Pavia-Venezia, la religione della velocità. “Contro un banco di sabbia a 75 nodi, ci siamo quasi ribaltati. Ma abbiamo vinto la gara”

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vehicule
Véhicule Racing Team

Correre in barca per 400 km a tutto gas non è uno sport per timidi. C’erano una volta i grandi piloti con le loro vite spericolate che vi abbiamo raccontato in questo articolo. Oggi la passione per la velocità in acqua non è finita. Ci sono corse come la Pavia-Venezia che attirano appassionati da tutto il mondo: a questo giro per la 73esima edizione, ben 96 iscritti e 76 partenti effettivi. All’arrivo, però, parecchi in meno. Solo 55 imbarcazioni sono riuscite a completare questa corsa massacrante. In un percorso così lungo le insidie sono tante, tantissime e sono legate agli scafi, ma anche alle caratteristiche del percorso dove, correndo a oltre 60-70 nodi, il rischio di finire su un banco di sabbia non è certamente secondario.

Quando conta solo vincere

“Il secondo posto è un modo elegante per dire che hai perso”.

Una scritta a pennarello in plancia di comando, proprio accanto alle manette del gas. Una sorta di vademecum. Se stai pensando di rallentare e ti casca l’occhio su quello, beh, sai già come andrà a finire. Siamo a bordo della barca del Véhicule Racing Team. La Pavia-Venezia è una delle classiche del team che l’anno scorso ha messo per la prima volta la prua davanti a tutti nella propria categoria e che quest’anno ha bissato, vincendo in categoria 3:1 con 137,06 km/h di media. (Qui le classifiche complete 2026).

A bordo del Bernico FTX27 del Véhicule Racing Team
A bordo del Bernico FTX27 del Véhicule Racing Team: “Second place is just a fancy word for losing”

Dietro questa squadra c’è Christopher Kippenberger. È un regista, produttore ed è la mente dietro “Véhicule“.

“VÉHICULE è l’unica rivista dedicata ai mezzi di trasporto d’avanguardia. Non è per tutti”. Lo dice chiaro e tondo. Raccontare in modo brutale con uno stile tutto suo i fatti e i personaggi più appassionanti e controversi delle barche a motore, ma non solo. Immagini inedite, difficili da recuperare quelle che trovate qui sotto in questo video sulla storia della Pavia-Venezia.

 “Siamo finiti in un banco di sabbia a 140 km/h”

Il Véhicule Racing Team ha ottenuto il 4° posto assoluto nella classifica generale con il tempo di 1 ora, 55 minuti e 8 secondi, a una media di 137,06 km/h. Il racconto della gara dell’equipaggio formato da Jan e Paul Korteland rende l’idea di cosa sia, ancora oggi, questa gara.

“All’inizio – racconta Jan Korteland a fine gara – avevamo una velocità davvero pazzesca, andavamo a più di 140 chilometri orari. E ci ho lavorato duramente per riuscire a far viaggiare una barca del genere a quel ritmo, quindi è stato bello vedere che lo sforzo ha pagato. Ma sfortunatamente siamo finiti sul lato sbagliato di un’isola e, proprio mentre ce ne stavamo accorgendo, abbiamo preso in pieno un banco di sabbia a oltre 140 all’ora. La barca ha rallentato di colpo, nel giro di un secondo. Ci siamo quasi ribaltati, ma siamo riusciti a tenerla dritta. In realtà siamo letteralmente saltati sopra il banco di sabbia: la nostra fortuna è stata proprio l’andare così veloci al momento dell’impatto. Però, visto che eravamo dalla parte sbagliata, poco dopo ne abbiamo colpito un altro. Un altro ancora. Questi due urti hanno danneggiato l’elica, facendoci perdere circa otto chilometri orari sulla velocità media. Abbiamo deciso comunque di tirare dritto e continuare a correre finché il motore avesse retto. Vibrava parecchio, ma cambiare l’elica ci avrebbe fatto perdere troppo tempo”.

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