6 milioni per il nuovo porto di Diamante (Cosenza). Arrivano 150 posti barca

IL REGALO PERFETTO!

Regala o regalati un abbonamento a Barche a Motore cartaceo + digitale e a soli 39 euro l’anno hai la rivista a casa e in più la leggi su PC, smartphone e tablet. Con un mare di vantaggi.

porto di diamante

Dopo quarant’anni di stalli burocratici, scavi interrotti e ombre giudiziarie, la Regione Calabria sblocca i fondi per il nuovo porto di Diamante (Cosenza) da 150 posti barca. Insieme a Paola, la Riviera dei Cedri si prepara a ridisegnare la mappa dello sviluppo costiero e della blue economy.

Il porto di Diamante non sarà più un porto fantasma

Per decenni è rimasto lì, sospeso tra le onde del Tirreno, come uno dei monumenti più dolorosi all’incompiutezza meridionale. Il “porto fantasma” di Diamante non era solo un perimetro di cemento aggredito dalla salsedine e dallo scorrere del tempo, ma una ferita aperta nel tessuto economico dell’Alto Tirreno Cosentino.

Una storia tormentata, scandita da cantieri a singhiozzo, interminabili contenziosi amministrativi e persino clamorose vicende di cronaca giudiziaria nazionale — come i fili sotterranei che hanno incrociato la nota inchiesta sul malware di Stato “Exodus”, spingendo l’amministrazione locale a presentare un esposto formale per fare piena luce sulle passate dinamiche gestionali. Oggi, però, quella lunghissima notte burocratica sembra finalmente lasciare spazio all’alba di un nuovo inizio.

pianetto porto di diamante

La svolta di luglio e la fine di un’era

La svolta decisiva si è concretizzata nei primi giorni di luglio 2026, quando il Comune di Diamante ha ufficializzato la fumata bianca della Conferenza dei servizi. Questo passaggio cruciale, atteso da quasi quattro decenni, segna lo sblocco definitivo di un iter rimasto congelato troppo a lungo, aprendo le porte alla stesura del progetto esecutivo e alla successiva attivazione delle procedure di gara d’appalto per l’affidamento dei lavori.

Non si tratta più di vaghe promesse politiche, ma di un atto di indirizzo formale firmato dalla Regione Calabria, che ha dato mandato vincolante al Dipartimento della Programmazione di blindare le coperture finanziarie necessarie. Entro il mese di agosto, il quadro ingegneristico ed economico otterrà la validazione definitiva, trasformando le speranze in cantieri reali.

PORTO-DIAMANTE

Porto di Diamante, una strategia integrata per il Tirreno cosentino

Il piano d’azione non si esaurisce entro i confini diamantesi, ma si inserisce in una più vasta visione di rilancio geo-economico che la cittadella regionale di Catanzaro ha battezzato come prioritaria per l’intera costa. L’investimento destinato a Diamante ammonta per l’esattezza a quasi sei milioni di euro (precisamente 5.932.228,29 euro) e prevede la nascita di un moderno scalo turistico capace di ospitare circa 150 imbarcazioni da diporto, completo di tutte le strutture di accoglienza e di servizio indispensabili per i viaggiatori del mare. Parallelamente, la strategia regionale punta gli occhi sul vicino polo di Paola, al quale sono stati destinati ben 20 milioni di euro per il porto turistico “Marina di San Francesco”.

Fino a pochi mesi fa, l’intero disegno ha rischiato seriamente di naufragare in via definitiva. I due interventi erano stati infatti privati dei finanziamenti dal Cipess a causa della mancanza delle cosiddette “obbligazioni giuridicamente vincolanti”, i requisiti formali rigidi necessari per far progredire le pratiche. Una corsa contro il tempo che ha visto i Comuni e i tecnici regionali cooperare per riprogrammare tempestivamente i fondi, attingendo ai canali del Fondo Sviluppo e Coesione europeo 2021-2027. Attraverso una complessa ingegneria finanziaria, le somme sono state recuperate sfruttando le economie di vecchi progetti già conclusi e fondi di rotazione regionali, mettendo al sicuro l’investimento.

Verso la blue economy: un impatto oltre i confini comunali

Secondo le relazioni tecniche dell’esecutivo regionale, i porti di Paola e Diamante non devono essere considerati come semplici infrastrutture isolate, bensì come veri e propri snodi nevralgici per la mobilità delle persone e per il potenziamento complessivo della cosiddetta economia blu. Il diporto nautico, la pesca professionale e il turismo balneare d’eccellenza sono i pilastri su cui si intende fondare una transizione competitiva ed ecologica, perfettamente allineata con i dettami strategici dell’Unione Europea.

L’impatto economico atteso sul territorio promette di ridefinire il volto della Riviera dei Cedri. Gli investimenti infrastrutturali di questa portata sono storicamente generatori di enormi benefici indiretti: dall’attrazione di capitali privati nel settore ricettivo alla nascita di nuove attività commerciali e artigianali, fino alla creazione di posti di lavoro diretti e legati all’indotto dei servizi portuali. La portualità si trasforma così in una leva di sviluppo integrato in grado di valorizzare anche le risorse naturali, storiche e le filiere agroalimentari dell’entroterra. L’obiettivo, ora vicinissimo, è fare in modo che quel vecchio simbolo di sogni infranti diventi finalmente lo specchio d’acqua in cui si riflette il riscatto di un’intera regione.

David Ingiosi

Condividi:

Facebook
Twitter
WhatsApp

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Iscriviti alla nostra Newsletter

Entra nel Club del Giornale della Vela

Le barche a motore, le sue storie, dal piccolo open ai motoryacht. Iscriviti ora alla nostra newsletter gratuita e ricevere ogni settimana le migliori news selezionate dalla redazione. Inserisci la tua mail qui sotto, accetta la Privacy Policy e clicca sul bottone “iscrivimi”.

Una volta cliccato sul tasto qui sotto controlla la tua casella mail

Privacy*


In evidenza

Può interessarti anche

BRABUS AB110, quando lusso e velocità si incontrano

Il superyacht di Brabus è un 33 metri da 48 nodi

Velocità e lusso non sono due mondi così tanto distanti. A dimostrarlo Brabus AB110, il progetto nato dalla collaborazione fra AB Yachts, brand di Next Yacht Group, e la celebre design house tedesca BRABUS. Un sodalizio che unisce la filosofia stilistica “One Second Wow” al know-how ingegneristico e aerospaziale di AB Yachts nel campo delle

Classic Boat Archive | 1998 – Thunderbird Falcon 1800 CB (5,54 m) TEST

Benvenuti nella sezione speciale Classic Boat Archive, in cui Barche a Motore apre per voi il suo archivio cartaceo dove sono custodite centinaia e centinaia di barche che abbiamo testato, presentato e recensito in più di 35 anni di storia della rivista. Dati tecnici, schede originali delle barche, motorizzazioni e prestazioni comprese. Insomma, un database

Tuccoli T235 SF copertina

Tuccoli T235 SF: il cabinato (7 m) super-compatto per la pesca e la crociera

Al Salone Nautico di Genova 2026, Tuccoli Marine presenta in anteprima in acqua il nuovo T235 SF, un fisherman di 7,2 metri che trasferisce nel segmento dei piccoli natanti una filosofia costruttiva solitamente riservata alle imbarcazioni professionali. Il modello nasce infatti secondo i criteri dell’Executive Sport Vessel (ESV), l’approccio sviluppato dal cantiere toscano che punta

Torna in alto