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Un tributo alle aziende e alle persone che hanno fatto grande Barche a Motore in questi 35 anni permettendogli di nascere, crescere, diventare grande sino a questo storico anniversario. In questi articoli le grandi eccellenze della nautica si raccontano e svelano i loro progetti, dando un importante contributo alla conoscenza di questo mondo, che permette a tutti noi di andare per mare, in ogni forma e contesto.
Project Maverick è il nome del Falcon 80 refittato utilizzando tutti i prodotti dell’infinita gamma di accessori prodotti da Quick Group.
Quick Group, ovvero tutto quello serve alla tua barca
La storia di un’azienda italiana che dal Ravennate è diventata un colosso internazionale con oltre 400 dipendenti e una gamma “full line” unica nel settore.
Le origini di quella che oggi si chiama Quick Group risalgono al 1982, quando Michele Marzucco iniziò la sua avventura imprenditoriale in uno dei distretti nautici più attivi al tempo, quello del forlivese. “È stata una grande esperienza, un’università sostanzialmente, dove io ho imparato a conoscere le imbarcazioni, gli impianti e tutto quello che c’è a bordo di una barca, sia a vela che a motore”. L’azienda, fondata nel 1982 assieme ad un socio con il nome PM Marina, nasce come realtà artigianale specializzata in installazioni di impianti, per poi evolversi nel 1992 nella Quick che conosciamo oggi, di cui ha acquisito il marchio. Fin dai primi anni, il percorso di crescita di Quick Group è stato caratterizzato da una strategia di acquisizioni mirate. “Abbiamo fatto numerose acquisizioni, decidendo sempre di gestire tutto e – quando era il caso – rifarlo da zero”, spiega Marzucco. “Abbiamo acquisito aziende con un prodotto importante, ma con cui spesso l’installatore aveva difficoltà. L’esperienza da installatori ci ha aiutati nel progettare poi i prodotti. La nostra mentalità è sempre stata quella dell’installatore. Il prodotto molto spesso si montava nel modo sbagliato perché era concepito nel modo sbagliato. Noi ci mettevamo la testa per cercare di creare le condizioni all’installatore di non sbagliare l’installazione”. Un approccio che ha fatto la differenza in un settore dove “se le cose le fai semplici avrai meno problemi, se le cose le fai complicate avrai dei problemi”.
Stefano Lenarduzzi, a sinistra, è il nuovo amministratore delegato di Quick Group. Michele Marzucco, a destra, è il fondatore.
La storia recente di Quick
Due tappe importanti della crescita di Quick, oltre alle acquisizioni, sono state l’apertura della sede negli Stati Uniti (datata 2006) e di quella più recente nel Regno Unito, datata 2018, anno che vede anche l’ingresso in azienda dei figli di Michele, Carlo e Chiara. L’evoluzione più recente ha visto l’ingresso di Fondo Italiano d’Investimento e Armònia SGR nel capitale di Quick, con l’arrivo di Stefano Lenarduzzi, manager con esperienza maturata in settori ad alta complessità tecnologica, come amministratore delegato del Gruppo. “Sono salito su una barca in corsa”, racconta Lenarduzzi con efficace metafora. “che ha già fatto tanta strada e delle cose interessantissime. Oggi la direzione è quella di stabilizzare sinergicamente da un lato le acquisizioni fatte (le più recenti nel 2023: Sanguineti, Xenta e Nemo, ndr), dall’altro la presenza di Quick nei diversi mercati, razionalizzando il sistema produttivo in un’ottica di aumento della qualità e della competitività”.
Il sistema di stabilizzazione MC2 di Quick Group copre la maggior parte delle imbarcazioni sul mercato, dalle più piccole (con il modello Quick Gyro X2 DC) alle più grandi (con il modello Quick Gyro X75 AC), sia per i sistemi giroscopici Gyro, sia per le pinne Viators Fins che coprono imbarcazioni da 15,20 a 46 metri, sia per gli intruders Intercepta Trim Tabs da 6 a 24 metri. 4. X-Dock è il sistema di Xenta – parte di Quick Group – che ha portato nella nautica la manovra tramite joystick.
Parola d’ordine: integrazione
Un aspetto distintivo dell’approccio Quick è la capacità di integrare e semplificare tecnologie complesse. “L’obiettivo è quello di gestire sinergicamente tutte le tecnologie che ci sono a bordo della barca tramite la nostra interfaccia semplice e intuitiva”. Sottolinea Lenarduzzi: “Il vantaggio è duplice, per il cantiere e per il cliente: l’interlocutore è uno ed è Quick, ma dietro c’è tutta la galassia di aziende del gruppo. Chi prima aveva più fornitori oggi può trovare un unico fornitore che soddisfa molte delle sue esigenze in modo professionale e logisticamente conveniente”. Un esempio su tutti è la gamma di stabilizzazione a marchio MC2, perché l’azienda è l’unica a combinare tutte e tre le tipologie di prodotto: stabilizzatori giroscopici, stabilizzatori a pinna e intruders.
Dall’alto a sinistra in senso orario: Quick Marine Lighting è la divisione del gruppo che si occupa dell’illuminazione a bordo: esterni, interni, luci subacquee e relativi sistemi di controllo; Nemo, anch’essa parte di Quick Group dal 2023, produce una vasta gamma di accessori che va dagli osteriggi alle porte scorrevoli; la gamma di accessori di Quick Nautical Equipment comprende anche le ancore, come le nuove Olympic lucide o satinate.
Una gamma vastissima
La forza competitiva di Quick Group risiede nell’ampiezza della gamma. “Nel mondo dei produttori di componentistica, pochi hanno una gamma full line come la nostra”, sottolinea Lenarduzzi. Dal salpancora che vende “decine di migliaia di pezzi all’anno” agli stabilizzatori di ultima generazione, dalle luci underwater alle porte scorrevoli per superyacht, fino alle ancore di alta prestazione. Oggi Quick Group conta oltre 400 dipendenti diretti tra le varie sedi, più una rete di collaboratori e partner. La proiezione globale è stata una scelta strategica precoce. “All’estero facciamo distribuzione e assistenza tecnica, capillarmente negli USA dal 2006 e in UK dal 2018” racconta Marzucco. “Abbiamo capito fin da subito che dare questo servizio ai cantieri è un quid in più”. L’intuizione si è rivelata vincente: “Tutti hanno problemi di assistenza post-vendita su mercati così lontani. Trovare aziende disponibili e pronte a reagire al primo problema è complicato. Noi siamo sul posto”.
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