Le barche made in Italy valgono quasi 4 mld (e un superyacht su due è italiano)

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Il Made in Italy piace, anche nel mondo della nautica, e specialmente all’estero. È quanto emerge dallo studio di Deloitte per Confindustria Nautica “The state of the art of the global yachting market” (lo stato dell’arte del mercato globale della nautica da diporto).

La pandemia non ha fermato la ripresa del settore, che era entrato in crisi dopo la grande recessione innescata dalla bolla dei mutui subprime in USA nel 2008. L’Italia è oggi leader mondiale nella produzione di yacht a motore oltre i 30 metri e complessivamente la produzione di nuove imbarcazioni vale 3,6 miliardi di euro nel 2021, con un incremento del 34% rispetto all’anno precedente. Una produzione destinata principalmente all’estero, da cui arriva l’88% del fatturato nazionale.

Salone di Genova Covid

Nautica, un superyacht ogni due venduti è italiano

La cantieristica mondiale di imbarcazioni da diporto nel 2021 supera i 29 miliardi di dollari di fatturato. A fare da traino in Italia, il cui valore complessivo del settore è di 3,6 miliardi di dollari (oltre 10% del mercato mondiale), è la produzione di superyacht oltre i 30 metri: ogni due venduti, uno è prodotto in Italia.


Azimut Benetti è (di nuovo) il più grande produttore di mega yacht al mondo


«La nautica da diporto italiana si distingue una volta di più come uno dei settori trainanti del Made in Italy», ha dichiarato Saverio Cecchi, Presidente di Confindustria Nautica. «Fra le economie del mare, l’industria nautica è il comparto che nel 2021 è cresciuto più di tutti gli altri, con il migliore incremento di fatturato di sempre (+34%).»

Azimut Grande Trideck
Azimut Grande Trideck, ammiraglia del cantiere

Le imbarcazioni da diporto

Molto bene anche il mercato delle imbarcazioni fuoribordo e dei mezzi pneumatici che, sul lungo periodo (5 anni), segna una crescita a doppia cifra (+14.2%). Nel mondo della vela, le vendite del nuovo in Italia, dopo il tonfo del 2020, si risollevano e crescono di oltre il 30%. Un mercato comunque marginale rispetto alle imbarcazioni a motore. Dal rapporto emerge infatti che in Italia la produzione di imbarcazioni a vela incide solo per il 4% sul valore nazionale della cantieristica da diporto, contro una media mondiale del 9%.

La nautica da diporto: crescita fino a quando?

La crescita che abbiamo visto in questi anni, dicono gli esperti, è destinata a continuare anche in futuro. Nonostante l’inflazione, la crisi della guerra in Ucraina e le continue difficoltà di approvvigionamento dei componenti, il valore del mercato globale per il 2022 è previsto in crescita del +16%, mentre quello italiano dovrebbe segnare un +15/20%. Dal rapporto, emerge inoltre una tendenza verso il consolidamento del mercato, come sta avvenendo nel mondo delle automobili, con la nascita di grandi gruppi industriali per una produzione sempre più efficiente e sostenibile.

TOP Superyacht: le 25 barche più grandi del mondo nel 2020

La barca come “bene rifugio”

Tra le ragioni di questo successo, dopo la drammatica esperienza del Covid, la barca è percepita come un luogo sicuro, un “bene rifugio” dove trovare riparo e per il quale sempre più persone sono disposte a spendere. L’esigenza di una vita meno stressante spinge il pubblico a utilizzare la barca come antidoto ai problemi personali e lavorativi.

Comode, facili da governare e tecnologiche

Grazie alle recenti innovazioni tecnologiche nel settore, le barche sono ora più facili da navigare e gestire all’ormeggio: con comandi a joystick, ormeggio automatico, applicazioni per la domotica e il controllo remoto e tanti altri vantaggi. Sono anche più attraenti in termini di design e arredamento, fornendo agli armatori e gli ospiti alti livelli di comfort, prestazioni e sicurezza che possiamo paragonare ad una villa in mare. Questi fattori fanno si che molte più persone siano portate a considerare l’acquisto di un’imbarcazione in futuro, contribuendo alla costante crescita del settore.

Giacomo Barbaro

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