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La ricetta per il porto perfetto per i diportisti | Ecco il modello “Loano”

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porto loano aerea

“Sarà un marina attento alle esigenze dei suoi ospiti e che, insieme al suo Yacht Club, promuoverà la cultura del mare a 360°” esordisce Uberto Paoletti, direttore del Marina di Loano, ha le idee chiare su come rendere il suo porto ancora più attrattivo per chi va per mare.

“Organizziamo corsi per la gestione delle emergenze sanitarie in mare, con la locale Croce Rossa, e collaboriamo con Fondazione Cima, che da anni lotta per la difesa delle nostre coste. L’impegno per l’ambiente è al primo posto dei nostri valori: Marina di Loano vanta infatti sei anni consecutivi di Bandiera Blu”.

Paoletti ha ereditato le redini di un’azienda che, nel settore, è una delle più grandi del savonese, con 980 posti barca, quattro stabilimenti balneari e un’area totale di 36 ettari.

Cosa permette a un porto turistico di essere “di richiamo”?

“Per noi, il primo fattore è la sicurezza per le barche ormeggiate nel marina: garantiamo totale protezione da sud grazie a una soffolta e una diga foranea larga quasi 60 metri, mentre da nord sono i monti a proteggerci. Poi, la scelta di aver optato per i ‘finger’ anziché per le tradizionali trappe è una vera comodità per gli armatori; infine, l’attenzione maniacale per i dettagli in ogni servizio offerto, dall’assistenza all’ormeggio allo scarico delle acque nere, dal guardianaggio al Wi-Fi”.

uberto paoletti loano

Uberto Paoletti

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