Patentino Nautico. Un’idea intelligente fermata (per ora) dalla burocrazia

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Foto d’archivio – Nimbus T8 – Prua

Il 29 maggio un comunicato di Confindustria Nautica ha fatto tornare alle luci della ribalta la questione “patente nautica”. Del resto, mettere mano ai limiti e alle modalità di conseguimento della patente nautica sembra essere uno degli hobby preferiti dall’Autorità in materia, un po’ come il Ministero dell’Istruzione cambia l’esame di maturità un anno sì e l’altro pure.

Ebbene, questa volta, dopo numerosi interventi e modifiche – più o meno utili, giudicate voi – sembra venga finalmente data ai diportisti una nuova, interessante, opportunità: una mini-patente o patentino nautico che dir si voglia.

Dov’è finito il patentino nautico

Il termine “sembra” è riferito al fatto che, al momento, non è disponibile un testo completo da esaminare, e probabilmente non lo sarà fino alla sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Per ora, bisogna accontentarsi di quanto riportato nel comunicato della stessa Confindustria, sicuramente ben informata, in quanto la modifica è proprio il risultato di un lavoro congiunto dell’Associazione nazionale di categoria e il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti.

Così recita il comunicato, a proposito del patentino nautico: “Rilasciato dai 16 anni di età, per la navigazione diurna entro 6 miglia dalla costa, con unità fino a 12 metri (per i minori il patentino è limitato a 10 metri), può essere conseguito a seguito della frequenza obbligatoria di un corso formativo presso le scuole nautiche, integrato da esercitazioni pratiche di navigazione e manovre a motore, e al superamento di una prova a quiz finale.”

Inutile dire che l’efficacia del provvedimento dipenderà tutta dall’attuazione pratica dell’ultima fase. Se questo percorso formativo, rappresentato dall’insieme: corso + esercitazioni + esame, sarà veramente più semplice, rapido e – soprattutto – economico dell’attuale patente nautica, potremmo assistere ad una grande diffusione di questa licenza. Le ricadute positive saranno, in primo luogo, ovviamente sulla sicurezza di tutti gli utenti del mare, ma potremmo vedere benefici anche sul mercato della piccola nautica, non più castrata dalle limitazioni in potenza e cilindrata cui siamo ormai abituati.

A proposito di potenze e cilindrate c’è un’incognita importante e sul comunicato di Confindustria Nautica non se ne fa menzione. Ci si augura che sia stata recepita la lezione dell’ultimo cambio di normativa sulla cilindrata, quando da un giorno all’altro un gran numero di motori fuoribordo (il caso “Evinrude”) ed entrobordo erano diventati improvvisamente “da patente”. Oltre alla rabbia dei diportisti per la “beffa” c’erano anche state ricadute importanti sul valore economico di quei motori. L’auspicio è che questa volta sia stato considerato quello che è attualmente disponibile sul mercato dei motori, prima di rendere “fuori patentino” una buona fetta di questi.

Patentino nautico: perché può essere d’aiuto

Chi scrive va per mare da quando aveva 5 anni. Parliamoci chiaro, conosciamo tutti le infrazioni più comuni che, spesso, sono anche la causa della maggior parte degli incidenti gravi: alta velocità e mancato rispetto delle distanze. Dalle boe, dalla costa, dalle altre unità.

Eppure quante volte, uscendo nelle affollate domeniche estive, si vedono 15 metri aprire a 20 nodi a pochi metri dall’uscita dal porto, magari alzando 2 metri d’onda che rischiano di mettere in serio pericolo la povera pilotina di 6 metri che sta uscendo con a bordo tutta la famiglia.

Potreste giustamente obiettare che chiunque di questi maleducati ha la patente, e che quest’ultima non garantisce l’avere anche il buon senso. È certamente vero, ma il punto è un altro: per andare in mare in sicurezza non servono tante nozioni e relative ore e ore di corsi e studio. Basterebbe fare attenzione a velocità e distanza. E una sana occhiata alle condizioni meteomarine.

