Magic Cat World: perché nel 2026 vanno tutti pazzi per i catamarani a motore

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Un Fountaine Pajot Power 80 in rada.

Tutti pazzi per i powercat

Sono il fenomeno del momento, ma perché tutti vanno pazzi per i powercat? Lo racconta il navigatore Enrico Tettamanti che ha girato il mondo in multiscafo Scoprite, poi, nei prossimi articoli, quali sono i migliori catamarani da 10 a 24 metri per tutti i gusti sul mercato.

Da nicchia di appassionati a protagonisti del mercato nautico. Negli ultimi dieci anni, il mercato dei multiscafi – prima a vela e poi a motore – ha registrato una crescita senza precedenti, superando in performance qualsiasi altro segmento della nautica da diporto. Una rivoluzione che ha trasformato un tempo una porzione ridotta di appassionati in un fenomeno globale, ridefinendo il modo di vivere il mare.

Enrico Tettamanti, 50 anni, è un consulente nautico per “armatori evoluti” dal curriculum importante. Tre giri del mondo, 250.000 miglia navigate, una profonda conoscenza di ogni genere di imbarcazione, rapporti con i più importanti cantieri italiani e internazionali. Il suo ruolo? Ascoltare, consigliare, seguire l’armatore nella costruzione o preparazione della sua barca per far sì che sia la migliore possibile secondo le sue esigenze.

La rivoluzione del charter

Con l’esplosione del mercato del charter – prima nel Mediterraneo, poi nei Caraibi e nel Pacifico – il modo di intendere la navigazione si è trasformato. Il comfort, gli spazi e la facilità di gestione sono diventati valori centrali. I cantieri hanno colto il cambiamento e iniziato a progettare catamarani specificamente dedicati al noleggio, con priorità all’abitabilità, alla semplicità di utilizzo e ai bassi consumi. Marchi come Lagoon, Fountaine Pajot, Leopard e, più recentemente, Bali, hanno rivoluzionato il mercato creando vere e proprie case galleggianti, capaci di ospitare famiglie o gruppi di amici in totale autonomia. Il risultato? Una nuova generazione di armatori e vacanzieri che hanno scoperto il mare non più come sfida, ma come esperienza di libertà e relax. Mentre i puristi storcevano il naso, il mercato dei multiscafi esplodeva: oggi oltre la metà delle barche a vela sopra i 40 piedi vendute per il charter sono catamarani, e la crescita dei powercat – i multiscafi a motore – segue la stessa traiettoria, grazie a consumi ridotti e stabilità superiore ai monoscafi tradizionali. Le crociere sono di- ventate vere vacanze, e i multiscafi ne sono il simbolo. Da questa evoluzione è nata un’offerta sempre più diversificata: modelli “comfort” dedicati al charter e alla navigazione familiare, e versioni “weekender” per chi vuole tutti i vantaggi del multiscafo per un mercato che assomiglia molto a quello dei walkaround.

Perchè i multiscafo piacciono così tanto

I motivi del successo dei multiscafi sono evidenti, e quasi tutti legati a comfort, vivibilità e autonomia.
Spazio e privacy: la quasi totale assenza di barriere tra pozzetto e dinette crea un ambiente unico e conviviale, con una continuità tra interno ed esterno impensabile su un monoscafo. Le cabine separate nei due scafi offrono privacy totale, spesso con bagno privato. Inoltre, a differenza dei monoscafi o dei motoryacht classici, le cabine hanno standard equivalenti, un elemento molto apprezzato nel charter di alto livello.
Zone dedicate al relax: Negli ultimi anni, i progettisti hanno spinto il concetto di comfort ancora oltre, introducendo aree chill-out e flybridge panoramici con prendisole, lounge e timoneria.

A tutto baglio! Il weekender è il catamarano del momento e sempre più cantieri si affacciano a questo segmento. In questa foto lo YOT 41 del gruppo Catana.

