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“Benvenuti nello Speciale Best Stories 2026. Vi stiamo raccontando le storie delle aziende italiane e internazionali protagoniste a livello mondiale della nautica. Oggi andiamo alla scoperta di quella di Lomac, leader in Italia nella costruzione e commercializzazione di gommoni, imbarcazioni pneumatiche per nautica da diporto e per lavoro”.
Oggi il best-seller Lomac è il GranTurismo 10.5, natante XL divertente e sicuro, adatto alle famiglie. Ha uno spazio sottocoperta.
Il punto di riferimento per chi ama i gommoni
Già negli anni ‘60, i gommoni Lomac puntavano a navigare meglio di tutti. Prima era il paramezzale in legno, poi la vetroresina e oggi la CFD. Perché andare per mare bene è il vero lusso e tutto parte da una buona carena. Con oltre 66 anni spesi in innovazione e sviluppo, Lomac è ancora un punto di riferimento per chi ama i gommoni.
Quando Calogero Lo Manto, nel secondo dopoguerra, arriva a Milano, quella che si trova davanti è una città brulicante ed in rapida espansione. Con una buona intuizione, insomma, le opportunità non mancano. La sua carriera lo dimostra. Inizia come calzolaio in corso Como, in quella che oggi è una delle vie simbolo della Milano moderna, ma poco dopo allarga le operazioni diventando commerciante di tessuti per calzolai. Un ulteriore sviluppo lo porta a realizzare nel 1950 dei macchinari per la produzione di scarpe, proprio nel periodo del boom economico in cui le calzature passano dall’artigianato all’industria. Francesco Lo Manto, il figlio, alla fine degli anni ‘50 si è innamorato dei gommoni.
È un mondo nuovo tutto da scoprire, ci sono solo i pionieri con i primissimi Callegari e Zodiac. La svolta per i Lo Manto arriva quando scoprono che tra i materiali trattati per le scarpe c’è un collante, quello utilizzato per incollare le suole, che è perfetto per realizzare anche i tubolari dei gommoni. Lo Manto Calogero. Le sue iniziali danno il nome alla Lomac. Nel 1960 inizia la produzione di gommoni e il primo esemplare è il Lomac 320, lungo ovviamente 3,20 metri. Siamo nell’era dei battelli a paiolo smontabili, ma già in quel “numero uno” emerge un aspetto fondamentale: la chiglia aveva un paramezzale in legno. Il motivo? Migliorare, per quanto possibile, la qualità di navigazione elemento che diventerà il punto di partenza di tutto il resto della gamma. Facciamo un salto temporale e andiamo all’inizio degli anni ‘80. È tempo di vetroresina. Ma non basta laminare una forma sconclusionata, almeno non per i Lo Manto. Il Lomac 2000, del 1982, segna l’esordio della vetroresina nel cantiere, ma è anche il primo con delle linee d’acqua sviluppate da un progettista, e non uno qualsiasi, ma Franco Donno, nome sacro tra i rib italiani. Oggi a guidare l’azienda è Fabrizio Lo Manto, nipote di Calogero.
“Mi ricordo ancora – ci racconta Fabrizio Lo Manto – quando uscii su quel primo scafo in vetroresina per i test in acqua sul Lago di Garda. Ero un ragazzino e vedevo l’acqua scorrere sotto di me perché non avevamo messo il gelcoat per vedere come i flussi avrebbero impattato sulla carena alle varie andature e in base all’assetto. Per noi le qualità di navigazione sono sempre state il punto di partenza anche quando nessuno o quasi prestava importanza a questi aspetti”.
In alto a sinistra, Fin dai primi modelli i Lomac avevano la chiglia con paramezzale in legno per migliorare la tenuta al mare. In basso a sinistra, il Lomac 2000, nel 1982, segna l’esordio della vetroresina per Lomac. Qualità di navigazione migliorata, ma sempre carrrellabile. A destra, Fabrizio Lo Manto rappresenta la terza generazione della famiglia e oggi guida l’azienda.
Navigare bene è la prima cosa
Ogni fase della storia dei gommoni ha avuto il suo Lomac. Il 2000, lungo 4,10 metri, rispondeva ancora all’esigenza di un mezzo che nonostante i suoi 4,20 metri e la chiglia in VTR si potesse mettere comunque agevolmente sopra il tetto di un’auto. Con l’inizio del nuovo millennio entra nel vivo un’età dell’oro per i gommoni con grandi numeri e tante persone che navigano. Sale la qualità costruttiva, forti anche dell’esperienza e della necessità di offrire qualcosa in più agli armatori. Il 2008 è una data fondamentale perché è il momento in cui inizia la collaborazione con il designer Federico Fiorentino da cui nasce l’Adrenalina 9.5, il primo gommone di lusso sportivo del cantiere e tra i primi al mondo.
Il retroterra motonautico di Fiorentino è l’ingrediente decisivo per realizzare la “hull supremacy”, quel primato della carena che caratterizza Lomac fin dalle origini.“Quel primo Adrenalina – continua Fabrizio Lo Manto – è stato un vero spartiacque per noi. È la qualità della navigazione che per noi fa davvero la differenza. Con gli studi di fluidodinamica computazionale riusciamo ad avere gommoni che hanno il massimo delle prestazioni e del controllo. Non è un discorso di velocità pura, ma di efficienza. Le linee d’acqua che disegna Federico (Fiorentino n.d.r.) permettono ai nostri gommoni di consumare fino al 30% in meno rispetto ad un battello di dimensioni simili motorizzato allo stesso modo. Oltre alla questione economica c’è anche la maggiore autonomia, la possibilità di viaggiare con i motori a giri più bassi migliorando la qualità del tempo di navigazione e, non ultimo, di poter stare in mare di più senza doversi mettere in coda al benzinaio. È un aspetto fondamentale che però non dimentica l’eleganza sportiva dell’allestimento”.
