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Metti la passione per i motori e una piccola officina. Unisci anche un po’ di estro e grande ambizione ed ecco che nasce un mito come Mercury Marine, che nel 2019 compie i suoi primi ottant’anni. Come nei migliori film americani, la storia di Mercury Marine inizia in una piccola officina del Wisconsin quando, nel 1939, E. Carl Kiekhaefer acquista uno stabilimento di produzione di motori dismessi a Cedarburg, non lontano dalla fattoria di famiglia.
Tra i beni del magazzino erano inclusi 300 motori fuoribordo, respinti da un grande rivenditore a causa di difetti e problemi operativi. Kiekhaefer sperava di trasformare i motori in capitale necessario per l’attività futura che aveva immaginato: separatori magnetici per l’industria casearia. Invece di vendere i motori come rottami, Kiekhaefer decide di sfruttarli al meglio. Così lui e il suo team a poche settimane dall’insediamento abbozzano un rendering dei motori migliorati in ogni loro parte e lo rimandano al venditore che li aveva rifiutati che invece conferma l’ordine.
Nasce la prima linea di motori fuoribordo di Mr. Kiekhaefer: si chiamavano Thor e vennero esposti per la prima volta al Milwaukee Sentinel Sportsman’s Show. Il successo è immediato e cosi Carl Kiekhaefer inizia un nuovo business: ambizioso, meticoloso e con le idee ben chiare, voleva costruire i motori marini più potenti e resistenti al mondo.
Nel 1940 si presenta al New York Motor Boat Show con altri cinque nuovi modelli con innovazioni che si fanno subito notare e nel giro di un anno riesce a consegnare ben 3.000 motori. Da li a poco però la guerra gli fa cambiare linea di produzione, trasformandolo in uno dei principali fornitori di motoseghe dell’esercito americano e facendolo lavorare alla realizzazione di un motore per droni. Finita la guerra riprende la produzione di motori marini, decidendo che era fondamentale uno spazio “segreto” adatto per testare i propulsori.
Nel 1957 trova il lago Conlin, lontano da occhi indiscreti. un luogo che diventa presto leggendario e che viene poi soprannominato “Lago X”. È qui che si svolse la mitica operazione Atlas, una prova di resistenza per i motori Mercury voluta dal suo fondatore per dimostrarne l’affidabilità. Due barche motorizzate con un Mark 75, il primo motore fuoribordo a 6 cilindri da 60 CV, completarono, dopo 34 giorni, 11 ore, 47 minuti e 5 secondi 4.526 giri del lago: per un totale di 25.000 miglia.
Mercury Marine: oltre i motori marini
Dopo innumerevoli successi, Mercury Marine è oggi un punto di riferimento nel mondo dei motori: marini e non solo. Negli anni ‘50 debutta anche nel mondo delle gare automobilistiche. partecipando al circuito NASCAR a bordo delle vetture Chyrsler e anche qui entra nella storia. Ancora oggi detiene il record del 60% di vittorie in una stagione. Mercury Marine diventa così una delle aziende americane più appetibili e non pochi gruppi si fanno avanti per la sua acquisizione. Nel 1961 Brunswick Corporation diventa proprietaria del marchio, portandolo a essere oggi punto di riferimento per il mercato dei motori fuoribordo marini.
Nella storia di questa azienda anche le innovazioni sono innumerevoli: uno dei primi progressi tecnologici di Mercury Marine arriva nel 1947, quando introduce cuscinetti a sfera, a rulli e a rullini antifrizione in tutte le principali sedi di cuscinetti, migliorando l’affidabilità e efficienza. Un anno dopo, introduce il primo fuoribordo a quattro cilindri in linea, il Mercury Thunderbolt, inaugurando l’era moderna dei motori fuoribordo. Ma non solo; anche il primo fuoribordo da 100 CV del 1962, il primo V-6 del 1976 e il primo entrofuoribordo a iniezione di carburante per produrre più di 1000 CV (il HP1075 SCi) nel 2004. Oggi Mercury Marine è un‘azienda in grado di fornire a 360 gradi ogni componenente per la motorizzazione aggiungendo anche l’elettronica di bordo, le eliche e i battelli pneumatici.
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