Dai catamarani a vela ai powercat

Nella pratica molti cantieri con il passare del tempo si sono resi conto che il catamarano può avere senso anche senza albero, sartiame e tutta la manutenzione che, per forza di cose, una barca a vela si porta dietro. Per rispondere alle esigenze di chi cercava semplicità e autonomia totale, molti cantieri hanno quindi introdotto i powercat che mantengono tutti i vantaggi del doppio scafo – stabilità, grandi volumi e carene efficienti – eliminando la complessità del rigging e i costi che ne derivano. Oggi i powercat rappresentano una delle fasce in più rapida crescita del mercato: consumano fino al 30–40% in meno rispetto a un monoscafo planante e offrono spazi e stabilità impareggiabili anche in rada o in crociera costiera.

L’estetica, un punto da migliorare

Tuttavia, non tutto è perfetto, e tra i difetti dei multiscafi spesso viene citato l’aspetto estetico. Anche i più convinti amanti dei catamarani lo ammettono:

• Le larghezze importanti, i bordi liberi alti, generano proporzioni che faticano a essere “filanti” come quelle di un monoscafo elegante.
• Il volume interno tende a prevalere su linee snelle e aggressive: questo vuol dire che per alcuni armatori la “presenza in acqua” può risultare meno raffinata.
• Le strutture ausiliarie (travi, ponti di collegamento tra gli scafi, grandi superfici di tuga) possono appesantire visivamente la barca, rendendo più sfidante per i designer ottenere equilibrio tra estetica e funzionalità.

Questo limite è particolarmente evidente nei modelli destinati al charter o a quegli armatori per i quali l’aspetto velico è secondario rispetto al comfort di bordo. In questi casi, la priorità è massimizzare gli spazi e la facilità di vita a bordo, anche a costo di sacrificare l’eleganza delle linee. Tuttavia, il mercato sta evolvendo rapidamente. Accanto a questi modelli più “abitabili”, esiste oggi un’intera categoria di catamarani performanti che ribalta completamente l’equazione: barche con linee sportive e aggressive, costruite in materiali compositi avanzati o full carbon, con soluzioni tecniche e di design al top dell’avanguardia. Anche se i cantieri stanno compiendo grandi passi avanti – con strutture più leggere e proporzioni più armoniche – rimane una percezione diffusa che il multiscafo “non abbia ancora” la purezza estetica del monoscafo tradizionale. Per un potenziale armatore, questo significa valutare con attenzione le priorità: se l’estetica è un fattore determinante, vale la pena esplorare diversi modelli e confrontarne proporzioni e design. Per la maggior parte, però, i vantaggi in termini di comfort, stabilità e praticità superano ampiamente questo compromesso visivo. A proposito di ciò, più restiamo su dimensioni contenute, più i catamarani, in particolare quelli “weekender”, sembrano andare esattamente in questa direzione sia dal punto di vista estetico che di quello delle prestazioni.

Lo spazio a bordo per una lunga crociera è fondamentale. Che siate in famiglia o con gli amici, dopo un po’ di tempo avrete bisogno anche di privacy come quella offerta dal Prestige M7 di 17,94 metri.

I multiscafi per la grande navigazione

Per chi sogna lunghe navigazioni oceaniche, un giro del mondo tropicale, il multiscafo è ormai una scelta logica, anche grazie alle sue scelte tecniche:

• Assenza di rollio in rada o in traversata.
• Ampia capacità di carico per provviste, acqua e carburante.
• Facilità di manutenzione, grazie a spazi tecnici generosi.
• Energia solare a bordo, con grandi superfici sul roof per pannelli fotovoltaici.
• Spazio per attrezzature outdoor – SUP, kite, wingfoil, biciclette – che rendono la vita a bordo più attiva e divertente.

Non a caso, sempre più navigatori a lungo termine scelgono multiscafi come base per spedizioni e vita a bordo estesa.

