per la salute e per la sentina.

Dotazioni di sicurezza: sono troppi i diportisti che trascurano le attrezzature di sicurezza sulla loro barca. O peggio ancora, su sé stessi. Quante vite salva un giubotto ben indossato? La Guardia Costiera degli Stati Uniti dice che circa la metà degli annegamenti mortali coinvolgono i diportisti senza giubbotti di salvataggio. Come si indossa “bene”? Un giubotto di salvataggio merita solo se è del tipo giusto e della misura giusta. Ricordate che se finite in acqua a 10 gradi avete solo pochi minuti di movimento prima che i muscoli diano forfait. E a quel punto non riuscirete più a tenere la testa fuori dall’acqua.

Non lasciate mai il porto senza razzi e le luci ed una propulsione di riserva, tipo un remo. Anche le ancore sono trascurate come parti integranti delle dotazioni di sicurezza mentre invece sono la prima linea di difesa in caso di guasto o tempesta.

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Ignorare il meteo: una volta trovare gli aggiornamenti meteo era complicato. Oggi, con tutta la tecnologia di cui si dispone a bordo (banalmente uno smartphone se c’è campo o siete sottocosta), avere informazioni è molto più facile. Non dimenticatevi di controllare prima di prendere il mare.

Disattenzione: Oggi, nonostante radar, AIS e GPS cartografico si sente ancora dire: “Non li ho visti arrivare”. È una spiegazione molto frequente per gli incidenti, ma non giustifica chi ha la colpa, anzi. Se non bastano tutte le strumentazioni di bordo non resta che fare attenzione sia in navigazione che all’ancora ad avere sempre una buona visuale.

Alcool: L’alcol rallenta i riflessi ed annebbia il giudizio. Più che sufficiente per rischiare di fare del male a voi e ad altri. Se dovete mettervi al timone bevete responsabilmente.

 

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