In alto, uno sketch di Federico Fiorentino che dalla sua mano ha fatto uscire tutte le gamme Lomac dal 2008 ad oggi. Ogni modello ha un suo progetto e anche battelli di uguale dimensione, ma su gamme diverse hanno carene (e stampi) dedicati. In basso a sinistra, Federico Fiorentino è il progettista “dalla A alla Z” della produzione attuale di Lomac. In basso a destra, lo spartiacque: l’Adrenalina 9.5 segna l’inizio della collaborazione tra Fiorentino e Lomac ed è il primo gommone di lusso sportivo del cantiere e tra i primi al mondo.
I numeri non arrivano da soli. Oggi tutta la produzione, ben sette gamme, del cantiere milanese porta la firma di Federico Fiorentino. Le principali sono Turismo, GranTurismo, Adrenalina ed Euforia a cui si affiancano tre linee più di nicchia come la Big Game, pensata per la pesca, la Tender e la Club, dedicata ai professionisti del mare. Ognuna di queste ha una sua anima, ma anche una sua carena. Prendiamo tre modelli di uguale grandezza: Turismo 8.5, Adrenalina 8.5 e GranTurismo 8.5. Oltre ad essere molto diversi all’esterno, come allestimento e layout, anche nell’opera viva sono tre studi completamente diversi. E quindi tre stampi diversi.
Ci tornano alla mente le calzature da cui avevamo iniziato il nostro viaggio. La suola di una scarpa da corsa non è la stessa di una da trekking o da trail running. Per questo i tre gommoni che abbiamo citato, pur avendo la stessa dimensione, hanno tre carene differenti. Non è banale, molti cantieri sfruttano una carena per gli usi più disparati, ma quando cambiano i pesi a bordo, la distribuzione, muta anche l’impatto dell’opera viva sul mare. Per esprimere il massimo del potenziale serve qualcosa di studiato su misura.
L’ammiraglia del cantiere è il Lomac GranTurismo 14.0, maxi-rib di 14,4 metri.
Dal gommone per iniziare al maxi-RIB da crociera
Vediamo nel dettaglio come si articola oggi il “parco gommoni” di Lomac dove l’elemento di partenza rimane sempre una carena efficiente. Alla base della piramide c’è sicuramente Euforia, la gamma entry-level pensata per l’uso giornaliero e la facilità di gestione. Con lunghezze che spaziano da un compatto 4,08 metri (Euforia 400) fino ai 8,55 metri dell’Euforia 850, questa linea punta su layout open essenziali e funzionali. Caratterizzati da consolle centrali snelle, cuscinerie prendisole a prua e tubolari in tessuto Hypalon ORCA, i modelli più piccoli della serie risultano facilmente carrellabili, rivelandosi perfetti per la famiglia o il settore del noleggio.
Salendo di livello per comfort e spazi, la linea Turismo risponde alle esigenze del day-cruising d’alto livello. Sviluppata su tre modelli di lunghezze tra i 7 e i 9,5 metri – con modelli cardine come il Turismo 7.0 e l’8.5 -, la gamma punta su un’elevata modularità della coperta. Gli allestimenti integrano ampie zone prendisole prolungabili, dinette con tavoli a scomparsa e monoblocchi guida attrezzati con lavello e frigorifero. Le carene a V profonda garantiscono un passaggio morbido sull’onda, ideale per crociere a medio raggio con numeroso equipaggio. Laddove la priorità diventano le doti idrodinamiche e le alte velocità, subentra la serie Adrenalina.
Con dimensioni comprese tra i 7,5 metri (Adrenalina 7.5) e i 10,5 metri (Adrenalina 10.5), questa linea si distingue per carene ad altissima efficienza studiate per ridurre la resistenza all’avanzamento, azzerare i delfinamenti e supportare importanti motorizzazioni fuoribordo, singole o doppie. La coperta sfoggia consolle aerodinamiche e sedute wrap-around ad alto contenimento, per chi cerca una guida reattiva e sportiva in totale sicurezza. All’apice della produzione si colloca la serie GranTurismo, la linea di maxi-RIB che va dagli 8,5 metri del GranTurismo 8.5 fino ai 14 metri dell’ammiraglia GranTurismo 14.0. Non è un caso che il best-seller assoluto di Lomac sia proprio il modello di mezzo di questa gamma, il 10.5. Il suo segreto? “
La proporzione – spiega Alessandro Comotti, Sales Manager di Lomac – è la ragione del successo di questo modello. È un natante XL facile da portare, divertente e prestante, ma adatto anche a famiglie con bambini perché la sicurezza del pozzetto è totale. L’abitabilità sottocoperta tra cabina e bagno è la ciliegina sulla torta”. A questo si aggiungono le finiture in teak massello, tendalini assistiti ed elettronica di bordo avanzata per un allestimento che, soprattutto per i modelli più grandi, va direttamente verso la crociera con la possibilità di passare a bordo anche diversi giorni giorni.
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