In sintesi

Osservando il mercato internazionale – tra Stati Uniti, Asia ed Europa – emerge una differenza culturale interessante: noi europei, e in particolare noi italiani, abbiamo una sensibilità spiccata per l’aspetto estetico delle barche. È quasi un riflesso naturale: per noi la linea, l’eleganza, la proporzione contano quanto la funzionalità. Altrove, invece, molti armatori ragionano in modo più pragmatico. Ho conosciuto decine di armatori americani o asiatici che valutano una barca unicamente per le sue doti funzionali e tecniche, senza farsi condizionare troppo dal fascino o dal design. È un approccio diverso, né migliore né peggiore, semplicemente più orientato alla sostanza. Ed è qui che, nel mio lavoro di consulente, entra sempre in gioco la domanda chiave: perché vuoi acquistare o noleggiare una barca? Come, dove e con chi la userai? Le risposte a queste domande determinano tutto, dalla scelta della carena alla configurazione degli spazi, fino al tipo di navigazione da affrontare. Parlo con un po’ di esperienza diretta. Ho compiuto un giro del mondo di sette anni con un ULDB in alluminio firmato Finot, un Cigale 16 derivato dagli Open 50. Poi un secondo giro, di dieci anni, a bordo di un Solaris 72 disegnato da Doug Peterson. L’ultimo, interrotto solo dalla pandemia, su un trimarano Neel 51: esperienze molto diverse, ma ognuna con un suo perché. Nel frattempo ho navigato, venduto e seguito progetti di ogni tipo di imbarcazione e di lunghezza, dai monoscafi classici ai più svariati multiscafi. Lo dico per sottolineare che non ho preconcetti: ogni barca è giusta se risponde al modo di vivere il mare di chi la sceglie.

Il design “all’europea” contagia anche i cat americani. L’Aquila 50, nonostante i volumi monstre, si slancia con finestrature XL e cavallino (o sheer-line) a S.

Powercat: la rivoluzione dei motoryacht

I Power Cat nascono come naturale evoluzione del mondo dei multiscafi a vela. I primi modelli, infatti, erano semplici catamarani “senza albero”: bastavano pochi interventi strutturali – la rimozione dell’attrezzatura velica, qualche rinforzo al ponte e motorizzazioni più generose – per ottenere barche estremamente efficienti, stabili e dai consumi contenuti. Quello che inizialmente sembrava un esperimento di nicchia si è trasformato in una delle tendenze più forti del mercato nautico mondiale, con una crescita costante anno dopo anno. Oggi i Power Cat non sono più semplici catamarani a vela riconvertiti, ma imbarcazioni nate e sviluppate fin dall’origine per la propulsione a motore. I cantieri hanno riprogettato scafi e strutture in ogni dettaglio: paratie e traverse completamente laminate, carene più profonde e sottili, tunnel ottimizzati per ridurre la resistenza, aumentare la rigidità torsionale alle alte velocità e migliorare il passaggio sull’onda. Le velocità di crociera si attestano oggi tra i 18 e i 25 nodi, con punte che superano i 30 sui modelli più spinti, mantenendo comfort e controllo elevatissimi. Le motorizzazioni possono essere diesel entrobordo o potenti fuoribordo multipli, ma il segreto dell’efficienza resta la ridotta resistenza idrodinamica del doppio scafo. Il risultato sono consumi inferiori del 30-40% rispetto a un monoscafo tradizionale di pari lunghezza. Alcuni cantieri, come Aquila Yachts, hanno introdotto anche soluzioni foil-assist, con profili idrodinamici che sollevano parzialmente lo scafo riducendo ulteriormente i consumi (fino al 20% in meno) e migliorando la stabilità a velocità sostenute.

Una nuova idea di comfort

Un ulteriore punto di forza dei Power Cat è la vita a bordo. Queste barche ridefiniscono il concetto di spazio, creando un ambiente unico dove l’interno e l’esterno dialogano senza barriere. Le grandi vetrate a tutta altezza e le porte scorrevoli eliminano i confini tra pozzetto e salone, generando una continuità spaziale e visiva che amplifica la sensazione di libertà. Alcuni modelli prevedono ponti laterali ribaltabili che, una volta aperti, si trasformano in veri e propri “balconi sull’acqua”, ampliando la superficie vivibile e offrendo un contatto diretto con il mare. Le plance di poppa diventano piattaforme multiuso, ideali per il bagno, il varo dei tender o come terrazze sospese sull’acqua. In coperta, i flybridge si estendono come veri salotti panoramici, con cucine esterne, dining e solarium. All’interno, il layout è studiato per massimizzare comfort e privacy: la cabina armatoriale, spesso posizionata sul ponte principale e a tutto baglio, è un tratto distintivo di queste barche – una soluzione nata proprio dai Power Cat e poi adottata anche dai motor yacht monocarena. L’assenza di rollio, anche in rada, rende la vita a bordo più rilassante e naturale, mentre la rumorosità contenuta dei motori e la grande autonomia ne fanno un mezzo ideale per crociere lunghe e tranquille.

