Boom di richieste per gli skipper: come diventarlo e quanto si guadagna

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Il catamarano naviga sempre in dislocamento, ma la sua ridotta superficie bagnata lo rende molto veloce rispetto alla sua lunghezza al galleggiamento.

Lo skipper per le barche a motore (ed anche a vela) è il fenomeno del momento. La domanda di comandanti a bordo di barche  motore è altissima. La nostra inchiesta spiega come formarsi, quali opportunità di lavoro offre il mercato e quanto si guadagna.

Professione skipper: tutto quello che devi sapere

Chi non vorrebbe vivere in mezzo al mare a bordo di una barca e svegliarsi ogni giornoin un posto sempre nuovo e diverso? Potrebbe essere una splendida baia del Mediterraneo oppure un’isola dei Caraibi o ancora uno di quei borghi di pescatori che di sera assomigliano a un presepe.

Certamente fare lo skipper nella realtà è un lavoro duro, di grande responsabilità, ma non si può negare che sia una professione versatile, relativamente accessibile e soprattutto ambita da tanti appassionati per i quali è un sogno nel cassetto.

Anche in questo difficile 2020 afflitto da emergenza sanitaria e regole di distanziamento sociale tale tendenza non si è affatto smentita, anzi. La crociera in barca è stata premiata da migliaia di persone, spesso neofiti, come la vacanza più sicura e appagante. Così dopo il lockdown invernale in Italia sono fioccate le prenotazioni con numeri per certi versi inaspettati, un fenomeno che ha mandato in tilt non poche società di charter che hanno dovuto dare fondo a tutte le flotte e impegnare ogni singolo skipper disponibile.

Step 1: chi è lo skipper?

Lo skipper è il comandante della barca, colui al quale si affida la responsabilità del mezzo e dell’equipaggio. Tutto ruota intorno alla sua esperienza, autorevolezza e capacità tecnica, meglio se acquisita su più modelli di imbarcazioni. A livello lavorativo uno skipper ha la possibilità di convogliare la propria esperienza in tanti settori: effettuare trasferimenti o svolgere le mansioni di comandante a bordo di un’imbarcazione altrui.

Senza dubbio però è il mondo del charter ad avere bisogno di skipper e di conseguenza l’ambito lavorativo privilegiato per chi vuole dedicarsi alla professione.

La parola all’esperto di charter e formatore di skipper

C’è poi la barca stessa a condizionare il lavoro perché ogni tipologia di imbarcazione ha un target di clientela diverso ed esigenze precise. Queste tendenze del turismo nautico e il loro impatto sul lavoro di skipper sono destinate a durare.

“Le crociere in barca nei prossimi anni si apriranno a un pubblico sempre più ampio di persone in cui i veri appassionati rappresenteranno solo una piccola nicchia – dice Lucas Lucarelli, titolare della società di charter e scuola di skipper MadMax. – la barca sarà sempre di più l’alternativa alla villa al mare o al resort in spiaggia. Non a caso il catamarano è il mezzo più richiesto e molte società di charter stanno riconvertendo le proprie flotte a favore di queste barche. I multiscafi però sono più impegnativi da manovrare, per cui ci sarà sempre più bisogno di skipper preparati per condurli”.

Quello che è certo è che il ruolo dello skipper è sempre più importante a bordo. “Oggi per fare bene del charter, serve un ottimo skipper – spiega Lucarelli – puoi avere anche la barca più bella del mondo al prezzo più conveniente del mondo e il tempo più bello del mondo, ma se a bordo hai uno skipper incapace, burbero e poco carino con i clienti, la vacanza sarà un incubo e l’equipaggio tornerà a terra insoddisfatto. E questo per una società di charter vuol dire vanificare tutti gli sforzi di tempo e denaro investiti nell’attività. In termini percentuali direi che il valore dello skipper ad oggi rappresenta il 60 per cento di un’esperienza charter nel suo insieme”.

Come essere bravi skipper

Per essere bravi skipper allora, o diventarlo, serve tanta passione, esperienza pratica, ma anche una formazione rigorosa e qualificata. Un conto è fare lo skipper con gli amici o la famiglia, altra storia è essere dei professionisti.

Quello che serve allora per chi vuole intraprendere questa professione è un salto di qualità nell’approccio.