Pochi concetti, ma fondamentali, che dovrebbero essere sempre nella mente di ogni diportista, assimilabili in poche ore di spiegazioni e relative verifiche, magari effettuate in un solo week-end, al termine del quale si ottiene già la licenza. Non che sia necessario aspettare uno o due mesi il documento firmato dalla Capitaneria. A buon intenditore poche parole.

In questo modo si potrebbe pensare a rendere questa licenza sempre più diffusa, e magari, gradualmente, anche obbligatoria, senza azzoppare tutto il settore delle locazioni di piccole unità.

Aspettando l’ufficiale di 2° classe…

Ultimamente c’è stato molto fermento per semplificare e sciogliere alcuni dei nodi principali che ostacolano i mestieri del mare e la fruibilità di quest’ultimo. Il 5 febbraio di quest’anno è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto del 13 dicembre 2023, che istituisce la figura dell’Ufficiale del diporto di 2° classe. Il 20 maggio scorso è uscito il Decreto Dirigenziale che ne esplicita i metodi di esame.

E cosa c’è di strano ad aspettare cinque mesi per un decreto in Italia? Nulla, anzi. Il problema, però, è che attualmente, a quasi 2 mesi dal suddetto decreto, contattando due Capitanerie diverse, in due parti del Paese, per sapere come poter sostenere l’esame in questione, entrambe hanno risposto sostanzialmente “per ora non sappiamo nulla”.

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20 commenti su “Patentino Nautico. Un’idea intelligente fermata (per ora) dalla burocrazia”

  1. Buona idea, l’unico problema è che inoleggiatori lavorano al 90% con natanti motorizati con motori fuoribordo da 40 hp, se dovessero mettere il patentino, il nostro lavoro scomparirà come è successo con le moto d’acqua.
    La maggior parte dei nostri clienti non ha la patente, ed e nostra cura insegnare le basi x la sicurezza in mare
    Mario

    1. Sig. Mario, con tutto il rispetto per la sua – vostra professione, ritengo che qualsiasi mezzo galleggiante dotato di motore debba essere utilizzato solo da chi ha conseguito la patente, come è stato fatto per i ciclomotori.
      Provi ad andare in Croazia. Anche un Tomos da 5 HP senza patente non lo si può noleggiare

    2. enrico paziani

      Il noleggio uno dei casi più rischiosi, 40 hp che possono essere 60 o 70 in mano a persone inesperte è molto rischioso, il patentino obbligatorio per tutti i diportisti come in Germania, ci so o patenti per mare ed acque interne per motori piccoli e grossi, si limiterebbero incidenti wd avremo persone minimamente formate.

  2. Permettetemi di dissentire.
    Così come per qualunque automobile a noleggio è richiesta la patente così dovrebbe essere per qualunque mezzo a motore sull’acqua .
    E senza alcun tipo di limiti.
    Hai un motore, anche di 6 cavalli? Patente!!!
    Ogni estate vedo orde di persone incompetenti e impreparate a condurre natanti mettendo in pericolo bagnanti, barche ed equipaggio.
    Capisco gli interessi di chi ci lavora ma per portare a casa lo stipendio non si può dare in mano a cani e porci qualunque cosa galleggi e abbia un motore.
    La coscienza di chi noleggia a persone impreparate, sapendo che possono provocare disastri, che gli dice?
    In mare non si scherza!
    Si dovrebbe fare una legge che obblighi a prepararsi seriamente per conseguire una patente.
    Per ogni potenza di motore. Punto.
    Chissà come mai qualunque motore deve essere assicurato….ma poi non serve la patente se sotto 40,8 cv….
    Mi sa che le assicurazioni sono un po’ più lungimiranti.
    Un po’ di coerenza non guasterebbe ma, in Italia, ormai è merce rara.

