Ormeggio, non ti temo! Guida a come manovrare in porto senza problemi

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ormeggio assistito joystick

ormeggio assistito joystick

Le innovazioni riguardanti l’ormeggio assistito, tra tutte le tecnologie che arrivano in aiuto ai diportisti, sono quelle più in rapida crescita. Al momento, nelle varie forme, più o meno evolute e automatizzate, sono una decina i sistemi offerti da altrettanti produttori per risolvere il problema dell’attracco in banchina.

A lavorarci sono sia i produttori di motori, sia entro sia fuoribordo, sia chi si occupa di software e automazione di bordo e impianti. E l’approccio diverso al problema, genera soluzioni che convergono allo stesso servizio, ma con modalità differenti. Dei punti in comune, al di là del fine, tuttavia esistono.

Ormeggio assistito e joystick. Un binomio indissolubile

Di base tutti i sistemi hanno un joystick con il quale si manovra la barca, che dev’essere e dotata di due motori e (ma non necessariamente per tutti) un bow thruster, l’elica di prua (e in questo caso il motore può essere anche singolo). Una centralina interpreta i segnali che arrivano dal timoniere e modifica angolo dei motori, verso e direzione di rotazione dell’elica e suo regime per eseguire gli ordini al centimetro.

Tramite il comando ben conosciuto agli appassionati di videogiochi, si riesce così a governare l’imbarcazione in maniera molto precisa, riuscendo anche a muoverla lateralmente in modo da ormeggiare limitando le difficoltà generate da vento, onde e correnti, dal poco spazio a disposizione per manovrare o dalla poca pratica di chi è al timone. Soluzione utilissima quindi anche per le barche da charter, che spesso sono affidate a dei diportisti non necessariamente esperti di ormeggio, anche se dotati di patente nautica.

Con entrobordo o fuoribordo ormeggiare non è un problema

Evinrude iDock Piloting System Pontoon Boat Docking

Visto il necessario intervento di un software che gestisce le risposte dei motori in base agli input del joystick, è stato possibile anche integrare altre funzioni che rendono la barca ancora più docile, come la possibilità di mantenere costanti la posizione tramite ancora virtuale (in pratica si mantiene il punto nave GPS tramite continui aggiustamenti), la prua e la rotta. Ovviamente ogni produttore modula quante e quali funzioni offrire nei suoi sistemi.

A giocare su questo tavolo sono Evinrude, Mercury Marine, Yamaha per i fuoribordo, anche se il secondo offre sistemi per tutte le tipologie di propulsione. Per gli entrobordo si aggiungono poi le soluzioni proposte da ZF e da Seastar con Optimus 360. Inoltre entrano in gioco anche Xenta e Yacht Controller. Quest’ultimi due hanno un vantaggio non da sottovalutare. Siccome il joystick è un radiocomando, o il radiocomando è comunque offerto  nell’ecosistema di governo, tale postazione di comando può essere usata da ogni punto dell’imbarcazione e non solo dalla consolle di guida. .

Oltre al joystick, c’è l’ormeggio guidato

ormeggio assistito Volvo

Infine sono puoi sistemi più evoluti ancora come quello messo a punto da Volvo Penta che rende l’ormeggio automatico, ma è ancora in fase sperimentale e ha il limite di funzionare solo nel proprio posto barca, vita la necessità di sensori in banchina. Oppure la via di mezzo proposta da Raymarine con il DockSense. Sfrutta le termocamere Flir e altri sensori per regolare in automatico il funzionamento dei motori in modo da non avvicinarsi oltre una distanza stabilita dalla banchina o da qualsiasi altro ostacolo. In pratica, anche se ci provi finché il sistema è inserito, non puoi abbordare nulla. Simile, ma senza l’intervento diretto sui motori è Ecab di Astra Yacht, un sistema di bordo di ausilio audiovisivo all’ormeggio. Evidenzia ostacoli, distanza dagli stessi, eventuale allontanamento o avvicinamento, tempi di impatto sfruttando videocamere e sensori di distanza. 

1 Comment

  1. Tony P. ha detto:

    Articolo ECCELLENTE, comprensibile anche per i non ” addetti ai lavori “. Complimenti!
    Un cordiale saluto.

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