Pesca al tonno rosso: le regole da conoscere per evitare le multe

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I branchi di tonni si avvicinano alla costa intorno al mese di maggio, per rimanervi fino ad autunno inoltrato.

La pesca dalla barca al tonno, intesa come pesca sportiva, è una delle attività più praticate dagli appassionati di pesca del nostro paese. Lo si può insidiare con la tecnica del drifiting (pescandolo in corrente da fermi con tocchi di sardina), o a spinning sulle mangianze (pescandolo con esche artificiali dedicate a questa tecnica), o ancora a traina.

Quando parliamo di tonni ci riferiamo alla grande famiglia dei tunnidi, ovvero alletterati, tombarelli e ovviamente anche il re del mare, il grande Tonno Rosso, una specie quest’ultima che è stata dichiarata in pericolo e che quindi viene regolamentata a livello Europeo con delle norme che hanno come obiettivo la sua conservazione. La pesca sportiva al tonno rosso può essere praticata, ma con delle norme specifiche e in un preciso periodo dell’anno: dal 16 giugno al 14 ottobre. Andiamo a vedere come funziona.

Pesca al Tonno Rosso: chi la governa

tonno rosso
Il tonno rosso soprattutto in età giovanile, ma anche da adulto, da vivo si distingue per queste particolari linee sottili verticali più chiare lungo il fianco. Da non confondere con tonnetti alletterati e tombarelli, che non possiedono queste striature sui fianchi.

La gestione del tonno non è una questione puramente italiana. La “regia” appartiene all’ICCAT (International Commission for the Conservation of Atlantic Tunas), un’organizzazione intergovernativa che stabilisce le quote di pesca globali.

L’Unione Europea recepisce queste direttive e le distribuisce tra gli Stati membri. In Italia, è il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF) a gestire i decreti annuali che fissano le date, i limiti e le modalità di prelievo.

Il pilastro della regolamentazione è il TAC (Totale Ammissibile di Cattura), meglio conosciuto come sistema delle quote. Ogni anno viene stabilita una quantità massima di tonno che può essere pescata in tutto il Mediterraneo e nell’Atlantico. Questa quota viene suddivisa in “quote individuali” assegnate a diverse categorie di pesca (circuizione, palangaro, tonnare fisse, pesca sportiva). Se la quota assegnata a una categoria viene raggiunta prima della fine della stagione, il Ministero ordina l’interruzione immediata delle attività.

Ogni tonno rosso legalmente pescato deve essere accompagnato dal BCD (Bluefin Catch Document). È una sorta di “passaporto” elettronico che segue il pesce dalla barca fino al bancone della pescheria o al ristorante.

Senza questo documento, il tonno è considerato illegale (pesca di frodo). Le sanzioni per chi viola queste norme sono pesantissime: si rischiano multe da migliaia di euro, il sequestro dell’attrezzatura e persino denunce penali.

La pesca sportiva del tonno rosso, quali regole?

La pesca sportiva del Tonno Rosso  è regolata con estremo rigore per evitare che l’attività amatoriale metta a rischio il ripristino della specie. Per il 2026, le norme confermano un sistema basato su autorizzazioni preventive, limiti di prelievo e finestre temporali precise.

Non basta avere l’attrezzatura da pesca e la barca; servono due documenti fondamentali. Il primo è il Censimento Pesca Sportiva (MASAF): la comunicazione gratuita da fare sul sito del Ministero (SIAN). Dal 2025/2026, questo documento deve essere obbligatoriamente allegato alla richiesta per il tonno.

Il secondo documento è il Nulla Osta della Capitaneria: serve richiedere un’autorizzazione specifica per l’imbarcazione che praticherà la pesca sportiva al tonno presso la Guardia Costiera di appartenenza. Il permesso è legato alla barca (non alla persona) e ha solitamente durata triennale.

Il periodo di pesca sportiva “con prelievo” è generalmente fissato dal 16 giugno al 14 ottobre. Tuttavia, esiste un’insidia: la quota nazionale. Se l’insieme dei pescatori sportivi italiani raggiunge il limite di tonnellate assegnate dal Ministero prima del 14 ottobre, la pesca viene chiusa con decreto d’urgenza. Una volta chiusa la quota, è possibile praticare solo il Catch & Release (cattura e rilascio immediato senza recare danno all’animale).

Taglia minima consentita

Se sei nel periodo di apertura e la quota non è esaurita, puoi trattenere il pesce solo se rispetti alcuni parametri. Quantità: massimo 1 esemplare al giorno per imbarcazione (indipendentemente dal numero di pescatori a bordo). Taglia Minima: il tonno deve pesare almeno 30 kg o avere una lunghezza (misurata dalla punta del muso alla forcella della coda) di almeno 115 cm. Divieto di Commercio: è assolutamente vietato vendere il tonno pescato sportivamente. La pena è una sanzione pesantissima e il sequestro del pescato.

La procedura post-cattura è la parte dove si commettono più errori. Prima di rientrare in porto, devi avvisare la Capitaneria di Porto via radio (VHF) o telefono. Entro 24 ore dallo sbarco, devi consegnare o trasmettere il modello di dichiarazione di cattura all’Autorità Marittima di cui ci siamo preventivamente muniti richiedendolo alla Capitaneria. Integrità del pesce: Il tonno deve essere sbarcato intero. È vietato pulirlo, tagliarlo a tranci o privarlo della testa prima dell’ispezione o del controllo in porto.

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