Pesca costiera, con che barca praticarla? 5 modelli da 6 a 15 metri

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Pescare dalla barca
A pesca dalla barca

La scelta della barca con cui andare a pescare è una valutazione che, se possibile, non andrebbe mai lasciata al caso, anche se ci dedichiamo solo alla pesca costiera. Partiamo dal presupposto che vi abbiamo anticipato: per la pesca costiera possono essere idonee tante tipologie di barche, dai piccoli gozzi ai potenti fisherman, ma la domanda da porsi allora, oltre alle ovvie valutazioni sul budget, è: come voglio pescare, con che tecnica, e in che condizioni meteo sono disposto a inseguire la preda dei miei sogni?

Questa riflessione va fatta perché per pescare sottocosta, al massimo a un paio di miglia o poco più da essa, non servono dei mezzi eccezionali di per se. Ma tutto può cambiare se abbiamo intenzione per esempio di provare a praticare lo spinning sulle mangianze, o se siamo disposti ad affrontare una sessione anche con mare formato. 

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Andiamo a vedere 5 diverse imbarcazioni che possono adattarsi alla pesca costiera a diversi livelli: dalle “entry level” per uscite nel weekend divertenti magari sfruttando la bella stagione, a quelle per sessioni più prolungate e impegnative, che possono coniugare pesca costiera e d’altura.

Jeanneau Merry Fisher 1095 Coupé (10,5 m)

jeanneau merry fisher 1095 series
jeanneau merry fisher 1095 serie

Partiamo dal presupposto che questa barca bestseller di Jeanneau, è a tutti gli effetti un cruiser, una barca per le vacanze e i weekend in famiglia dotata di tutti i comfort con tre cabine doppie, un bagno, e una comodissima cucina esterna. Gli spazi esterni tuttavia, grazie anche a qualche opzione di personalizzazione, possono essere sfruttati facilmente durante l’azione di pesca, con la possibilità di avere spazi di stivaggio per l’attrezzatura e per installare una vasca del vivo a poppa. Nel 2026 è in vendita la Serie 2, versione aggiornata. www.jeanneau.com

3D Tender TR6 (6 m)

3D Tender TR6

3D Marine è un cantiere specializzano in ogni sorta di gommone dai pieghevoli, a quelli in chiglia rigida, che siano in vetroresina o in alluminio, ai mezzi professionali. TR6 è solo l’ultima aggiunta, ed è un RIB di 5,90 metri di lunghezza per 2,55, quindi carrellabile da gonfio. Il peso è minore di 400 kg, quindi probabilmente già con un 40 cv riuscirebbe a soddisfare la maggior parte degli utilizzi. Ma 3D offre anche due package con un due motori Suzuki un po’ più potenti: il 70 e il 100 cv.

www.3dtender.com

Boston Whaler 360 Outrage (11,12 m)

Boston Whaler 360 Outrage
Boston Whaler 360 Outrage

Impostato su una tipica disposizione a console centrale, il 360 Outrage si inserisce direttamente tra il 330 e il 380. Un’imbarcazione ideale per una platea ben più ampia di quanto non ci si possa aspettare. Il pozzetto è stato pensato per accogliere tutto quello che occorre per le battute di pesca, a iniziare dai 24 porta canne presenti in questa area. Notevoli anche le vasche per il vivo che arrivano ad una capacità di 208,2 litri di capacità. A poppa gli immancabili fuoribordo della Mercury Marine.

www.bostonwhaler.com

Regal 50 SAV (15 m)

Regal 50 SAV

Dalla Florida arriva Regal Boats, cantiere specializzato nella produzione di cruiser di varie dimensioni, che ha anche una linea (la SAV) dedicata a unità più sportive con alcuni dettagli pensati anche per la pesca. Come il Regal 50, un 15 metri spinto da 1800 cavalli, a console centrale e una zona poppiera che si presta particolarmente alla pesca. Spazi liberi, ma soprattutto due accessi laterali all’acqua che consentono all’occorrenza di salpare prede importanti con facilità. Tante possibilità per installare accessori, portacanna e vasca del vivo.

www.pagliarini.it

BFF UNIKO F34 (10,33 m)

Uniko 34 BFF
Uniko 34 BFF

Disegnato dall’architetto Paolo Savoca, è il modello d’esordio del nuovo cantiere BFF Yachts. Una fishing-machine di 10 metri che con le murate abbattibili arriva a 9,5 metri quadri di superficie, roba da maxi-rib per gli spazi che offre a bordo. Il layout di coperta è dedicato alla pesca, particolarmente libero per facilitare i movimenti. Le prestazioni sono da primo della classe: 50 nodi di velocità massima.

www.bffyachts.com

LE MOTORIZZAZIONI GIUSTE

Diciamo quindi che, parlando di motorizzazione, si può partire da un minimo di 40 cavalli, per garantirsi sempre un tot di riserva di potenza, fino ad arrivare anche a propulsioni multiple da centinaia di cavalli, perché ancora una volta non è tanto la distanza dalla costa a determinare il tipo di barca, ma il modo in cui noi intendiamo andare per mare. Per andare alla ricerca di mangianze per esempio serve una barca in grado di navigare serenamente oltre i 30 e più nodi, altrimenti la ricerca sarebbe vana. Se avvistassimo una potenziale mangianza a mezzo miglio, o la raggiungiamo in pochissimo tempo, oppure sarà quasi del tutto inutile provarci, perché salvo in casi eccezionali l’azione si svolge nel giro di pochi minuti di frenesia dei pesci.

Spinning sulle mangianze a parte, la cosa fondamentale è avere comunque dei mezzi marini, con una prua sufficientemente alta che ci consenta di tenerci un minimo asciutti in caso di mare formato. Nel caso del bolentino, e del drifting, anche la scelta di una barca cabinata, dalle prestazioni “normali”, può essere un’opzione: bolentino e drifting di solito prevedono sessioni di pesca molto lunghe, e avere una zona della barca coperta può essere un comfort aggiuntivo per brevi riposi, o in caso di meteo rigido.

Per il resto gli open, i gommoni, dai 4-5 metri in su, faranno egregiamente il loro lavoro. L’importante è sempre porsi la domanda giusta: come voglio andare per mare? E farlo in un modo rispettoso per la barca che si intende scegliere.

CHE ACCESSORI MONTARE

Sugli accessori possiamo sbizzarrirci, senza però perdere mai di vista la domanda iniziale: come voglio pescare e andare per mare? Un set di elettronica è consigliabile perché può concretamente migliorare i risultati di pesca. A partire da un buon ecoscandaglio, magari con visione live a 360 gradi, per potere avere realmente contezza su cosa caliamo i nostri inganni.

Ma non va sottovalutato anche un affidabile autopilota, soprattutto se pensiamo di uscire in coppia o, perché no, anche da soli, sarà un alleato valido. E a proposito di alleati, l’ausilio di un motorino elettrico di prua, che ci aiuta a mantenere la posizione o in spostamenti lenti, sarà un jolly di cui non potremo fare a meno una volta provato. E, per i più esigenti, un radar ci offrirà una componente di sicurezza aggiuntiva in caso di sessioni più impegnative.

Mauro Giuffrè

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