Medicane, ecco cosa sono gli uragani del Mediterraneo

Otam 65 ht
Estremamente Otam, arriva il nuovo 20 metri custom da 60 nodi
6 Maggio 2019
Il cielo è grigio sopra Montecarlo | L’ultima corsa di Stefano Casiraghi
7 Maggio 2019

Se pensiamo al mare “estremo” e ai pericoli della navigazione in queste condizioni molti pensano all’Oceano, per la sua vastità, imponenza.

Ma qual è il mare più imprevedibile? A detta di molti naviganti è proprio il Mediterraneo che è e quindi potenzialmente molto pericoloso, anche quando si naviga in famiglia in estate.

Per navigare sicuri uno dei siti più precisi è Meteomed, piattaforma con previsioni studiate per il Mediterraneo che offre anche l’opportunità di consultarvi, anche giornalmente, con una squadra di meteorologi professionisti. Anche perché, a parte le necessità di routine del navigare (allerte temporali, venti forti, mari agitati), esistono dei fenomeni meteomarini molto pericolosi: i temutissimi Medicane.

medicane

FURIA DISTRUTTRICE Il medicane Numa (a lato), che colpì le coste della Grecia nell’estate del 2017, causò la morte di almeno 20 persone, inondazioni e frane che distrussero oltre 1.000 abitazioni.

COME I CICLONI TROPICALI
Anche il Mare Nostrum ha i suoi uragani: con il termine medicane (crasi di Mediterranean Hurricane) viene indicato un sistema di bassa pressione caratterizzato da forti precipitazioni e venti intensi in cui è possibile riconoscere un piccolo e ben delineato “occhio” (un altro nome che viene dato a questi pseudo cicloni è TLC, ‘tropical like cyclone’).

“Vortici di questo tipo non sono rari nel nostro bacino, uno degli ultimi in termini temporali, ‘Vega’, risale al 7 Novembre del 2014 e interessò il braccio di mare compreso tra Malta e Lampedusa. Il più forte fu invece ‘Zeo’ che nel Dicembre del 2005 fece moltissimi danni e anche delle vittime in Sicilia”, raccontano gli esperti di Meteomed. “Pur non raggiungendo la forza e la dimensione degli uragani tropicali, la loro somiglianza nella forma ha dell’incredibile.

TANTI CASI DOCUMENTATI
Da quando sono disponibili le osservazioni satellitari, molti sono i casi documentati. Anche tra il 4 ed il 9 Ottobre del 1996 due cicloni mediterranei coinvolsero il Sud Italia. Il più forte, Cornelia, dopo aver attraversato il Tirreno raggiunse la Sicilia e la Calabria portando intense precipitazioni e causando ingenti danni. Particolarmente coinvolte le Isole Eolie dove i venti raggiunsero raffiche di 140 km/h; molte barche e yacht affondarono mentre intense mareggiate coinvolsero le coste della Sicilia”.

ANATOMIA DI UN “MEDICANE”
“I medicane sembrano evolvere proprio come i normali uragani e traggono energia dal mare caldo e rappresentano il gradino più alto dei (già citati) TLC”, ci spiegano. “Tali vortici si formano in genere con l’inserimento sui mari meridionali di un vortice in quota. Una volta che il vortice si forma, aumenta il processo di estrazione dei flussi energetici marini a causa del rinforzo dei venti, richiamati nel centro depressionario. Costituitosi il vortice, l’energia principale a questo punto deriva proprio dal flusso di calore e di umidità fornito dal mare. Evolvono infatti sulla superficie marina ma poi tendono ad attenuarsi una volta raggiunta la terraferma. A causa dell’elevato numero di abitanti che popolano la costa, i medicane hanno un potenziale molto pericoloso per cui una migliore conoscenza di questi vortici è necessaria per poter ridurre gli impatti sociali”.

SCOPRI TUTTE LE NEWS DI CROCIERE & AVVENTURE

Cosa ne pensi?