Arriva la “moto d’acqua” senza patente (col fuoribordo)

IL REGALO PERFETTO!

Regala o regalati un abbonamento a Barche a Motore cartaceo + digitale e a soli 39 euro l’anno hai la rivista a casa e in più la leggi su PC, smartphone e tablet. Con un mare di vantaggi.

Moto d'acqua Waverider 9.2 La prima
Moto d’acqua Waverider 9.2 La prima

Arriva Waverider 9.2, costruito dalla Divisione Nautica Cardipitaly, un nuovo natante senza patente che sarà presente al Salone Nautico di Roma. La sua particolarità? È praticamente una moto d’acqua, almeno a occhio, ma non ha bisogno di patente.

La moto d’acqua senza patente

Fermi, fermi. Non siamo completamente storditi: sappiamo bene che “la patente nautica da diporto che è obbligatoria per la condotta delle moto d’acqua, senza tener conto della potenza del motore”. Per ogni dubbio ecco il link a cosa dice il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.

Quindi solito per guidare la moto d’acqua di solito serve avere la patente. Questo progetto, invece, no. Nato da un’idea di Claudio Costabile, è uno scafo in fibra di vetro omologato in categoria CE C. Inoltre, se pensavate che i tubolari (non gonfiabili) fossero già arrivati ovunque, dovete ricredervi! Adesso “sbarcano” anche sulla moto d’acqua.

Moto d’acqua Waverider 9.2 La prima in azione. Si nota il tubolare laterale tipo grande bottazzo ed il fuoribordo a poppa.

“Non tutti hanno il tempo – dice Costabile – e le possibilità economiche per conseguire la patente nautica. Partendo da questa considerazione, in qualità di esperto di motori e amante degli sport acquatici, è cresciuta in me la volontà sempre più profonda di creare una ‘moto d’acqua’ che potesse ovviare al possesso della patente. La soluzione è stata quella di posizionare il motore fuoribordo, elemento caratteristico delle imbarcazioni con un massimo di 40 CV”.

I tre punti distintivi di Waverider 9.2

Pur avendo delle caratteristiche da moto d’acqua, è possibile guidarla senza patente nautica visto che il motore è esterno, posizionato nella parte posteriore dello scafo. Altro aspetto importantissimo è che si tratta di un mezzo inaffondabile perché costruito con applicazione di ‘tubolari’ galleggianti tutt’intorno alla moto con da 300 litri di schiuma a cellula chiusa nelle murate e 100 litri in camera stagna nello scafo. Il terzo e ultimo elemento è che lo scafo a forma di ali di gabbiano. Questo, promette il costruttore, anche alla velocità massima e nelle virate, non genera spruzzi che arrivano addosso a chi si trova a bordo.

Sono due le Waverider uscite dal capannone della Divisione Nautica Cardipitaly presenti al Salone Nautico. Entrambe sono dotate di un motore fuoribordo con potenza di 20 CV, ma la motorizzazione arriva fino a 40 cavalli.

Non abbiamo ancora avuto modo di provarla e di vederla dal vivo, ma è sicuramente una novità che ci incuriosisce. Per domande e prezzi, è possibile contattare l’azienda a questo link.

Beppe Boniventi

Condividi:

Facebook
Twitter
WhatsApp

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Iscriviti alla nostra Newsletter

Entra nel Club del Giornale della Vela

Le barche a motore, le sue storie, dal piccolo open ai motoryacht. Iscriviti ora alla nostra newsletter gratuita e ricevere ogni settimana le migliori news selezionate dalla redazione. Inserisci la tua mail qui sotto, accetta la Privacy Policy e clicca sul bottone “iscrivimi”.

Una volta cliccato sul tasto qui sotto controlla la tua casella mail

Privacy*


In evidenza

Può interessarti anche