Posti barca per tutti! Perché i francesi amano la nautica. E gli italiani meno

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Ormeggio al gavitello in Croazia (foto di CNTB – Aleksandar Gospic)

Un piano strategico per la nautica. Quello che dovrebbe fare l’Italia, l’hanno fatto i francesi. Bagnandoci il naso. Così, mentre da noi per i nostri 8.000 km di coste ci si appassiona per la battaglia di retroguardia sui balneari con tanto di procedura di infrazione europea per mantenere il vergognoso status quo degli stabilimenti balneari, la Francia vara un piano strategico 2025/2030. Con obiettivi concreti  che mirano a favorire lo sviluppo ordinato del diporto nautico, realizzando una transizione ecologica con riduzione delle emissioni nocive e preservazione dei fondali e della fauna marina, normando il ciclo di vita delle imbarcazioni (rottamazione), semplificando le normative per favorire la riconversione di strutture e ormeggi. Con l’obiettivo semplice di fornire una spinta allo sviluppo della nautica e del turismo sull’acqua, a disposizione di tutti, non solo dei “ricchi”.

Il piano francese per i posti barca

Questa è la cartina con i 49 campi boe organizzati in Mediterraneo lungo le coste francesi per un totale di migliaia di ormeggi di cui 149 per mega yacht, divisi per dimensioni delle barche ospitabili a prezzi accessibili. Fanno parte del piano stategico nazionale francese per lo sviluppo della nautica che ha uno dei punti cardine nell’incentivo alle ZMEL (zone di ancoraggio organizzato).
Questa è la cartina con i 49 campi boe organizzati in Mediterraneo lungo le coste francesi per un totale di migliaia di ormeggi di cui 149 per mega yacht, divisi per dimensioni delle barche ospitabili a prezzi accessibili. Fanno parte del piano stategico nazionale francese per lo sviluppo della nautica che ha uno dei punti cardine nell’incentivo alle ZMEL (zone di ancoraggio organizzato).

Posti barca per tutti

L’obiettivo è quello di limitare l’impatto sui fondali (posidonia innanzitutto) dell’ancoraggi, ma soprattutto di ridurre la pressione sui porti tradizionali nei mesi estivi quando diventa difficile se non impossibile trovare un ormeggio in porto. Tutto questo a prezzi accessibili, favorendo l’installazione di campi boe favoriti da finanziamenti pubblici per arrivare in breve ad una autonomia economica, senza chiedere soldi a nessuno. Scopo finale: abbattere le barriere economiche che limitano l’accesso alla nautica da diporto e favorire il mercato delle unità più piccole, porta d’ingresso per reclutare nuovi appassionati. La mappa dei campi boe del Mediterraneo francese la trovate qui sopra.

Luca Oriani


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