Il governo si dimentica ancora la nautica. E ora rischia di metterla in ginocchio

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“Per sopravvivere siamo pronti a trasferire le sedi legali delle nostre aziende di noleggio di imbarcazioni in Costa Azzurra”. Sono parole forti quelle di Simone Morelli, titolare di North Sardinia Charter, uno dei maggiori operatori italiani del charter nautico, consigliere di Confindustria Nautica.

Governo miope favorisce i francesi

Cos’è accaduto per arrivare a questo punto? L’Agenzia delle Entrate sta per recepire il monito della Unione Europea che modifica il calcolo dell’aliquota IVA sulla navigazione delle imbarcazioni da diporto adibite al noleggio, con un incremento del 10% rispetto alla situazione attuale. Mentre l’Italia si adegua anticipatamente alla direttiva europea, la Francia ha già rinviato l’aumento dell’imposta sul valore aggiunto (TVA in Francia, posticipando la discussione con la Comunità alla fine dell’emergenza Covid 19.

Il risultato pratico è che chi noleggia un’imbarcazione da una società con sede in Francia pagherà il 10% in meno il noleggio rispetto ad una società con sede in Italia. Stiamo parlando di un settore vitale per la nautica italiana, composto da oltre un centinaio di aziende che danno lavoro a 6.000 addetti.  Il Presidente di Confindustria Nautica, Saverio Cecchi parla di “Assurda disparità di trattamento. Ora a rischio ci sono oltre 5.000 posti di lavoro. E 200 aziende sono pronte a trasferire la sede in Costa Azzurra.”

La cura Monti non ha insegnato nulla

Il governo, alle prese con richieste di rinvii di regole europee che in questo momento penalizzerebbero l’economia italiana, si è dimenticato, ancora una volta della Nautica. Scordandosi anche che questa norma, che porterebbe un ipotetico gettito ridicolo sulla carta, nella pratica non porterebbe nessun beneficio economico per le casse dello Stato.

Anzi, ridurrebbe il gettito previsto perché metterebbe in ginocchio il noleggio nautico italiano e anche la cantieristica che vende le proprie barche ai noleggiatori. Il risultato sarebbe un’andata di licenziamenti e fallimenti. La cura Monti, che nel 2012 tassò la nautica nella speranza di aumentare le entrate dello Stato, lo ha già dimostrato. Errare è umano, perseverare è diabolico.

6 Comments

  1. Sergio Balacco ha detto:

    Esattamente non è così. In Francia il noleggio di imbarcazioni costa e cotava sostanzialmente meno rispetto all’Italia, IVA o non IVA già da prima.
    In Italia noleggia chi è troppo pigro per andare in Francia o chi vuole, per esempio, solo navigare localmente.
    Un Bavaria 51 del 2015 costa al giorno attorno ai 451€ in Francia, IVA inclusa, lo stesso modello costa in Italia 574€ al giorno, sempre IVA inclusa.
    Il confronto non regge, è noto che i nostri charters praticano prezzi più alti degli altri charters europei. Si accontentassero di meno.

    • admin ha detto:

      Gentile Sergio,

      L’articolo riprende una nota ufficiale di Confindustria Nautica datata 27 maggio 2020.

      https://confindustrianautica.net/confindustria-nautica-un-provvedimento-dellagenzia-entrate-danneggia-gravemente-il-noleggio-nautico/

    • Antonio Maietti ha detto:

      E ti pareva ,
      Immagino che lei è uno di quei clienti che basta che le sue vacanze vadano bene a ferragosto poi fa niente,
      Ma lo sa quanto costa mantenere un 51 in Italia ?
      L accesso al credito per i noleggiatori ne vogliamo parlare ? Vogliamo parlare dei danni che le assicurazioni non risarciscono perché il charteres italiano sono indisciplinati ?
      Buona navigazione

      • Sergio Balacco ha detto:

        Intanto io abito in Francia e quindi io le mie vacanze le faccio partendo dalla Francia. Poi ho un cat in multiproprietà da qualche anno e quindi non noleggio più, ma le vacanze le scagliono in 2 e anche 3 periodi e nessuno ad agosto. Un 51 in Francia si paga meno a noleggiarlo, è un dato di fatto e costa lo stesso di quanto costa in Italia perché i cicli di manutenzione sono gli stessi, i porti in italia costano meno di quelli francesi, salvo poi non trovare spot adeguati ma chi noleggia per mestiere gli spot se li procura prima.
        Parliamo di tutto, ma io quando noleggiavo preferivo farlo in Francia e nemmeno dalla Cote d’Azur dove i prezzi sono alti ma in Charente Maritime, prevalentemente a La Rochelle.
        L’Italia oprmai è diventata ingestibile, tutti a cercare di guadagnare il massimo possibile alla faccia dei consumatori. Non durerà per sempre perché il popolo europeo va dove si spende meno.
        Buon vento

  2. Sergio Balacco ha detto:

    Confindustria è di parte ovviamente, io in Francia ci vivo pur essendo ancora e orgogliosamente italiano, e una barca la noleggerei in Francia anche per veleggiare in Italia. I prezzi sono più bassi da sempre, che poi lo dica confindustria conta poco, sono disinformati come i vostri governanti.

  3. Sergio Balacco ha detto:

    E aggiungo che trasferirsi in Costa Azzurra non è proprio una bella scelta. Andassero invece sulla costa atlantica dove la concorrenza è minore. In Costa Azzura la concorrenza è agguerrita, i costi sono alti (affitti soprattutto) le regole sono ferree, non so quanti sopravviverebbero.

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