Registro telematico delle barche: c’è, ma funziona male

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Dopo anni di battaglie, lo scorso anno è entrato in funzione il SISTE (Sistema Telematico Centrale della Nautica da Diporto), con il Registro centrale delle imbarcazioni e lo Sportello Telematico del Diportista (STED). Addio registri cartacei tenuti nelle Capitanerie di Porto che non dialogano tra loro, rendendo quasi impossibile risalire alla proprietà di una barca e controlli della Guardia di Finanza a raffica in mare e a terra.

La piena operatività è stata raggiunta a novembre scorso e, in teoria, prevede passaggi del tutto simili a quelli del registro automobilistico. Gli STED invece sono delle vere e proprie agenzie dislocate su tutto il territorio nazionale e in collegamento telematico con la banca dati centrale – al servizio degli utenti per tutte le operazioni di iscrizione e cancellazione delle unità da diporto nei relativi registri e il rilascio dei documenti di navigazione. Tutto bellissimo. Ripetiamo: in teoria.

QUALCOSA NON FUNZIONA NEL REGISTRO TELEMATICO

Abbiamo parlato con alcuni responsabili di cantieri italiani e il nostro entusiasmo si è sgonfiato: pare che per immatricolare una nuova barca i tempi si siano dilatati a 45/60 giorni. Ma il Registro telematico centrale non doveva essere lo strumento per semplificare e velocizzare i processi?

La causa? Il sistema informatico, semplicemente, funziona male. Un tempo di attesa così lungo rischia di affossare il mercato del nuovo: i cantieri varano la barca nei tempi, ma l’armatore non la può utilizzare fino ad avvenuta immatricolazione. Con il rischio, magari, di perdersi le vacanze e di altre scocciature derivanti da un ritardo nella consegna. In teoria l’imbarcazione potrebbe navigare con targa provvisoria (la cosiddetta “targa prova” ma è una soluzione impraticabile: a bordo deve esserci obbligatoriamente un dipendente del cantiere costruttore.

TEMPI BIBLICI, PERCHÈ?

Ma perché si arriva fino a quasi due mesi, quando prima l’immatricolazione “cartacea” richiedeva solo una settimana di tempo?

Partiamo dall’agenzia che cura l’immatricolazione: questa deve innanzitutto richiedere il codice che abilita all’apertura della pratica di immatricolazione della barca e che viene rilasciato da Confindustria Nautica (nata dall’unione di UCINA e Nautica Italiana) in cinque giorni. Ottenuto il codice, l’agenzia procede con il caricamento dei documenti e della barca e gli allegati scannerizzati sul portale. E qui arriva il primo “inciampo”: si tratta spesso di file pesanti, questi causano il blocco del sistema. Ci hanno raccontato che quando il sistema va in blocco, scade la sessione e quindi bisogna ripartire da capo e che a volte sono serviti giorni e giorni!

La trafila, lunghissima, si ripete per tutte le nuove licenze, per quelle di rimotorizzazione e tutte le volte che sia necessario trasmettere i dati tecnici della barca, che i cantieri hanno inviato in originale all’agenzia.

Ma siamo solo a metà dell’opera: una volta che l’Agenzia completa il caricamento di tutti i documenti necessari all’immatricolazione sullo STED, c’è un ulteriore passaggio. Mediamente, ci vogliono dai 15 ai 25 giorni di tempo affinché ottenga la licenza telematica, con cui andrà agli uffici della Capitaneria di Porto per la formalizzazione dell’immatricolazione.

E se viene fatto qualche errore nell’upload dei documenti? Bisogna rifare tutto da capo. Il problema è che non si può saperlo fino a che non viene presa in mano la pratica dai gestori del portale (e anche qui, passano diversi giorni): se vengono rilevate inesattezze, salta la pratica e bisogna rifare tutto da capo.

Della serie, ufficio complicazioni affari semplici. E’ possibile che abbiamo parlato soltanto con operatori e cantieri che hanno avuto una brutta esperienza con il registro telematico, che questi siano soltanto dei casi isolati? Altamente improbabile, non impossibile. E che molte agenzie di immatricolazione non siano pronte, a livello di “forma mentis”, alla nuova digitalizzazione? Un grande boh anche questo. Siamo solo agli inizi di questa progressiva informatizzazione, qualche malfunzionamento è fisiologico, ma pare di capire che il sistema debba essere molto migliorato. Vi terremo informati.

Intanto, se avete avuto anche voi problemi con il nuovo registro e con gli STED, scriveteci la vostra esperienza a speciali@panamaeditore.it

G.S.

3 Comments

  1. alberto ha detto:

    ho cominciato il 6 maggio richiedendo il DCI alla confindustria nautica- ricevuto dopo 50 giorni dopo innumerevoli solleciti.
    presentato tutto il 3 luglio alla capitaneria,mi confermano che è tutto ok
    il 31 luglio mi informano che la pratica è stata respinta perchè:
    a) due versamenti sono corretti nell’importo ma c/c sbagliato ( fornito da loro) mi richiedono di rifare il versamento ( il versamento precedente nessuno sa come recuperarlo.
    b)mi informano che il nulla osta va tradotto e asseverato ( 200 euro di traduzione ) anche qui nessuno ha avvisato prima
    c) mi informano che manca un versamento da 28,5 allo sted( avvisato solo ora)

    oggi 3 agosto ho raccolto tutto e riproverò a immatricolare ma è veramente scandaloso.

    La cosa più terribile è l’impotenza assoluta, non esiste interlocuzione, hanno trasformato una cosa che funzionava in qualcosa di assolutamente aberrante,burocratico, costoso. un tipico esempio di demenza politico burocratica dove l’utente finale è considerato il nulla e dove il solo obiettivo è dire che si è innovato/digitalizzato.Parole prive di contenuto se l’obiettivo non è migliorare un servizio, un vero esempio di fallimento tipico della nostra scarsa classe dirigente.

    in Inghilterra dove vivevo prima ho fatto tutto on line in 10 gg e ho speso in tutto 25 sterline.
    qua la spesa ha totalizzato gia :
    900 euro di perizia barca
    200 traduzione giurata
    300 euro di versamenti ( di cui due irrecuperabili)
    64 euro di marche da bollo
    ( non considero altri adempimenti rigidi vedi revisioni di zattere &co)

  2. Bobo ha detto:

    In Italia si fa un uso criminale della tecnologia informatica con notevole danno alla cantieristica,alle esportazioni, al turismo e al lavoro. Meglio tenerci le acciaierie velenose a Taranto che investire in una potenziale Florida europea.

  3. marcocolli ha detto:

    A parte i costi, su cui concordo in toto, per i tempi, forse sono stato fortunato?? Documenti presentati e inseriti il 8 gennaio 2021, immatricolazione avvenuta , con consegna documenti il 25 gennaio.

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