Lotus Esprit: venduta all’asta (a un prezzo assurdo) la macchina anfibia di James Bond

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La Lotus Esprit S1, identificata con il soprannome “Wet Nellie“, rappresenta uno dei rari esempi di integrazione tra ingegneria automobilistica e tecnologie nautiche applicate alla cinematografia. Progettata per “La spia che mi amava“, decima pellicola della saga di James Bond che risale al 1977, l’imbarcazione ha segnato un punto di svolta nell’immaginario dei mezzi anfibi, pur essendo un veicolo destinato esclusivamente alle riprese subacquee.



La Lotus “anfibia” di James Bond

Per la produzione del film, la casa automobilistica Lotus fornì due veicoli completi e sette scocche supplementari. La gestione di questi esemplari ha seguito percorsi eterogenei: una scocca venne sezionata per consentire le riprese interne, un’altra andò distrutta durante una sequenza di lancio da un molo, mentre altre rimasero presso fornitori o furono successivamente modificate. Tra i pezzi più rilevanti figura il sottomarino funzionale venduto da RM Sotheby’s a Londra nel 2013 e acquistato da Elon Musk.

Com’è nata la Lotus Esprit subacqua

Dal punto di vista tecnico, l’adattamento della Lotus Esprit per le sequenze subacquee richiese soluzioni specifiche per la gestione della stabilità e della spinta idrodinamica. Gli ingegneri Lotus decisero di non pressurizzare l’abitacolo, optando per una struttura allagabile guidata da operatori subacquei dotati di autorespiratori. Questa scelta permise di superare le criticità legate alla tenuta stagna e alla resistenza strutturale della carrozzeria in vetroresina sotto la pressione dell’acqua. Oltre al valore tecnico, la Lotus Esprit deve la sua notorietà alla linea disegnata da Giorgetto Giugiaro e alla sua presenza in numerose produzioni cinematografiche successive. La rilevanza storica del modello è confermata dalle valutazioni d’asta, che hanno visto esemplari legati alla produzione di James Bond superare quotazioni prossime al milione di dollari.

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In vista del cinquantesimo anniversario della pellicola, previsto per il 2027, l’interesse verso questi scafi speciali e le relative componenti ingegneristiche rimane elevato tra i collezionisti di cimeli nautici e cinematografici.

Il prezzo di questo esemplare all’asta

L’esemplare recentemente tornato all’attenzione del mercato è una scocca di Esprit S1 che integra le caratteristiche estetiche del mezzo subacqueo, come le pinne stabilizzatrici laterali, il periscopio e i quattro propulsori esterni. Questo specifico esemplare, acquisito da un collezionista di Brescia nel 1998 e successivamente passato a una proprietà finlandese nel 2007, è stato oggetto di un intervento di restauro nel 2025 a cura di Makela Auto Tuning, che ha incluso una riverniciatura parziale, mantenendo la configurazione originale priva di motore e interni, essendo concepita come modello statico da esposizione. A Montecarlo, RM Sotheby’s ha rimesso in asta questa Lotus lo scorso 25 aprile. A quanto è stata battuta? 852.000 Euro.

Federico Lanfranchi


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