Nuova AMP Capo Spartivento: cosa cambia per chi naviga a motore

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Il “giro di boa” del Sud Sardegna diventa Area Marina Protetta. Da oggi, tra il faro e Chia, la navigazione entra in una nuova fase operativa: ecco cosa devono sapere i diportisti.

Il promontorio di Capo Spartivento, storico spartiacque tra i golfi del sud e riferimento visivo per chiunque faccia rotta verso ovest, è ufficialmente una Zona Protetta: nasce infatti l’AMP di Capo Spartivento. Dopo 12 anni di attesa, la giornata istituzionale al Chia Laguna ha segnato il passaggio operativo: 3.700 ettari di mare cristallino sono ora sotto tutela.

Capo Spartivento

Per chi ama la velocità, la pesca sportiva o il semplice relax in rada, l’istituzione dell’AMP non è un divieto, ma un cambio di rotta verso un diportismo più consapevole.

 

I numeri della nuova area: 3.700 ettari sotto controllo

L’area protetta si estende su 3.698 ettari di superficie marina. Non si tratta solo di proteggere la costa, ma di salvaguardare ciò che sta sotto le nostre carene, ossia le praterie di Posidonia Oceanica, il vero polmone del Mediterraneo che garantisce la trasparenza dell’acqua che tanto amiamo.

Ma l’obiettivo è anche proteggere l’intera biodiversità del luogo, un’area dove l’avvistamento di cetacei e avifauna marina diventerà sempre più frequente grazie alla riduzione della pressione antropica. La protezione include anche le zone costiere della Rete Natura 2000, dalle dune alle scogliere del faro.

Governance e controlli della Guardia Costiera

Il Direttore Marittimo Giovanni Stella è stato chiaro: la sorveglianza sarà costante. La Guardia Costiera impiegherà mezzi navali, aerei e nuclei subacquei per monitorare il rispetto dei regolamenti. “Vogliamo che questo mare sia vissuto, compreso e rispettato, generando benefici reali anche in termini di benessere e fruizione durante tutto l’anno”, ha dichiarato Maria Concetta Spada, Sindaca di Domus de Maria e Presidentessa dell’AMP.

Cosa cambia per il diportista a motore?

L’istituzione della settima AMP della Sardegna (che porta l’isola al primato nazionale insieme alla Sicilia) comporterà l’introduzione di una zonizzazione (Zone A, B e C). Per chi naviga a motore, questo significa:

Regole sull’ancoraggio. Proteggere la Posidonia significa che l’ancoraggio selvaggio sarà limitato a favore di campi boe o zone a fondo sabbioso segnalate.

Velocità e Navigazione. Saranno definiti corridoi di accesso e limiti di velocità più stringenti per ridurre l’impatto acustico e l’erosione costiera.

Qualità dell’acqua. Meno pressione significa un mare più pulito e una pesca (regolamentata) più ricca per il futuro.

Campi boe: dove e come ormeggiare

Nella nuova AMP di Capo Spartivento le regole per l’ormeggio sono cambiate radicalmente rispetto al passato per proteggere i fondali di Posidonia. Dimenticate l’ancoraggio libero degli anni scorsi. Nelle Zone A (Riserva Integrale) sono vietati sia il transito che la sosta alla fonda, mentre nella Zona B è comunque vietato calare l’ancora. I controlli della Capitaneria di Porto di Cagliari sono già stati intensificati per questa stagione inaugurale.

A beneficio del turismo nautico, tuttavia, attualmente la riserva offre ben 16 campi boe stagionali con gavitelli disponibili per l’ormeggio nelle seguenti zone:

Zona B (Riserva Generale): comprende l’area di Cala Cipolla e lo specchio acqueo davanti al Faro di Capo Spartivento. Qui l’ancoraggio è severamente vietato e potrai sostare solo utilizzando le apposite boe.

Zona C (Riserva Parziale): include i tratti di costa più ampi intorno a Chia (Su Giudeu) e verso Capo Malfatano. In quest’area l’ormeggio sarà possibile sia ai gavitelli che, in alcuni punti specifici, tramite ancoraggio su fondali sabbiosi (lontano dalla Posidonia), sempre seguendo le indicazioni del regolamento disciplinare 2026.

Come ottenere l’autorizzazione all’ormeggio

Per ormeggiare ai campi boa è necessario verificare la disponibilità dei posti tramite la mappa in tempo reale sul sito ufficiale dell’AMP oppure contattando gli uffici dell’AMP presso il Comune di Domus de Maria prima di arrivare in zona; quindi pagare un ticket giornaliero tramite il portale online che il Comune sta allestendo in questi giorni (simile a quello di altre AMP sarde come Villasimius o Tavolara). Se non si trova posto alle boe, i porti turistici più vicini al di fuori dell’area protetta sono Marina di Teulada (a Ovest) e Marina di Perd’e Sali o Cala Verde (a Est).

 

 

Una sfida di “Sviluppo Blu”

L’obiettivo dichiarato dal Sottosegretario all’Ambiente Claudio Barbaro è equiparare queste aree ai parchi nazionali, garantendo risorse e strutture. Per noi che amiamo scendere in acqua, la sfida è trasformare Capo Spartivento in un modello di turismo nautico d’eccellenza, dove la bellezza selvaggia resta intatta ma diventa fruibile attraverso servizi moderni e sostenibili.

La rotta è tracciata: Capo Spartivento resta uno dei punti più spettacolari del Mediterraneo, da oggi ancora più prezioso da scoprire (e rispettare) a bassi giri di motore.

David iNgiosi

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