Abbiamo scovato la barca a motore di Gilles Villeneuve

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Esiste una rotta immaginaria che unisce la velocità di Maranello (quartier generale di Ferrari), il glamour di Montecarlo e la pace fiabesca di Tremezzina (dove ha sede il cantiere di Tullio Abbate) . Lungo questo filo sottile, teso tra il 1978 e il 1982, scorrono le immagini più potenti della storia di Gilles Villeneuve, compianto pilota canadese che ha infranto molti cuori ferraristi.

Era l’estate del 1981, quella della “Febbre Villeneuve“. Tra un GP e l’altro, durante quella che doveva essere una vacanza per Pironi e Tullio Abbate, venne fuori l’idea della Rothmans Cup. Una gara di motoscafi, inventata così su due piedi, da tenersi davanti alle acque di Villa d’Este e con i migliori piloti del mondo. Così, domenica 6 settembre 1981, circa 20.000 persone assediarono le sponde del lago di Como.

Gilles Villeneuve, in compagnia di Tullio Abbate e altri piloti

Dalla F1 alle acque di Villa d’Este

I piloti corrono con i motoscafi Sea Star creati apposta da Tullio Abbate e, per rendere il tutto ancora più scenografico, indossano i loro caschi da F1. C’è chi non ha mai guidato una barca (come Surer) e chi non sa nemmeno nuotare (vedi Bruno Giacomelli), ma quando si abbassa la bandiera, l’istinto della competizione prende il sopravvento. Il finale è in puro stile Villeneuve.

Nella seconda manche, Gilles insegue Pironi, che il weekend prima, sul circuito di Imola, lo “ha tradito” negandogli una vittoria che era destinata al canadese. A quel punto non basta stargli dietro: vuole passare. In un delirio di folla e motori, il canadese lancia la sua barca contro quella del compagno di scuderia, usandola come rampa e sorpassandolo in volo. Integri per miracolo, Gilles vince davanti al suo ex amico francese.

Non era solo una gara tra amici e colleghi: per Gilles era l’ennesima prova che per lui, in pista o in acqua, esisteva solo la vittoria.

La postazione di comando del Sea Star e di Gillles

Passeggiando fra gli stand della manifestazione Milano Autoclassica, l’abbiamo scovata quella Sea Star, nella sezione dedicata alle barche d’epoca. Trovarsela di fronte all’improvviso, la barca con cui Villeneuve ha vinto in maniera epica quella famosa goliardata, ci ha dato una scossa alla schiena e non abbiamo potuto resistere dal chiedere informazioni ad Autoclass, che l’ha portata in fiera. Come ci hanno mostrato, c’è la dichiarazione del cantiere che quella davanti a noi, con quel preciso numero di carena, è una delle 8 prodotte per la Rothmans Cup ed è quella che effettivamente è stata utilizzata dal pilota Ferrari.

La dichiarazione firmata da Tullio Abbate

Il Tullio Abbate Sea Star di Gilles Villeneuve

Il Tullio Abbate Sea Star rappresenta un autentico capolavoro della nautica sportiva a cavallo fra gli anni 70 e 80, un’icona che incarnava perfettamente lo spirito della “Dolce Vita” lariana.

Concepito come un day-cruiser raffinato, questo motoscafo riusciva a fondere l’eleganza di un motoscafo da diporto con il DNA competitivo tipico delle imbarcazioni della famiglia Abbate. Il suo segreto risiedeva nello scafo in vetroresina dotato di una carena a V profonda, eredità diretta dell’esperienza di Tullio nelle gare offshore, che garantiva una stabilità eccezionale e la capacità di fendere le onde anche ad alte velocità.

Lungo solitamente tra i 6 e i 7 metri, il Sea Star era un mezzo agile e scattante, spesso spinto da potenti motori V8 Mercruiser che regalavano accelerazioni brucianti. Proprio per il suo carattere nervoso e reattivo divenne il giocattolo preferito dei piloti di Formula 1: non un semplice mezzo da passeggio, ma una vera e propria “Ferrari del lago”, capace di restituire sull’acqua le stesse emozioni della pista.

Guarda qui il video della Rothmans Cup del 1981:

Federico Lanfranchi

 

 

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