“Il lavoro dello skipper richiede serietà, competenza e professionalità – spiega Lucas Lucarellifaciloneria e approssimazione, che nel passato venivano tollerate, ormai non sono più ammesse. Eppure ancora oggi si presentano candidati che pur vantando titoli e indossando la classica divisa dello skipper con guantini tagliati sulle dita, cappellino tattico e cerata griffata, in realtà non sanno nemmeno addugliare una cima, vanno nel panico negli ormeggi col vento al traverso oppure di fronte al wc intasato chiudono la porta del bagno e buonanotte.”

Quanto guadagna lo skipper di una barca?

Insomma per chi vuole diventare skipper la sola passione non basta. Servono dedizione, qualche sacrificio e una preparazione tecnica di alto livello. Ma a fronte di questi requisiti, quanto si guadagna? Secondo la nostra inchiesta, uno skipper competente in Italia a bordo di un monoscafo fino a 50-52 piedi prende 180 euro al giorno, mentre su un catamarano il compenso è di 200 euro al giorno.

Su barche più grandi e yachts di lusso si arriva a guadagnare 250-300 euro al giorno. Quindi in una stagione si possono guadagnare 12-15.000 euro che sugli yachts diventano 20-25.000. Il mercato del lavoro internazionale poi è ancora più gratificante: un “Deckhand”, ossia un mozzo, secondo l’International Salary Standard in un imbarco semestrale prende 2.500 euro al mese, mentre un primo ufficiale su uno yacht di 40 metri con imbarco annuale prende dai 6.000 agli 8.000 euro al mese.

All’estero inoltre ci sono le mance che su certe barche arrivano a 1.500-2.000 euro a settimana. A lavorare come skipper ci sono in ogni caso dei benefit supplementari che vanno ben oltre l’aspetto puramente economico: si viaggia tanto, si vivono esperienze intense, si conosce un mucchio di gente, ma soprattutto c’è l’impagabile soddisfazione di vivere della propria passione per il mare. Credete di poter essere dei buoni skipper? Là fuori c’è un mondo che aspetta soltanto voi!

Quanto si guadagna?

TIPOLOGIA DI BARCA GIORNO SETTIMANA MESE STAGIONE

Fino a 50 piedi

180/200 euro

1.200/1.500 euro

5.000/6.000 euro

13.000/15.000 euro

Oltre i 50 piedi

Oltre i 50 piedi 250/300 euro

1.700/2.100 euro

  7.000/9.000 euro

22.000/25.000 euro

Come diventare skipper? Con il corso MadMax il lavoro è assicurato!

Nata nel 2008, la MadMax Skippers School è una scuola di alta formazione rivolta a coloro che vogliono intraprendere la carriera di skipper. A gestirla è Lucas Lucarelli, fondatore e ideatore del metodo MadMax, nonché skipper di catamarani da oltre 20 anni. Il programma si articola in 21 giorni full immersion vissuti a bordo di un catamarano. MadMax è l’unica scuola che garantisce l’ingaggio a tutti i promossi.

Imparare a gestire bene una barca

Per imparare a gestire al meglio una barca e un equipaggio servono buoni maestri e un lavoro didattico qualificato. “Nei nostri corsi – spiega Lucas Lucarelli – cerchiamo di creare un metodo di lavoro che riguarda le manovre, gli ormeggi, gli ancoraggi, la regolazione delle vele, in modo da essere pronti a fronteggiare qualunque situazione. Lo stesso metodo è applicato anche alla manutenzione degli impianti, alla gestione di un’avaria in tempo reale o ancora all’accoglienza e la soddisfazione dei clienti”.

Se il mestiere dello skipper è così cambiato negli ultimi anni, sono anche i candidati a questa professione a essere diversi rispetto al passato. Per esempio i giovani che preferiscono investire da subito in un corso qualificato, piuttosto che andare all’università, ma anche le donne. “Il trend al femminile in questo settore è in crescita – spiega ancora Lucarelli – con la differenza che le donne a bordo devono essere più brave degli uomini per compensare la mancanza di prestanza fisica richiesta per condurre la barca. Un uomo può anche ritardare una manovra e compensare all’errore usando i muscoli. La donna invece deve saper anticipare eventuali situazioni critiche”

Clicca qui per partecipare ad un corso da skipper: www.madmaxcharter.it

di David Ingiosi

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