Le 10 (+1) barche a motore immortali secondo Massimo Picco

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Massimo Picco (nato a Verona nel 1973) è un architetto navale che, con il suo studio, disegna barche a vela e a motore dal 1994. Oggi ci racconta la sua personale classifica di 10+1 barche a motore che hanno fatto storia.

Barca a motore, yacht, tender, gommone, fisherman….. esistono tante o meglio troppe definizioni che vogliono raggruppare o restringere un campo per meglio definire e presentare un prodotto; motivo per il quale sarebbe bello uscire da questi schemi che alla fine ci limitano, definendo una sorta di classifica che non è proprio tale. È meglio definirlo un indice che rapprenda le prime 10 barche immortali. Vale a dire le barche a motore che occupano uno spazio nella mia memoria e che rappresentano per me dei riferimenti.
Mai come in questo caso il nome”Barche a Motore” è azzeccato, include e sintetizza tutte e 10 le prossime scelte.

10+1 barche a motore immortali secondo Massimo Picco

1 – Novamarine HD120

Quando la funzionalità diventa estetica e naviga perfettamente, il limite di non avere nessun ricovero sottocoperta diventa una scelta coraggiosa di chi ha capito cosa gli serve. Un modello derivato dalla versione Professional che utilizzato per lavoro rappresenta un esempio di semplicità e sicurezza. Non è un tender, è una vera e propria barca a motore. Se fosse di legno sarebbe un Aquarama, ma è di “plastica” e gomma….. ma chi ha detto che “plastica” e gomma non siano altrettanto nobili; infondo dipende tutto da come le cose sono realizzate!

2 – WallyPower

Discutibile e audace, rappresenta la rottura degli schemi; non piace a tutti e molti lo contestano perché inutile, sull’utilità delle “Barche a Motore” si potrebbe aprire un dibattito e non basterebbero alcuni lustri, tuttavia è impossibile restare indifferenti a una presenza di forme e materiali così ben fusi in un unico progetto. Una barca con tante caratteristiche uniche, in cui la verticalità della sua prua è solo l’ultima delle sue particolarità.

3 – Chris Craft Corsair 27

La 500 del mare, piccola economica, ma concreta, in qualche modo completa e raffinata. Un prodotto industriale che ha come punto di forza le sue proporzioni; a volte su queste dimensioni si rischia l’over booking, sovraccaricando il design generale e deformando le proporzioni. In questo caso in Chris Craft sono riusciti a fare con apparente semplicità un piccolo motoscafo completo, non a caso il mercato lo ha premiato negli anni e rappresenta per me l’icona di quel marchio, ancora oggi prodotta e venduta.

4 – Bertram 35 Fisherman

Evoluzione del più famoso 31’, il fisherman degli anni 60, carena Hunt, prodotto per più di 20 anni in 1860 unità. Un altra icona del mercato americano, come per il Chris Craft, anche per Bertram si tratta di un modello con un passato nobile una “piccola” barca cabinata per la pesca e per il diporto. Oggi re-interpretata conservando lo spirito del primo modello.

5  – Benetti.

Ormeggiati di poppa in ogni marina che si rispetti li trovi sempre. L’uomo della strada lo chiama “Yacht”, poi scopri che è un Benetti. Viste da poppa sono adimensionali, difficile capire quanto sono lunghe, larghe, alte e imponenti. Gli interni poi sono sinonimo di lusso; un classico elegante che non stanca mai.

6 – Riva Aquarama

Forse con lei tra le onde del mare non ti senti proprio a tuo agio; pensata per il lago, è bello vederla navigare proprio li, dove è nata. Raffinata e delicata, è ancora oggi l’unica barca che più si avvicina al mondo auto, un tema progettuale difficile a cui tanti mirano. Ma il Riva Aquarama è ancora l’unico.

