Nuove norme sulla pesca dalla barca: tutto quello che c’è da sapere per evitare le multe

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La pesca a traina è una delle tecniche regine del sottocosta

Amici pescatori, appassionati di pesca dalla barca, per il 2026 ci sono alcune nuove regole europee che riguardano la vostra passione. Non allarmiamoci, non sono delle regole volte a penalizzare o limitare l’attività della pesca sportiva, piuttosto hanno come obiettivo quello di un più attento monitoraggio sulle specie, e in particolare su alcune a potenziale rischio riduzione degli stock.

Cosa dobbiamo sapere sulle nuove norme europee

La novità più grande è l’introduzione di RecFishing, un’applicazione mobile ufficiale (o sistemi nazionali equivalenti) che i pescatori devono usare per registrarsi come pescatori ricreativi (obbligatorio sopra i 16 anni) e dichiarare le catture in modo elettronico e giornaliero. La registrazione non è una novità, in Italia è in vigore da tempo infatti il censimento dei pescatori sportivi che prevede l’obbligo di registrarsi tramite il sito web ministeriale come pesca sportivi. La novità sta nell’app e nella segnalazione delle catture.

L’obbligo di dichiarazione giornaliera riguarda solo le specie sensibili o soggette a piani di gestione UE. Per il 2026, l’elenco include tra gli altri: Tonno Rosso (Thunnus thynnus), Spigola / Branzino (Dicentrarchus labrax), Anguilla europea (Anguilla anguilla, Pagello fragolino (in alcune zone), Lampuga (Coryphaena hippurus) e altre specie che l’UE aggiorna annualmente anche in base alla zona di pesca.

Poiché il 2026 è l’anno di avvio, è utile segnalare che sull’App RecFishing si può controllare la sezione “Specie soggette a obbligo” che viene aggiornata in tempo reale in base alla zona GPS in cui ci troviamo a pesca.

Da quando entra in vigore

Il Regolamento (UE) 2023/2842 è ufficialmente entrato in vigore il 10 gennaio 2026. Da questa data, l’impianto normativo europeo è attivo. L’obbligo pratico di registrazione delle catture dipende però dall’adozione tecnica dei singoli Stati. In Italia, il Ministero (MASAF) ha previsto una fase di transizione: la validità dei vecchi tesserini/comunicazioni del 2025 è stata prorogata (attualmente fino al 31 marzo 2026) per permettere l’allineamento con i nuovi sistemi digitali.

In caso di controlli da parte della Guardia Costiera sono previste sanzioni amministrative pecuniarie, a partire dai 100 euro,  per la mancata registrazione del pescatore o le mancate registrazioni delle catture delle specie a rischio.

Le nuove norme UE 2026 ribadiscono il divieto assoluto di vendita. Se un pescatore ricreativo viene colto a vendere anche un solo pesce: sanzione: da 1.000 € a 3.000 € (e oltre in base ai chili), sequestro del pescato e delle canne, e segnalazione per attività commerciale abusiva.

Mauro Giuffrè

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