Pesca sportiva: i segreti dello spinning sulle mangianze, la tecnica più adrenalinica

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I tunnidi sono uno dei target tipici della pesca a spinning offshore

Torniamo a parlare di pesca nella nostra rubrica dedicata, e questa volta trattiamo una tecnica adrenalinica che negli ultimi anni ha preso sempre più campo in Italia: lo spinning offshore sulle mangianze. Una tecnica di pesca sportiva basata sull’utilizzo di esche artificiali per lo spinning, che si pratica sui banchi di tunnidi in caccia e prevede quindi prima la ricerca delle zone dove i predatori banchettano.

Questo tipo di pesca con le esche artificiali può essere praticata nel sottocosta ma trova una delle sue massime espressioni e difficoltà negli inseguimenti offshore alle mangianze. Si tratta infatti di un vero e proprio inseguimento: le mangianze appaiono segnalate dai gabbiani con i tunnidi che insidiano il pesce foraggio, squarciano l’acqua a volte per poche decine di secondi, e poi scompaiono e ripartono magari a distanza di mezzo miglio. 

Esplosioni in superficie, foraggio in fuga e gabbiani: sono i segnali tipici di una mangianza.

Dove cercare le mangianze

Servirà una barca potente, che possa inseguirle a volte anche a decine di miglia dalla costa, a seconda delle stagioni.  Non ci sono regole scritte sulle zone dove praticare questa tecnica: bisogna conoscere le fasce di passaggio dei grandi predatori, i tonni principalmente, e magari esplorare la superficie in zone dove a 70-80 metri di profondità si trova una secca.

Spesso sono aree che attirano su varie fasce d’acqua il pesce foraggio, e di conseguenza la presenza di predatori. Se le cacciate avvengono in superficie saranno subito segnalate dalla presenza dei gabbiani, dovremo avvicinarci il più possibile e poi cercare di spegnere il motore, e lanciare oltre la zona di caccia per passarci in mezzo recuperando il nostro artificiale. A volte però il foraggio può stazionare a mezz’acqua, ci aiuterà l’ecoscandaglio a individuarlo e potremo in alternativa calare le esche in verticale variando la tecnica. 

Il mantra in ogni caso sarà quello di fare passare i nostri artificiali attraverso i banchi di foraggio, confondendoli con i piccoli pesci, in attesa degli attacchi dei tonni. Attenzione, sarà molto probabile imbattersi nei tonni rossi, ed è importante sapere che è una specie tutelata da un preciso regolamento europeo. In Italia, le regole sono dettate dal Ministero dell’Agricoltura (MASAF) in linea con le direttive internazionali. 

Occhio alle regole per i tonni

La barca deve avere un’autorizzazione specifica rilasciata dalla Capitaneria di Porto. Ha validità triennale ed è legata all’imbarcazione, non al pescatore. Esiste una finestra temporale definita (solitamente dal 16 giugno al 14 ottobre), ma attenzione: la pesca viene spesso chiusa in anticipo con decreto ministeriale non appena viene raggiunta la quota nazionale di catture assegnata alla categoria “sportiva”. 

È consentito catturare (portare a terra) al massimo un solo esemplare di tonno rosso al giorno per imbarcazione con lunghezza minima 115 cm. Non ci sono invece limitazioni specifiche, se non quelle della taglia minima per legge e sui kg massimo di pescato a testa, per quanto riguarda le palamite, gli alletterati e i tombareli, tutte prede tipiche dello spinning offshore sulle mangianze. 

Mauro Giuffrè

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