Il Power 80 è un catamarano maestoso, di fascia alta, con delle rifiniture mai viste prima in casa Fountain Pajot.

Tecnologia e design

Dal punto di vista costruttivo, i Power Cat hanno compiuto passi da gigante. L’utilizzo di materiali compositi avanzati, di sandwich strutturali in infusione e di rinforzi in carbonio consente di mantenere rigidità e leggerezza, anche su barche di grandi dimensioni. Le geometrie di carena sono state affinate con software CFD (Computational Fluid Dynamics), mentre l’elettronica di bordo e i sistemi di manovra, rendono queste imbarcazioni facili da condurre anche per equipaggi ridotti. Sul fronte estetico, i Power Cat rappresentano una sfida per i designer. Le proporzioni larghe, il ponte centrale e l’altezza della tuga non aiutano a ottenere linee filanti, soprattutto sotto i 50 piedi. Tuttavia, i cantieri stanno trovando soluzioni sempre più armoniche: superfici vetrate più ampie, spigoli dinamici, volumi sapientemente bilanciati e carene più snelle hanno reso il loro profilo decisamente più elegante. Anche i brand di fascia alta hanno abbracciato il concetto. Bluegame (del gruppo Sanlorenzo), ad esempio, ha presentato modelli multiscafi con tecnologie d’avanguardia e un design contemporaneo, sposando l’efficienza e la praticità dei Power Cat con il gusto e la raffinatezza tipici della produzione italiana. L’sperienza maturata con le chase boat dell’ultima Coppa America ha fornito sicu- ramente un’esperienza notevole anche per ciò che riguarda i foil, le appendici che permettono a questo genere di barca di essere ancora più performanti.

La cabina del nuovo Aquila 50 Yacht, nella foto sopra, sfrutta interamente il baglio di questo catamarano: 7,76 metri. Numeri che per i monoscafi sono impossibili.

I vantaggi dei mono… su due scafi

Sembra un monoscafo, ma è un catamarano. Fino a qualche anno fa caratteristiche come quelle del TH 36 di Four Winns con una lunghezza sotto i 13 metri ed un baglio contenuto, erano caratteristiche proprie di tutt’altro tipo di barca. In più, con la propulsione fuoribordo e due scafi perfomanti c’è anche la possibilità di raggiungere velocità notevoli con un consumo più contenuto rispetto alle barche tradizionali. Nella foto sotto, invece, osserviamo come la movimentazione della piattaforma di poppa trasformi uno dei limiti principali dei grandi catamarani – l’assenza di un beach club vero e proprio, obbligatorio sugli yacht più grandi – in una qualità importante. In più anche le murate abbattibili, nonostante il baglio già notevole, ampliano ancora di più la superficie disponibile, proprio come sui monoscafi.

Il mercato: America capofila, Europa in corsa

Negli Stati Uniti, i power cat hanno ormai conquistato il mercato: armatori e operatori charter li scelgono per efficienza, stabilità e spazi impareggiabili. In America, la funzionalità è spesso più importante dell’estetica, e il Power Cat incarna perfettamente questa filosofia. In Europa, dove il gusto per le linee eleganti e la ricerca dello “charme” restano forti, la loro diffusione è stata più lenta. Ma oggi la tendenza si sta invertendo: i nuovi design, le finiture raffinate e la capacità di offrire un comfort di bordo senza rivali stanno convincendo anche gli armatori più tradizionalisti.
I Power Cat non sono più “catamarani a motore”: sono diventati una categoria a sé, un nuovo modo di vivere il mare, efficiente, spazioso e contemporaneo.


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