Piero Napolitano, parla il nuovo direttore commerciale di Jeanneau per l’Italia

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Piero Napolitano è dallo scorso dicembre direttore commerciale Jeanneau per l’Italia. Arriva nel grande gruppo francese dopo una lunga esperienza che parte dal fornire servizi di assistenza alle barche da regata, quando era ancora studente universitario a Napoli, passa attraverso esperienze con il gruppo Casarola e alcuni brand del gruppo Ferretti fino alla gestione del Riva Cannes Boat Service, l’ufficio in Costa Azzurra che cura vendita e assistenza degli yacht Riva.

Sostituisce Andrea Cragnotti, chiamato da Jeanneau a ricoprire il ruolo di Direttore Commerciale EMEA, che lascia a Napolitano un’ottima eredità con numeri tutti in segno positivo. «Infatti sarà dura tenere botta a quei risultati», scherza il neo nominato manager, che prosegue: «Anche quest’anno i risultati di vendita sono stati superiori rispetto all’anno passato e così siamo arrivati ad avere un volume di affari che ha superato del 10% i risultati del 2008, l’ultimo anno prima della crisi che ha depresso tutta l’economia e la nautica in particolare».

Cosa cambia adesso in Jeanneau?

«Per il momento direi nulla, alla fine siamo sempre sotto lo sguardo di Andrea, anche se più dall’alto. È presto per intraprendere scelte strategiche e i risultati affermano che quelle prese finora sono state azzeccate».

Più nello specifico?

«Abbiamo visto crescere in maniera significativa la nostra quota di mercato nei modelli con motori fuoribordo e nella vela e abbiamo confermato i risultati ottenuti con i modelli entrobordo e nella gamma Prestige».

Ci può dare qualche numero?

«In Italia, su 205 barche vendute a privati, 130 sono unità con motori fuoribordo, 55 entrobordo, 15 sono Jeanneau a vela e 5 i Prestige.»

Di chi è il merito, oltre che della dirigenza?

«Direi che è un concorso di meriti. C’è di sicuro il lavoro svolto sulle barche. Una delle caratteristiche Jeanneau e Prestige è non tagliare i ponti, anche estetici, con il passato; Miglioriamo un modello, lo facciamo evolvere, ma non lo rivoluzioniamo».

E questo paga?

«Prestige è diventato il primo brand a livello globale per vendite di motoryacht tra i 40 e i 60 piedi e il secondo nella fascia tra i 60 e gli 80 piedi. Direi che paga».

Quindi niente novità?

«Ci saranno di sicuro e le vedrete presto… innovazione, design e tanto altro integreranno e completeranno le gamme esistenti. Questo fa sì che un Jeanneau, a vela o a motore, o un Prestige mantegano il valore anche da usati. E questo dà fiducia. Poi lavoriamo sulla cura della clientela. A noi ci interessa consolidare prima ancora di accaparrarci nuovi clienti. Abbiamo un approccio inclusivo, ci piace tenere le porte aperte e fare arrivare più persone possibile nel mondo Jeanneau. Infine è merito della rete dei nostri 25 dealer».

Perché sono dei validi venditori?

«Più che altro perché sono ritenuti dei professionisti competenti e affidabili. Un cliente che deve cambiare barca, qualche settimana fa mi ha detto: ‘Ho ricevuto due preventivi da due dealer con una differenza di prezzo di circa il 5%. Quello che mi ha mandato la cifra più alta è un dealer storico Jeanneau. Se questa differenza ce la dividiamo equamente il dealer e io li pago volentieri la differenza in più perché so che è investita bene nel servizio che potrà offrirmi’. E se un cliente arriva a considerare il valore di ciò che compra prima del prezzo vuol dire che stiamo lavorando nella direzione giusta».

Come differenziate i vostri prodotti, solo in base alle dimensioni?

«Non solo, anche in base all’utilizzo. Per esempio un appassionato di pesca avrà necessità differenti da chi semplicemente “va in barca”. Per il primo è fondamentale la funzione, per il secondo conta di più, il comfort e il design. Per essere più specifici, per il secondo il joystick è qualcosa ormai di irrinunciabile, perché gli toglie tanti pensieri in fase di ormeggio, mentre per chi va a pesca è più importante, avere lo spazio da dedicare all’attività dio pesca, quindi guarderà più al layout che agli accessori».

G.G.

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