7 – Grand Banks –

Quando pensiamo a una navetta oggi vediamo molte interpretazioni sul tema; ma attenzione che “Navetta” non significa: mi accontento di andare piano perché voglio consumare poco. Ecco quindi che tutto ciò che è depotenziato diventa una navetta. Sbagliato! Innanzitutto la velocità è sinonimo di sicurezza e ti accorgi di questo, solo quando ti ritrovi in condizioni estreme senza essere supportato dalla giusta potenza o dalla sufficiente velocità per evitare il peggio. Per queste ragioni porterei più rispetto per il termine “Navetta” e rispetto per chi ha fatto di questo, un progetto circoscritto a determinati scenari dove una navetta Grand Banks sembra essere parte del panorama che la circonda.

8 Sunreef Power 40

Un progetto innovativo, dove si è cercato di esplorare un’architettura navale nuova, quella del catamarano a motore. Una volta destinato alla sola “pericolosa velocità”, oggi il catamarano a motore diventa perfetto per il diporto, ma rimane ancora ancorato alle forme del catamarano a vela senza la vela.
Interessante e da studiare, sopratutto in chiave charter….. see you later.

9 Boston Whaler

Tralasciando la famosa carena che ha fatto la storia del marchio Boston Whaler, l’immagine di sotto sembra una provocazione, in realtà è un modo per porre attenzione ad un sistema costruttivo che si identifica con il marchio Boston whaler; il sistema costruttivo che vedete nell’immagine in realtà non ha avuto un particolare successo, al contrario delle barche del marchio Boston whaler che invece di successo ne hanno avuto eccome. In realtà oggi ci sono nuovi materiali e tecnologie costruttive che potrebbero riprendere un simile concetto, aggiornato e rivisto potrebbe essere perfetto per alcune categorie di barche a motore di medie-piccole dimensioni.

10 – Posizione: Classe FREMM

La FREMM, definita anche Fregata europea multi-missione è con orgoglio un ricordo e allo stesso tempo un’esperienza, di quelle che potrei dirvele, ma poi dovrei….
Armamenti e sistemi militari a parte, i 140 metri raggiungono 30 nodi e affrontano ogni condizione di mare. Lo stile ha già ispirato e ispirerà qualche giga yacht che potremo trovare alla fonda in qualche rada mediterranea. Credo rappresenti un esempio di eccellenza italiana in europa e nel mondo grazie alla nostra Marina Militare.

X – Fuori Classifica: Heron 56

Prendete tutte le barche, dalla 1a alla 10a posizione, shakerate ma non mescolate, ed ecco che nasce la mia carena a motore. È l’unica che so disegnare. Dicono si muova bene tra le onde, senza disturbarle troppo.

Massimo Picco

Massimo Picco (nato a Verona nel 1973) è un architetto navale che, con il suo studio, disegna barche a vela e a motore dal 1994. Oltre a occuparsi di design in senso molto più ampio, lavorando anche con le automobili e i complementi di arredo, solo per citare due attività funzionalmente abbastanza lontane. Intelligentemente irrispettoso dello status quo ha sempre voluto dire la sua con le sue opere, senza appiattirsi alla moda. Ecco cosa ha scelto nel suo decalogo delle barche immortali.

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Le 10 (+1) barche a motore immortali secondo Massimo Picco
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Massimo Picco, architetto navale ci racconta la sua personale classifica di 11 barche a motore che hanno fatto storia.
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3 commenti su “Le 10 (+1) barche a motore immortali secondo Massimo Picco”

  1. Bisognerebbe che qualcuno dicesse all’architetto Picco che anzitutto la carena che lui dice di aver disegnato non ha nulla di nuovo, in quanto in passato fu proposta da uno spagnolo, Dimas Soler Roig. Dimas non ebbe alcun successo e circa 3 anni fa vendette gli stampi e 1 scafo già stampato ad una società italiana. Poco dopo nacque l’Heron 56, barca con una carena dalle dubbie qualità ma soprattutto forse la barca oggettivamente più brutta e sgraziata mai prodotta.

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