Barche elettriche, la prima gara italiana a Venezia! Intervista a Luca Ferrari (campione Class 1)

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In concomitanza con il Salone Nautico di Venezia (29 maggio-6 giugno), in Laguna arriva la prima regata italiana di barche elettriche della storia. È un segnale importante come dimostrano anche gli oltre 29 iscritti da tutto il mondo che parteciperanno alla E-regata. Se già la prima gara di barche elettriche d’Italia è un evento di per sé, a renderla ancora più memorabile sarà la presenza dell’astronauta italiano Maurizio Cheli insieme al campione motonautico Luca Ferrari a bordo di Anvera E-Lab. Abbiamo raggiunto Luca Ferrari per fare un po’ il punto sulla situazione dell’elettrico in Italia.El

Sarà la prima competizione italiana vera e propria di barche elettriche. E ci sono molti iscritti per questo debutto. È un segno che stanno cambiando i tempi?

La prima gara in Italia di imbarcazioni elettriche è un evento assoluto. Certamente è un segnale importante che i tempi stanno cambiando anche per la nautica. L’automotive fa strada e noi andiamo a fare ciò che l’automotive ha iniziato a fare 5 anni fa. Oggi siamo all’inizio di un cambiamento epocale.

Luca Ferrari, sopra, e Maurizio Cheli, sotto

I cantieri nautici credono in questo mondo?

Per adesso non molto. Diciamo che i cantieri si stanno mostrando un po’ sordi a questo cambiamento. Sono invece le start-up che investono in questo o le case automobilistiche che hanno già capito dove si andrà. Come sono entrate nella Formula E entreranno probabilmente nell’E1 Series. Avremo quindi una nautica da corsa elettrica forse sponsorizzata dalle case automobilistiche. La vedo più difficile per la nautica da diporto: la nautica è un po’ sorda per ora alle innovazioni.  Ma possiamo dire che è come per la Tesla. Chi vede lungo dà il là, poi gli altri sono più o meno costretti a seguire.

Quindi secondo te anche altri saloni, quando ci saranno, dopo Venezia seguiranno l’esempio?

Venezia, se tutto rimane da calendario, darà il là e poi gli altri saranno costretti a seguire. A Venezia ci sarà un’intera banchina elettrica, oltre alla gara di barche sempre elettriche. Se io fossi l’organizzatore di Genova ad esempio, immaginerei sicuramente un salone con almeno un pontile dedicato all’elettrico. Come nelle auto, quando c’erano le ultime fiere si aveva il padiglione elettrico. Vedrai che se succederà su Venezia gli altri seguiranno.

Parteciperai a questa prima regata elettrica italiana con Anvera E-Lab, giusto?

Sì, parteciperò con la stessa che abbiamo usato a Montecarlo alla Monaco Solar Challenge. A livello di materiali sarà tutto in carbonio, come da filosofia Anvera. Puntiamo ad andare molto forte e a bordo con me avrò un co-pilota d’eccezione, l’astronauta Maurizio Cheli. Per lui è un po’ un debutto nella nautica, ma per un’astronauta che è stato anche a bordo di uno Shuttle non credo ci saranno troppi problemi.

Luca, tu sei stato Campione Mondiale Class 1. Che sensazioni ti dà, invece, una barca elettrica?

Direi che la sensazione è la medesima che ho avuto provando Tesla o Smart. Macchine diametralmente opposte, ma con potenziale di coppia mostruoso. In barca è uguale, cioè si ha grandissima potenza a bassi giri, che specie nella nautica è qualcosa che noti subito. Anvera E-Lab fa da 0 a 40 nodi in 4 secondi. Poi devi gestirla per non sprecarla, ma la prima sensazione di avere tantissima coppia ed è una sensazione molto bella.

E come vedi il futuro delle barche elettriche in Italia?

Si sta aprendo un mondo e la dimostrazione è data dall’autonomia di percorrenza delle auto. Oggi si parla senza problemi di 350-500 km di autonomia. Questo vuol dire che si è aperto un mondo che non esisteva. Per me il piccolo cabotaggio costiero elettrico sarà rivoluzionario. Il mondo che girerà all’inizio intorno sarà ancora di proprietari con buona disponibilità economica, ma in breve questo cambierà. Nei prossimi due tre anni questo fenomeno sarà da seguire molto bene. Man mano stanno scendendo anche i costi di inverter e batterie. Inizia ad essere interessante il valore di vendita. Posso dire che i prezzi sono calati e caleranno ancora molto.

Gregorio Ferrari


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