    1. TUTTO GIUSTO. Ma ormai in Italia con la scusa dei “posti di lavoro” non si fa più nulla di intelligente. Patente per tutti i motorì terrestri e niente per il 90% delle imbarcazioni che circolano nelle acque in estate? Dov’è la logica? PROFITTO e basta ormai è solo questo che conta, ma non solo nel mondo della nautica.
      Sempre più potenti e pericolosi i motori che affidano in mano a persone che non sanno neanche come ancorare, che poi sono 40CV sulla calandra, ma dentro sono portati a 60 CV.
      Che dire, così va il mondo e noi non riusciamo a cambiare le cose.
      Per quanto riguarda l’educazione in mare poi non c’è l’esempio neppure dei professionisti che organizzano gite con decine di turisti a bordo, si infilano dappertutto ed ancorano pesantissime ancore sulla posidonia strappandola tutta….si predica in un modo e si razzola in un altro.

    2. Quei 40,8 cavalli diventano per magia 60 /70 levando la famosa flangia con i buchi sottili, poi con 70 cavalli diventa un missile su un guscio di vetroresina

  3. Aggiungo un ulteriore commento.
    Voi scrivete nell’ articolo: “per andare in mare in sicurezza non servono tante nozioni e relative ore e ore di corsi e studio. Basterebbe fare attenzione a velocità e distanza. E una sana occhiata alle condizioni meteomarine.”
    Perdonatemi ma dovreste sapere meglio di me che non è così, di nozioni e relative ore e ore di corsi e studio ce ne vogliono, eccome!.
    A cominciare da basi semplici semplici, come un nodo in galloccia, un parlato, una gassa, per passare ad un corretto utilizzo VHF, recupero uomo a mare, ormeggio, disormeggio, ancoraggi,
    Leggere poi una carta, saper preparare una rotta, una uscita, saper valutare rollio, beccheggio, sicurezza equipaggio a bordo, ecc. ecc. ecc. …..
    Per favore, non mi dite che per queste cose basta un fine settimana, non sareste seri.
    Per iniziare a parlarne, sicuramente.
    Non certo per averne padronanza.
    Se ti trovi con uomo a mare, 1 metro d’onda o più, vento, stress….o sei preparato o quello annega.

    1. Caro Alessandro, tutto giusto MA io navigo da quando avevo 18 anni e ora sono a 60. Quanto dici sarebbe corretto per navigare oltre le 6 miglia. Ma per navigare a vista costa non servono le carte, oltre a sfidarti a trovare posto per aprire una carta nautica su una barca da 5 metri. Magari è utile spiegare come usare un GPS (plotter) visto che per molti si chiama ancora “tomtom”. Per i nodi, ok ad insegnare come fare due/tre nodi utili, ma magari dare un senso a tutta la sicurezza che serve, dove e come attraccare. Io darei, ha chi ha conseguito la patente, anche già istruzioni su come utilizzare il VHF e la sua licenza d’uso come operatore che in mare, a volte, è più utile di un salvagente o dei “remi”.

  4. Salve, condivido appieno, sto facendo la Patente nautica, navigo per ora solo sul
    Lago, anche qui pieno di probabili patentati che nulla sanno di precedenze e del minimo salariale, spesso stranieri incuranti di ogni regola, basterebbe una patente base, e via man mano con il grado in base all’uso al dove si usa alle dimensioni , troppe cose che finito l’esame per il comune navigante andranno perse, peccato , grazie michel.

  5. Gianenrico Cravenna

    Un articolo semplicemente PERFETTO!
    Da (sostanzialmente) velista mi complimento e condivido in pieno.
    Aggiungo 2 punti:
    -PATENTINO: ho letto su altre testate web di un limite a max 115hp; questo consentirebbe a 16nni di condurre moto d’acqua (chebpartono da 60 hp per superare i 300hp).Sarebbe opportuno una modalità d’esame pratico volto a verificare attitudine e capacità di condurre in sicurezza un PWC
    -2nda Classe: manca una formale indicazione degli Enti e Società accreditate a rilasciare i titoli/brevetti prodromici alla domanda d’esame (a “norma” STWC sarebbero: PSST, First Aid Non Medical, Fire Fighting Elementary e SRC.
    Ma il testo NON fa riferimento alla norme STCW ma appunto a Sicietà ed ENTI A CARATTERE NAZIONALE riconosciuti dal Ministero Si da il caso che la World Sailing Organization ( cui per l’Italia appartiene la FIV) ha un corso OSR 6-01 che copre i requisiti del PSSR e che abbia Corsi pevFA e FF. Si intenderà “equipararli”? Tutti o solo alcuni?
    Grazie per l’attenzione
    Gianenrico Cravenna

  6. Altro che semplificazione. Sarebbe un altro passo verso il baratro, assieme alla categoria “natante” esistente solo in Italia.

    1. Concordo perfettamente con tutti coloro che sono a favore della patente per qualsiasi tipo di motore. Dirò di più, visto che “la mamma degli imbecilli” è sempre incinta, oltre alle sanzioni, inserirei anche la patente a punti in quanto oltre che avere la patente, bisogna dimostrare buon senso e rispetto delle regole nautiche.

  7. Personalmente ho la patente nautica da più di 15 anni ho visto delle scene da panico, giusto che si asumino le proprie responsabilità

  8. Giovanni Cravenna

    “Un articolo semplicemente PERFETTO!
    Da (sostanzialmente) velista mi complimento e condivido in pieno.
    Aggiungo 2 punti:
    -PATENTINO: ho letto su altre testate web di un limite a max 115hp; questo consentirebbe a 16nni di condurre moto d’acqua (chebpartono da 60 hp per superare i 300hp).Sarebbe opportuno una modalità d’esame pratico volto a verificare attitudine e capacità di condurre in sicurezza un PWC
    -2nda Classe: manca una formale indicazione degli Enti e Società accreditate a rilasciare i titoli/brevetti prodromici alla domanda d’esame (a “norma” STWC sarebbero: PSST, First Aid Non Medical, Fire Fighting Elementary e SRC.
    Ma il testo NON fa riferimento alla norme STCW ma appunto a Sicietà ed ENTI A CARATTERE NAZIONALE riconosciuti dal Ministero Si da il caso che la World Sailing Organization ( cui per l’Italia appartiene la FIV) ha un corso OSR 6-01 che copre i requisiti del PSSR e che abbia Corsi pevFA e FF. Si intenderà “equipararli”? Tutti o solo alcuni?
    Grazie per l’attenzione
    Gianenrico Cravenna”

  9. Non avete mai visto le hauseboat che vengono noleggiate in laguna a venezia senza patente nautica? Le trovi di traverso nei canali , open con il famoso 40 cavalli ( elaborato a 60 / 70 ) andare uso autocontro ( c’è stato un video che ga fatto il giro del mondo) ,oppure chi va sempre vicino alle” Bricole ‘ anche se sono a sinistra del senso di marcia, ?, al massimo senza patente potrebbe essere guidata una barchetta da 4 metri con un mootore da 8 cavalli,, ( io sono un abitante della laguna nato e vissuto un barca da 60 anni)

  10. Asta Augusto

    Il problema e anche che per prendere la patente nautica entro le 12 miglia ci vuole la laurea stanno complicando tutto

  11. Non meno di due giorni fa in sud Sardegna ( Villasimius) tre ragazzetti con gommone a noleggio passano a 5 metri da noi in barca a vela, a manetta senza il benché minimo rispetto né delle norme né di un minimo di senso civico… È la cosa si è ripetuta più volte durante la giornata.. mi spiace ma personalmente penso che la patente nautica debba essere obbligatoria per tutti al di là della potenza del motore, meglio regole più rigide che morti in mare!

  12. La patente deve essere d’obbligo per formare troppi incapaci alla navigazione. Poi si spera sempre nel buon senso e rispetto di tutti i naviganti. In acqua non si scherza….si sparisce.

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