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Un tributo alle aziende e alle persone che hanno fatto grande Barche a Motore in questi 35 anni permettendogli di nascere, crescere, diventare grande sino a questo storico anniversario. In questi articoli le grandi eccellenze della nautica si raccontano e svelano i loro progetti, dando un importante contributo alla conoscenza di questo mondo, che permette a tutti noi di andare per mare, in ogni forma e contesto.
PZ 100.2 è la reinterpretazione moderna dei motoscafi di inizio Novecento. Hyperboat elettrica di 7,90 metri disegnata da Micheletti+Partners e realizzata da Persico Marine e Zagato. Full carbon con propulsione jet DeepSpeed, può raggiungere i 43 nodi di velocità massima. Una produzione limitata a solo 9 esemplari.
Quando il design fluisce dall’automotive al mare
La storia di Lucio Micheletti, l’architetto-designer che trasforma il design nautico in architettura del movimento.
Nell’universo della nautica a motore, dove tradizione e innovazione si scontrano a colpi di carena, esiste uno studio che ha saputo scrivere una propria sintassi progettuale. Micheletti+Partners, fondato a Milano nel 1987 da Lucio Micheletti, è molto più di un atelier di design navale: è un laboratorio di idee dove l’architettura, l’automotive e la nautica si contaminano, dando vita a imbarcazioni che “scorrono” sull’acqua come oggetti pensanti. Lucio Micheletti, classe 1961, non doveva fare l’architetto: “Dovevo fare l’artista, dipingere, fare scultura”. La pressione paterna lo spinse verso l’architettura, una scelta provvidenziale. La sua formazione spaziò dalle grandi opere al design del prodotto, fino all’automotive con Zagato, dove imparò l’importanza cruciale dei “punti di vista” e dell’ergonomia legata al corpo umano. “Nel design automotive ti abitui ai colpi di vista, stai seduto, vedi lo specchietto, le altre auto. Entro in barca ed è tutto buio, mi viene subito l’angoscia”, spiega. Da questa sensazione nacque la sua battaglia personale: tagliare finestre negli scafi per far entrare luce e mare.
Lucio Micheletti trasferisce dall’automotive una visione della percezione dello spazio basata sui “punti di vista”. Disegna delle “barche fluide” dove vedute, luce e percorsi sono architettati nel dettaglio. Barche che scorrono, che si adattano, dove la bellezza è essenziale alla funzione.
La filosofia della “barca fluida”
Per Micheletti, la barca è una “bussola libera”: un’abitazione galleggiante priva di orientamento fisso, dove l’anima del luogo – fondamentale nell’architettura tradizionale – viene sostituita dall’anima stessa dell’imbarcazione. “Non hai nord, sud, ovest, est. La barca è sostanzialmente un bunker con delle finestre”, afferma. Questa libertà spaziale impone che ogni dettaglio sia frutto di uno studio maniacale: materiali, percorsi, illuminazione. La metodologia progettuale si articola su tre pilastri fondamentali. Il primo è lo studio del percorso, visivo e di cammino: “Quando progettiamo partiamo sempre dallo studio del percorso. Così ti accorgi dove non cammini, e puoi riempire gli spazi inutilizzati “. Il secondo sono i “cannocchiali”, le vedute che comandano l’architettura navale: incanalare la vista con colpi di luce e prospettive retrostanti rende lo spazio “fluido”. Il terzo è il progetto illuminotecnico: “La luce è il punto centrale. Illuminare gli angoli rende lo spazio percepito molto più grande. Le luci devono raccontarti qualcosa”.
Per Micheletti, la barca è una “bussola libera”: un’abitazione galleggiante priva di orientamento fisso, dove l’anima del luogo viene sostituita dall’anima stessa dell’imbarcazione.
La collaborazione Persico-Zagato
Dopo anni dedicati quasi esclusivamente alla vela – con capolavori come il Baltic 142 Canova (2019) e le collaborazioni con Solaris e Swan – Micheletti+Partners ha recentemente riallacciato i rapporti con le proprie radici automotive, tornando a progettare barche a motore in partnership con Zagato, storico atelier milanese che dal 1919 veste automobili e imbarcazioni con carrozzerie su misura dal design esclusivo. Il progetto più emblematico è PZ 100.2, hyperboat elettrica lunga 7,90 metri nata dalla collaborazione tra Persico Marine e Zagato Atelier, con il design curato dallo studio Micheletti. Presentata nel 2022 e costruita interamente in carbonio, rappresenta una reinterpretazione moderna dei classici motoscafi di inizio Novecento. Con un peso di soli 2.500 kg (batterie al litio incluse) e propulsione elettrica a jet DeepSpeed, sviluppata dalla start-up italiana Sealence, PZ 100.2 raggiunge una velocità massime di oltre 43 nodi e ha un’autonomia di circa 50 miglia a 26 nodi. “Costruire e pensare a un motoscafo elettrico spinto da un motore a turbina di chiara ispirazione aeronautica significa trasferire nella nautica a motore i know-how del mondo automotive”, spiega Micheletti. Il design è essenziale, privo di fronzoli, con linee pulite che richiamano le supersportive moderne. La produzione è limitata a soli nove esemplari, ciascuno personalizzabile in modo esclusivo: colori e finiture scelti da ogni armatore non saranno replicabili per gli altri clienti. PZ 100.2 incarna perfettamente la filosofia Micheletti applicata al motore: un oggetto dove estetica e funzione si fondono, dove la tecnologia non compromette la bellezza, ma la esalta.
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1 commento su “Lucio Micheletti, il designer delle barche Zagato”
Splendido articolo