Pavia-Venezia. Perché dopo quasi 100 anni è tra le gare di barche più belle al mondo

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Mentre si scaldano i motori, anche se con le temperature di questi giorni non è proprio il caso, è tutto pronto per iniziare. È l’ora della Pavia-Venezia, il raid motonautico più lungo e antico al mondo datato 1929 con i suoi 400 e rotti chilometri di percorso tra Ticino e soprattutto Po. Una competizione che è anche la storia di un territorio, di un fiume, di piloti che osano, di adrenalina pura: insomma, una festa della motonautica d’acqua dolce, dal fascino inalterato. E ci fermiamo qui con gli aggettivi perché si potrebbe proseguire all’infinito.

Foto di Andrea Paternò

Pavia Venezia

E l’edizione di quest’anno, la numero 73, con la regia dell’Associazione Motonautica Pavia e dell’Associazione Motonautica Venezia, rappresenta un altro passo importante verso la celebrazione di un secolo di storia della Pavia -Venezia, che, senza ombra di dubbio è anche la storia della motonautica italiana con i suoi alti e bassi ma con quel richiamo emotivo che va oltre con l’orgoglio di poter dire «Io la Pavia-Venezia l’ho corsa».

Foto di Andrea Paternò

Retorica? Forse per qualcuno ma per meglio capire cosa significa partecipare a questo raid bisogna averlo vissuto, capito e amato. In acqua c’è un team, un numero legato ad un natante ma poi a terra c’è tutta una organizzazione pronta a intervenire, ad assistere il concorrente. Una sorta di “sistema” che fa della Pavia-Venezia un evento unico, irripetibile. Sì perché dietro una vittoria, un piazzamento, o un semplice arrivo c’è sempre una storia da raccontare.

Foto di Andrea Paternò

Vincere dopo essere finito in secca

Molti anni fa un pilota di motonautica decisamente bravo che purtroppo ci ha lasciato mi fermò durante una competizione e mi disse: «Sai, la settimana scorsa ho potuto finire e vincere nella mia categoria alla “Pavia-Venezia” grazie a un tuo amico piacentino che non finirò mai di ringraziare».

Dopo un attimo di perplessità e smarrimento – perché non riuscivo a capire cosa c’entrasse un mio amico piacentino con la Pavia-Venezia – ecco risolto il mistero.

In sintesi: quel pilota era finito su una “secca” del Po fortunatamente senza subire danni ma sarebbe stato costretto al ritiro se un gruppo di persone trovatesi in zona casualmente e “capitanate” (incredibile ma vero) da un mio amico non avessero letteralmente spinto la barca nuovamente in acqua dando così la possibilità al concorrente di tornare in gare e pure di vincere.

Storie che fanno sorridere nell’era del digitale e del tutto pianificato ma che rendono questo raid più umano e imperdibile. Ma fermiamoci qui con i preamboli.

Perché è una gara affascinante: il percorso

Si va in acqua domenica 31 maggio alle 7 in punto con i primi start per gli oltre 90 iscritti. E c’è subito una novità. Il Comitato Organizzatore, a causa delle gravi carenze idriche riscontrate nel primo tratto fluviale compreso tra Pavia e Isola Serafini (Ticino e Po), ha deciso di trasferire la partenza del 73° Raid Pavia Venezia a San Nazzaro d’Ongina (frazione di Monticelli d’Ongina, Pc), a monte della Conca di Isola Serafini. Di conseguenza, il primo settore di gara è da considerarsi annullato. Il percorso sarà quindi accorciato di circa 100 km a beneficio però della sicurezza dei concorrenti.

Foto di Andrea Paternò

Dopo il via il primo passaggio importante sarà alla Conca di Isola Serafini, un primo tratto cronometrato di 146 chilometri, il rifornimento – facoltativo – a Torricella di Sissa e il secondo tratto cronometrato di 215 chilometri da Torricella di Sissa a Voltagrimana; quest’ultimo comprende la porzione Revere- Pontelagoscuro, valida per l’assegnazione della leggendaria e prestigiosa Coppa Montelera. Il raid si concluderà per tutti a Brondolo, nel comune di Chioggia, all’approdo del Club Nautico Marina del Sole. I primi cinque partecipanti classificati assoluti e i primi tre di ciascuna classe si muoveranno poi in convoglio nella Laguna Veneta per raggiungere l’Arsenale di Venezia dove, all’interno del 7° Salone Nautico di Venezia, saranno celebrati con la premiazione ufficiali. Pronostico? Difficile da fare anche perché non ci sarà al via Guido Cappellini: dopo tre vittorie consecutive del raid dal 2023 al 2025, ed il record conquistato nell’edizione dello scorso anno, il dieci volte Campione del Mondo F1 Motonautica si concederà una pausa, anche perché impegnato nel ruolo di Team Manager in un concomitante evento.

Cappellini da record: 207,26 km di velocità media

Nell’edizione 2025 del Raid Pavia Venezia Cappellini ha riscritto la storia della Pavia- Venezia. Infatti, a bordo del suo scafo DAC motorizzato Mercury da 430 cavalli, ha infranto il record di Dino Zantelli che resisteva dal 2005, volando sul pelo dell’acqua a una media di 207,26 km/h. Staremo a vedere anche se l’esperienza di Giampaolo Montavoci (Offshore classe 3) giocherà un ruolo importante. Attenzione però: tra gli equipaggi che domenica mattina si contenderanno sia la vittoria assoluta, sia quella nelle varie categorie, ne spiccano ben 16 a bordo di scafi storici: sei racer tre punti, le inconfondibili monoposto d’acqua che monopolizzarono le gare dagli anni ‘40 fino agli anni ’80 e 10 barche con carena a “V”.

 

Un gruppo coordinato dall’Associazione Barche da Corsa Storiche (ente neo- aderente all’ASI) del quale fa parte anche l’equipaggio formato dal campione del mondo Offshore 1981 Pietro Silva con al suo fianco il presidente ASI Alberto Scuro. A loro disposizione il celebre Abbate Rothmans Trophy del 1982 spinto da un motore Suzuki quattro tempi da 200 cavalli di potenza, per l’occasione alimentato a bio- benzina rientrando nel programma ASI Net-Zero Classic. In gara anche il Vehicule Racing Team che proverà a difendere il titolo guadagnato lo scorso anno.

vehicule

Infine, una curiosità. In gara ci saranno anche cinque team di sci nautico velocità disciplina che negli anni Ottanta spopolava in Italia. Uno di questi team è formato dall’italiano Alberto Todeschini (65 anni) con l’americano Mike Avila (68 anni), due grandi del passato (amici da sempre grazie allo sport) che si sono preparati da mesi per questa gara. Todeschini farà il primo pezzo sino a Torricella, Avila sino al traguardo. A pilotare la barca dei due (un Mostes – Mercury) sarà Piero Gregorio consigliere della Federazione Italiana Surfing, Sci Nautico e Wakeboard, osservatore Andrea Vitali. La sfida è lanciata ad un altro veterano del gruppo, Devid Conti (Albatro – Marine Power) pilotato da Massimiliano Odierna con osservatore Luca Di Lelio pure lui ex sciatore. Obiettivo per tutti: arrivare al traguardo, la prima sfida.

Mike Avila, a sinistra, e Alberto Todeschini, a destra

 

Marco Corti

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