Osmosi, cos’è e cosa rischia la tua barca

Cranchi Settantotto, è nata una nuova ammiraglia made in Italy
29 Dicembre 2019
F line 33 Fairline Yachts
F//Line 33 di Fairline Yachts, una veloce scultura sull’acqua
30 Dicembre 2019

L’osmosi in barca (o osmosi della vetroresina) è un fenomeno abbastanza comune e potenzialmente molto dannoso se non diagnosticato in fretta. In linguaggio chimico l’osmosi è un fenomeno che permette il passaggio di un liquido attraverso una parete o una membrana semipermeabile. E l’osmosi delle barche cos’è?

Osmosi barca: come risconoscerla

Quando si parla di osmosi in barca si intende una cosa semplice, ma poco piacevole: l’assorbimento di acqua di mare da parte della vetroresina. Questo avviene quando nella vetroresina sono state lasciate delle bolle d’aria al momento della stratificazione. Tali bolle si riempiono d’acqua e il processo va avanti indefinitamente. Con la conseguenza che questi spazi si gonfiano e si propagano, causando l’indebolimento dello scafo. La conseguenza dell’osmosi quindi è l’aumento di umidità nell’imbarcazione.

Osmosi della vetroresina

Il passaggio, in genere di acqua, avviene dalla soluzione meno concentrata a quella più concentrata. L’acqua passa attraverso la membrana semipermeabile per portare alla stessa pressione osmotica le due soluzioni. Per questo quando facciamo il bagno in mare le dita ci diventano rugose: le nostre cellule hanno buttato fuori acqua per cercare di… diluire il mare. Non sempre la fisiologia compie scelte intelligenti, nell’immediato. Comunque, senza dilungarsi troppo su leggi fisiche e dintorni, vediamo come riconoscere i segni dell’osmosi sulla vetroresina.

Osmosi 

Mentre avete la barca sull’invaso, controllate la carena per prevenire i fenomeni di osmosi. Per capire se anche la vostra barca ne soffre, verificate con un tecnico specializzato lo stato della carena una volta alata. Spesso si presenta con piccoli rigonfiamenti di pochi millimetri di diametro con la superficie rugosa che, con il passare del tempo, aumentano di dimensioni fino a spaccare lo strato esterno del gelcoat. Lo strumento più utilizzato per ottenere una prima analisi della carena è l’igrometro, che permette di misurare il livello di umidità dello scafo. Lasciando a secco la barca tale valore diminuirà ma non avrete certo trovato la soluzione al problema. Se le macchie di osmosi sono concentrate e le analisi le definiscono di superficie, potete agire con degli elettroutensili che rimuovono il gelcoat superficiale in modo uniforme, senza alterare le linee della carena.

NAVIGA INFORMATO!

Per rimanere aggiornato su tutte le news sulla nautica, selezionate dalla nostra redazione, iscriviti alla newsletter di Barche a motore! Basta cliccare il link qui sotto, accettare la Privacy Policy e cliccare sul bottone “Iscrivimi”. Riceverai così sulla tua mail, due volte alla settimana, le migliori notizie di barche a motore! È gratis e ti puoi disiscrivere in qualsiasi momento, senza impegno! CLICCA QUI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *